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Blitz 100 teste cuoio, salvati 12 ostaggi, 6 morti

Diplomatico italiano in Bangladesh: "Ci sarebbero anche 11 feriti gravi.

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Due forti esplosioni sono state sentite pochi minuti fa dentro il ristorante di Dacca attaccato dai terroristi. L’operazione delle forze speciali bengalesi non è ancora conclusa.

L’offensiva lanciata dalle forze di sicurezza del Bangladesh ha permesso di verificare l’esistenza di 5 o 6 morti, non si sa se militanti o clienti, nel ristorante attaccato ieri sera a Dacca da un commando armato, mentre 12 ostaggi sarebbero stati salvati. Lo riferisce l’emittente indiana Ndtv.

E’ cessata la sparatoria cominciata dopo il blitz delle teste di cuoio bengalesi al ristorante di Dacca dove terroristi islamici tenevano in ostaggio da dieci ore almeno una ventina di persone. Lo riferisce la CNN, che parla di un ostaggio giapponese fuggito durante la sparatoria e di almeno una persona che è stata portata via con un’ambulanza. Media locali parlano di un argentino e due bengalesi soccorsi. Il blitz è cominciato alle 7:40 di sabato mattina ora locale, le 3:40 in Italia.

“I nostri commando hanno assaltato il ristorante. E’ in corso una intensa sparatoria”, ha dichiarato il vicecapo del Battaglione di azione rapida, Mizanur Rahman Bhuiyan, secondo quanto riferisce il sito del quotidiano indiano Hindustan Times. Per la CNN sono entrati in azione oltre 100 teste di cuoio. Testimoni riferiscono ai media di sentire spari ed esplosioni.

“Vogliamo risolvere questa situazione pacificamente – aveva detto in nottata ai media il capo delle teste di cuoio bengalesi, Benazir Ahmed -. Cerchiamo di parlare con gli assalitori, vogliamo sentire da loro cosa vogliono. La nostra priorità è salvare le vite delle persone intrappolate all’interno”. Ahmed non aveva detto quante persone sono tenute in ostaggio. Secondo indiscrezioni, sarebbero dai 20 ai 60. Un altro ufficiale bengalese ha riferito che i tentativi di avviare un negoziato non hanno dato risultati.

Sette italiani sono tra le decine di ostaggi – tra i 20 e i 60 – presi da un commando jihadista che ha assaltato ieri pomeriggio un popolare caffé nella zona diplomatica della capitale Dacca. L’ansia è forte, anche per il rischio di eventuali vittime durante un possibile blitz, tanto che il premier Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda, in contatto con la Farnesina. E’ stato l’ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, a chiarire al TG1 il numero degli italiani coinvolti dopo che per tutto il pomeriggio e la serata di ieri si erano rincorse voci sul numero e la nazionalità di morti – almeno due tra gli agenti – e decine di feriti, 11 in gravi condizioni.

Secondo il diplomatico, da parte degli assalitori “non c’è alcuna volontà di negoziare alcunchè” perché si tratta di una “missione suicida” e “vogliono attuare un’azione molto forte e cruenta in cui non c’è spazio per il negoziato”. Gli ostaggi italiani sono imprenditori e commercianti del settore dell’abbigliamento, ha precisato l’ambasciatore spiegando che ad allertare la sede diplomatica è stato un connazionale che era nel gruppo di italiani e che al momento dell’assalto era uscito nel giardino del locale per fare delle telefonate. Ora lui, ha riferito ancora l’ambasciatore, “è stato tirato fuori”.

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