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Blitz negli opifici dell’area nolana e vesuviana: denunciati 4 imprenditori

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NOLA –

Sfruttavano la manodopera dei loro stessi connazionali, in altri casi cittadini italiani facevano lavorare in nero immigrati clandestini. Un fenomeno duro a morire nellare vesuviana e nolana: nuovi casi che hanno messo nei guai quattro imprenditori sono stati scoperti a Palma Campania e San Gennaro Vesuviano. Lavoro nero, sfruttamento dellimmigrazione clandestina, sversamento illecito del materiale di risulta delle lavorazioni manifatturiere: proprio per contrastare tali fenomeni la compagnia dei carabinieri di Nola dispone, da anni, mirati servizi di controllo straordinario del territorio svolti con il supporto del personale Asl, servizio igiene e medicina del lavoro e dellInps. In particolare, a Palma Campania hanno scoperto due opifici, in cui si lavorano i tessuti, su via Torre gestiti entrambi da immigrati del Bangladesh, nelle due ditte veniva impiegato del personale senza nessun tipo di contratto di lavoro e lo facevano in una struttura non adeguata alle normative di legge in materia di salute sul posto di lavoro.Ragione che ha portato alla denuncia per i due titolari, un 59enne e una 34enne, che avevano appunto impiegato a nero, rispettivamente 6 e 9 lavoratori stranieri, clandestini. I locali, non essendo a norma, sono stati entrambi sequestrati, ma non basta. I militari hanno anche accertato alcuni illeciti relativi allo smaltimento dei residui di lavorazione. Uno dei problemi riscontrati da sempre nella zona, spesso ciò che resta dallo scarto della lavorazione di confezioni di tessuti viene gettato in campagna o in luoghi isolati piuttosto che essere smaltito così come prevede la legge. Altri due casi sono stati scoperti a san Gennaro Vesuviano, in via Falcone hanno ispezionato una ditta di costruzioni edili, accertando che la titolare, una 32enne san gennarese, ha violato le leggi sulla sicurezza sul lavoro in particolare riguardo il piano di valutazione rischi. Su via nuova Saviano, invece, hanno ispezionato unaltra fabbrica di confezioni di abiti e hanno scoperto che la titolare, una 69enne di Marano di Napoli, aveva violato le leggi a tutela dei lavoratori
nei confronti dei lavoratori stranieri. Tutti i lavoratori impiegati erano clandestinamente in Italia, e per loro sono state avviate le pratiche amministrative di espulsione dal territorio nazionale.

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