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BONINO: SOSTENERE L’EXPORT DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI – GLI ALLEVATORI: INUTILE SE I CONTRIBUTI EUROPEI VANNO AGLI SPECULATORI – E ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA: ADESSO COI MINISTRI VOGLIAMO TRATTARE NOI

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“Cari Ministri Bonino e Di Girolamo, nella riunione della “Cabina di Regia” avete sottolineato l’importanza dell’agricoltura, chiedendo di coinvolgere gli imprenditori agricoli e sostenere l’export delle piccole imprese e cooperative. Un segnale importante, che rischia di non trovare più destinatari se l’Italia non cambia atteggiamento nell’applicazione della PAC (politica agricola comune) e dei fondi europei.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

 

Così inizia la lettera aperta che i pastori-allevatori, riunitisi in Comitato Spontaneo,  indirizzano ai Ministri, chiedendo di intervenire per arrestare una deriva che rischia di spazzar via quanto resta delle nostre piccole e medie imprese sul territorio. Specie in territori marginali come quelli dell’Appennino interno.

 

Le norme europee sono così astruse che nelle pieghe dei regolamenti della CEE si inseriscono grandi lobby e società che poco hanno a che fare con agricoltura e allevamento e molto con la raccolta di fondi. Il punto è come le norme vengono applicate in Italia: per questo che i pastori-allevatori  rivolgono il loro appello ai due Ministri. “Blocchino questo scempio, o ci sarà poco  export italiano da difendere”, dichiarano in un documento sottoscritto da una folta e preoccupata assemblea tenutasi in provincia di Pescara due sere fa. In tarda serata, dopo aver ricoverato gli animali, si sono trovati come carbonari, nei volti la stessa preoccupazione: dovremo chiudere tutti bottega?

 

Un intero settore che rischia di essere spazzato via da speculazioni sui terreni. Ecco come. La PAC prevede incentivi la cui erogazione era legata al possesso di “titoli” che indicano da una parte l’attività e dall’altra l’estensione dei terreni. Ora il vincolo tra esercizio concreto di attività agropastorali e possesso dei terreni scompare, e chi affitta più terreni (che li coltivi o no, che ci porti mai un gregge o li lasci abbandonati) incassa più premi. Un’equazione distorta ma semplice da capire, specie per chi mastica più di speculazione che di agricoltura. E i terreni stanno già scomparendo, affittati da società create ad hoc per lo più con capitali del Nord Italia, che  si sono fiondate ad affittare pascoli dagli enti locali nelle aree marginali. Proprio quelle dove vanno  a pascolare i nostri pastori-allevatori. E mentre i contributi europei  riempiono tasche e conti in banca di queste società e degli enti locali i pastori e i contadini dell’Appennino restano a bocca asciutta, senza terreni nè contributi europei.

 

“Un paradosso tutto italiano, perchè negli altri Paesi europei sono stati messi vincoli e controlli  che garantiscono il territorio e il suo utilizzo. In Italia, invece, si sostituiscono sempre i “deve” con i “può“, consentendo  grandi speculazioni e uccidendo questa rete di piccole imprese che lavora sul territorio, garantendone la conservazione.”

La mobilitazione non è passata inosservata, e dagli uffici stampa delle principali associazioni di categoria ora piovono i comunicati stampa: siamo contenti che si siano svegliati, ma fino ad ora dove erano?, risponde il Comitato. Preferiamo andare avanti da soli, anche se apprezziamo chi ora si unisce alla nostra protesta. Ma sappiamo bene chi, in tutti questi anni, si è riunito al tavolo con Ministri e Regioni, e ha portato il settore a questo stato. Cambiano rotta? Bene. Ma ora andiamo avanti noi.

 

E allora, per evitare che qualche Ministro domani possa dire non ne sapevo nulla, il Comitato si è rivolto alla stampa, e chiede di essere coinvolto nei tavoli tra Ministero e Regioni che decideranno come applicare le regole della PAC 2014-2020. Risponderanno all’appello i Ministri, o si limitano a dichiarare che fare agricoltura fa figo, senza poi difenderla?

                                                      

                                                           Comitato Spontaneo Pastori-allevatori dell’Appennino

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