SAN PAOLO – E’ di almeno 231 morti e oltre cento feriti, gran parte dei quali giovani e giovanissimi, il bilancio dell’incendio che la notte scorsa ha distrutto una discoteca nel sud del Brasile, a Santa Maria, un importante polo universitario 300 km a ovest di Porto Alegre, capitale dello Stato di Rio Grande do Sul. La tragedia è avvenuta alle 2.00 del mattino (le 5.00 in Italia) al Kiss, un nightclub sempre affollato, che al momento dell’incendio – secondo le prime informazioni – ospitava circa 2.000 persone. Un primo bilancio di 245 morti è stato rivisto dai soccorritori al termine di un nuovo conteggio, ma ancora non esiste una lista ufficiale dei morti e dei feriti.

In base alle prime informazioni, la maggioranza dei corpi riconosciuti appartengono a vittime di sesso maschile, grazie alle carte di identità ritrovate insieme ai cadaveri, assenti nel caso delle ragazze, che più frequentemente lasciano nelle borse i loro documenti di riconoscimento.

Ieri al Kiss era in programma l’esibizione di due gruppi musicali locali – Pimenta e Seus Comparsas e Gurizada Fandangueira – ed un’esibizione pirotecnica, che sarebbe stata la causa della carneficina. Secondo le prime ricostruzioni della polizia locale, infatti, un bengala sparato durante lo spettacolo con fuochi d’artificio ha colpito il soffitto della discoteca, appiccando le fiamme a un materiale di plastica usato per l’isolamento acustico e seminando il panico nel pubblico. Le fiamme, violentissime, sono state domate dai vigili del fuoco solo dopo tre ore: secondo la stampa, il locale aveva solo un ingresso ed i pompieri hanno dovuto aprire buchi nelle pareti per poter intervenire.

La maggior parte delle vittime – il bilancio di almeno 231 è stato riferito da Tv Globo – è morta per asfissia o travolta dalla folla che cercava di fuggire dal locale: le prime foto della tragedia, riprese con cellulari, mostrano immagini impressionanti di corpi di giovani stesi per terra dai pompieri fuori dalla discoteca. I morti e le decine di feriti sono stati portati nel Centro Sportivo Municipale, dove è stato allestito un obitorio di emergenza, e vari ospedali di Santa Maria, mentre il governatore di Rio Grande do Sul – Tarso Genro – ha assicurato che “stiamo prendendo tutte le misure necessarie”.

Da parte sua, la presidente Dilma Rousseff ha garantito da Santiago del Cile che il governo “darà tutta l’assistenza necessaria” alle autorità locali per affrontare la tragedia. L’incendio della discoteca Kiss ricorda, per la sua dinamica, quello di Republica Cromagnon, un locale notturno di Buenos Aires nel quale 194 persone sono morte e altre 1.432 sono rimaste ferite in un incendio divampato il 30 dicembre 2004, a causa dell’uso di materiale pirotecnico all’interno del locale e delle misure di sicurezza insufficienti.

POLIZIA, ‘SCENARIO SPAVENTOSO’ – “Uno scenario spaventoso”. Così il maggiore Cleberson Braida Bastianello, comandante del Battaglione operazioni speciali (Boe), ha descritto a una tv locale la tragedia occorsa questa notte nella discoteca ‘Kiss’ di Santa Maria, nel sud del Brasile. Oltre ai 231 morti confermati finora, l’ufficiale ha reso noto che vi sono almeno 48 feriti ricoverati in ospedale. Secondo il maggiore, il fumo diffusosi nel locale a seguito dell’incendio ha “reso difficile la fuga” dei presenti. Le forze dell’ordine stanno ancora cercando di capire quante persone stavano dentro il nightclub al momento del rogo: si ritiene che il numero superasse quello massimo consentito. La stampa brasiliana ha inoltre riferito che nella discoteca erano in programma due concerti. Testimoni hanno detto che il cantante di una banda avrebbe lanciato un razzo pirotecnico che ha poi raggiunto il tetto incendiandolo.

LOCALE AVEVA PERMESSI SCADUTI – La discoteca Kiss non aveva le carte in regola con le autorità municipali, ha detto oggi il responsabile dei pompieri di Santa Maria, Moises Fuchs. “Il permesso per funzionare era scaduto dall’agosto del 2012, perché nel locale bisognava fare lavori per cambiare la segnaletica interna ed aprire un’uscita d’emergenza”, ha detto Fuchs in un’intervista alla radio Jovem Pam. Il responsabile dei vigili del fuoco ha confermato che la maggior parte delle vittime è morto per intossicazione, segnalando che “molti sembrano aver confuso il cartello dell’uscita con quello del bagno: nei gabinetti abbiamo trovato decine di cadaveri”. Inoltre, secondo alcune testimonianze di sopravissuti raccolte dai media locali, i buttafuori del Kiss avrebbero bloccato l’apertura della porta di uscita del locale, per evitare che entrasse gente senza pagare.

SECONDO PIU’ GRAVE PAESE PER MORTI – L’incendio occorso la notte scorsa nella discoteca ‘Kiss’ di Santa Maria, nel sud del Brasile, è il secondo più grave registrato nel Paese sudamericano per proporzioni e numero di vittime. Nella memoria dei brasiliani è ancora scolpita la tragedia del circo ‘Norte-Americano’, il 17 dicembre 1961, a Niteroi, nella regione metropolitana di Rio de Janeiro. In quella occasione, un rogo doloso provocò la morte nel locale di 372 persone, tra i tremila spettatori presenti. Il numero delle vittime salì nelle ore successive a 503, per il 70% bambini. Quanto alle stragi avvenute in modo specifico in discoteca, nel dopoguerra, al mondo, si conta un solo caso con un numero di vittime superiore a quello registrato – finora – a Santa Maria: in Cina, il 25 dicembre 2000, quando i morti censiti furono alla fine 309.

FARNESINA VERIFICA PRESENZA ITALIANI – L’Unità di crisi del ministero degli Esteri sta verificando – attraverso il console generale a Porto Alegre Augusto Vaccaro e in contatto con le autorità locali – l’eventuale presenza di italiani nella discoteca di Santa Maria, in Brasile, dove nella notte è scoppiato un incendio. Lo si apprende alla Farnesina.

PRESIDENTE,SIAMO UNITI NELLA TRAGEDIA – “Siamo tutti uniti nella tragedia e, necessariamente, supereremo questo momento”: lo ha detto la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, riferendosi all’incendio in una discoteca di Santa Maria, nel sud del Paese, che la notte scorsa ha provocato la morte di almeno 231 persone. Il capo di Stato tratteneva a stento le lacrime. Da parte sua, l’ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha espresso “solidarietà agli amici e ai parenti” delle vittime.

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