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Califano: Fiorello,

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– Roma, 1 apr. – Domani l’ultimo saluto al “Califfo”. Si terranno alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, i funerali di Franco Califano. La camera ardente, allestita nella Sala Protomoteca del Campidoglio, restera’ aperta fino alle 19 di oggi. Il 21 sara’ organizzato un concerto in onore del cantante scomparso nella capitale cui parteciperanno artisti che hanno collaborato con lui e hanno amato le sue canzoni. Tra i primi ad arrivare alla camera ardente allestita in Campidoglio per dare l’ultimo saluto al Califfo, Rosario Fiorello, occhiali scuri e jeans. Si e’ messo in fila insieme a decine di romani per salutare Franco Califano. “Insieme ci siamo divertiti molto – ha detto Fiorello – quando penso a Franco non mi viene la tristezza perche’ lui la vita se l’e’ sicuramente goduta tutta”.Lo showman si e’ fermato per circa 20 minuti. Fin dalle 9.30, mezz’ora prima dell’apertura della camera ardente, si erano affollate gia’ un centinaio di persone all’ingresso della sala della Protomoteca, in Campidoglio. Sono in tanti a Roma a ricordare con affetto Franco Califano. A rendergli omaggio, nella camera ardente allestita nella Sala Protomoteca del Campidoglio, sono venuti anche i suoi imitatori e cantanti che ripropongono nelle sale i suoi successi: “Io ci sono cresciuto con Califano – racconta Fabio Di Stazio – lui e’ stato un grande maestro, un grande poeta, ‘er mejo de Roma’. Io faccio serate con le sue canzoni, tutti lo amano”. “Ho l’onore di fare la sua imitazione – afferma Marcello Malu, con la voce roca proprio uguale a quella del cantante scomparso – il suo ricordo ci sara’ sempre: gli dico grazie, ci ha lasciato un grande bagaglio musicale e umano. Oggi l’ho visto bello. Presto dedicheremo una serata in suo onore, un tributo”. Tra i tanti romani in fila alla camera ardente, anche una suora che ha apprezzato le sue canzoni “frutto dell’anima”. “Califano – dice – continuera’ a vivere in noi e nei giovani. E’ un uomo che ha saputo redimersi, che e’ caduto e si e’ saputo rialzare. Per questo e’ anche un esempio”.

VESCOVO D’ERCOLE, PERSONE NON SI GIUDICANO DA APPARENZE

“Caro Franco, se una lezione traggo dalla tua morte ? proprio questa: le persone non vanno mai giudicate per quello che sembrano. All’interno di ogni essere umano c’e’ un mondo tanto ricco e tanto profondo che solo l’amore puo’ aiutarti a capire. Capire e non giudicare, perche’ anche la comprensione si ferma qualche volta alle soglie del mistero”. Lo scrive il vescovo Giovanni D’Ercole, ausiliare dell’Aquila e da tempo amico personale di Franco Califano, in una lettura indirizzata idealmente al cantautore romano scomparso. “Caro Franco – continua monsignor D’Ercole – la tua sofferta ricerca di significato per una vita sempre carica di contraddizioni e mistero; la tua voglia di vita che esprimevi in maniera qualche volta trasgressiva, la tua amicizia che mi ha conquistato al punto che mi chiamavi fratello, sono ragioni che mi hanno sempre spinto a rispettare la tua fantasia, il tuo estro artistico, e a starti accanto con la discrezione di chi non vuole e non e’ invadente, anche se dentro di me, e tu lo sai, c’era e c’e’ il desiderio di aiutarti a incontrare il Dio che dell’Amore ha fatto il suo linguaggio per parlare al cuore di ogni essere umano”. “La notizia della tua morte – conclude il presule sempre indirizzandosi idealmente a Califano – mi e’ giunta al termine della prima messa che ho celebrato in questo giorno di solenne festa per noi cristiani: Pasqua. Tu te ne sei andato senza che potessimo aver modo di vederci, come ci eravamo reciprocamente promesso. Pazienza!” Il prelato ha concluso: “La nostra e’ un’amicizia che la morte non puo’ troncare perche’ e’ nata per caso, e’ cresciuta con semplicita’ ed e’ maturata in un misurato, rispettoso e attento dialogo di fede, improntato al rispetto e al comune desiderio di ricercare il senso profondo della vita con l’animo aperto al sorriso di Dio. Ognuno di noi, caro Franco, e’ un mistero. E’ se un consiglio traggo per me, e vorrei per tanti, dalla tua morte e’ che amarsi sinceramente senza giudicarsi e’ l’essenziale per cui ‘tutto il resto ? noia’”.

MAURIZIO MATTIOLI, PER RICORDARLO CI VORREBBE UN SECOLO

“Per parlare di lui ci vorrebbe un secolo. Artisticamente e’ stato una Treccani”. Cosi’ l’attore Maurizio Mattioli ha ricordato Franco Califano. Intervistato dopo la visita alla camera ardente allestita in Campidoglio, Mattioli ha ricordato tante canzoni scritte da Califano e ha citato come quella che piu’ gli e’ rimasta nel cuore “Io non piango”. Dell’uomo, Mattioli ha voluto sottolineare la “coerenza e la dignita’”. Uscendo dalla camera ardente Mattioli, visibilmente commosso, ha voluto far notare la grande partecipazione al lutto tributata dai romani. “Oggi in giro per la citta’ non c’e’ nessuno, qui, invece, uno straordinario numero di persone, anche superiore a quello che potevo pensare.
  Ma Franco merita questo affetto”. “E’ stato un talento assoluto – ha aggiunto – e’ stato unico, nel modo di essere, nel modo di scrivere canzoni: un uomo che ha vissuto nella coerenza assoluta senza fare compromessi”. (AGI) .

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