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Camorra, blitz a Roma: arrestati sette esponenti del clan Moccia

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Un milione di euro di beni sequestrati. È il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza di Roma e della Questura di Roma che questa mattina ha portato all’arresto di sette appartenenti al clan camorristico Moccia. Tra i business dell’organizzazione criminale, che operava su Roma, mozzarelle e prodotti ortofrutticoli. Sono esponenti di vertice, affiliati e prestanome del clan Moccia i destinatari delle sette ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine condotta dalla squadra mobile di Roma e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di un’organizzazione operante a Roma nel settore ortofrutticolo e delle mozzarelle. Nei confronti dei soggetti coinvolti è scattato anche il sequestro di beni per un valore di circa un milione.

In particolare l’attività investigativa ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale, promosso ed organizzato da Luigi Moccia, di fatto gestore di diverse attività imprenditoriali, attive nella capitale principalmente nei settori della distribuzione di prodotti lattiero caseari e ortofrutticoli. Lo stesso Luigi Moccia, che malgrado avesse radicato le sue attività a Roma già dalla seconda metà del 2010 ha sempre mantenuto forti legami con il territorio d’origine (la zona che comprende i comuni a nord di Napoli), si sarebbe anche inserito nel settore turistico e alberghiero.
A questo scopo, l’indagato si sarebbe servito della proprietaria di un Hotel partenopeo per svolgere sopralluoghi in strutture alberghiere romane alle quali era interessato per i propri investimenti. Ancora Moccia, avrebbe «mimetizzato» le proprie attività illecite, servendosi di una serie di prestanome. A favorire la penetrazione di Luigi Moccia sul mercato capitolino, sarebbe stato Gennaro Moccia, titolare della Moccia Fruit.
In una intercettazione citata nell’ordinanza del gip, lo stesso Gennaro Moccia, scherzando avrebbe detto: «A Roma Moccia Fruit, a Napoli Moccia camorra».

Una frase che testimonierebbe da un lato lo stretto legame tra i due Moccia, e dall’altro la chiara fama criminale della famiglia Moccia in Campani. Stando agli inquirenti, nello specifico, i prodotti alimentari commercializzati da Luigi Moccia, sarebbero andati a rifornire alcuni supermercati della catena Conad, che comunque non era a conoscenza della situazione. Il gruppo, oltre che sul mercato romano era pronto ad espandersi sul mercato estero. In particolare, Luigi Moccia, sarebbe stato in procinto di proiettare il suo business sul mercato ortofrutticolo di
Barcellona. «Moccia costituisce l’esempio del salto di qualità della nuova camorra imprenditrice, che a Roma non è dedita tanto al crimine come veniva inteso in passato ma all’attività imprenditoriale illecita», ha affermato il capo della squadra mobile Luigi Silipo. «Luigi Moccia -ha aggiunto il colonnello della guardia di finanza, Cosimo di Gesù- era riuscito a inserirsi nella realtà imprenditoriale romana con un giro di prestanome, dimostrando una capacità economica e imprenditoriale non indifferente». Le indagini che hanno portato agli arresti odierni partirono nel 2012 con l’uccisione, a Nettuno, di Modestino Pellino, affiliato al clan Moccia.
Contemporaneamente, il Gico era stato incaricato delle indagini sull’ipotesi di infiltrazioni criminali nel mercato della distribuzione agroalimentare della capitale.

«Operazioni come quella di oggi dimostrano che abbiamo gli anticorpi per contrastare le infiltrazioni camorristiche nel tessuto sano delle imprese agroalimentari – commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina -. . Il nostro lavoro di rafforzamento degli strumenti contro le mafie nel settore va avanti, a partire dalle proposte sui reati penali elaborati insieme al Ministro Andrea Orlando e alla commissione guidata dal Presidente Gian Carlo Caselli. Un quarto delle proprietà sequestrate alle mafie è rappresentato da terreni agricoli e per questo abbiamo avviato un lavoro con l’agenzia dei beni confiscati per riportare all’agricoltura 2200 terreni. Si tratta di interventi necessari in una strategia complessiva che punta ad avere davvero una filiera pulita. Andiamo avanti con determinazione per eliminare i criminali da uno dei settori traino dell’economia italiana».

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