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Campania in zona rossa Covid: è ufficiale. Cosa si può fare e cosa è vietato da lunedì 8 marzo continua su: https://www.fanpage.it/napoli/campania-zona-rossa-lunedi-8-marzo/ https://www.fanpage.it/

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La Campania torna da lunedì 8 marzo in zona rossa Covid. Troppi contagi giornalieri e l’incubo delle varianti alla base della decisione, dopo i dati emersi dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità. L’area rossa è quella di maggiori restrizioni per spostamenti, commercio e attività sportive.

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La Campania va in zona rossa Covid da lunedì 8 marzo 2021, ironia della sorte proprio ad un anno esatto dal primo Dpcm, quello che poi portò al lockdown in Italia, durante la prima ondata di contagi.  La decisione sulla Campania era data per certa da giorni, oggi i numeri del monitoraggio settimanale condotto dall’Istituto superiore di Sanità col ministero della Salute hanno confermato quanto era nell’aria: la situazione epidemiologica nella nostra regione è in progressivo aggravamento, preoccupa il numero importante di positivi attivi – 80mila circa – e quello degli infetti che si aggiungono giorno dopo giorno ad un ritmo sempre sostenuto.

Si legge nel monitoraggio Iss:

Si conferma per la quinta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche) hanno un livello di rischio alto.

Dunque la Campania passa dal «rischio moderato con alta possibilità di progressione» a «rischio alto».

 

Le terapie intensive e le degenze ordinarie degli ospedali in Campania si stanno via via riempiendo e la Regione di Vincenzo De Luca, memore dei disastri dell’ottobre scorso, si guarda bene dall’arrivare sotto la soglia critica (30% terapie intensive; 40% degenze ordinarie). Già in alcune zone della Provincia di Napoli e di Salerno si iniziano a vedere file di ambulanze in attesa davanti ai nosocomi. Ieri l’Unità di crisi aveva esplicitamente chiesto il passaggio di livello parlando di «zona rossa inevitabile». «Se vogliamo interrompere la curva della pandemia che cresce, c’è una sola soluzione: la zona rossa» ha ribadito in mattinata anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Il monitoraggio a livello nazionale nel periodo 10-23 febbraio calcola Rt medio sui casi sintomatici a 1,06 (range 0,98– 1,20), in aumento rispetto alla settimana precedente (era 0,99) e sopra uno per la prima volta in 7 settimane.

Si legge nella nota dell’Istituto superiore di Sanità:

Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione aumenta (41.833 vs 31.378 la settimana precedente) e scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (28,8% vs 29,4%). Scende anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente). È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il piu’ possibile”.

Tutte le regole della zona rossa Covid
Cosa succede ora con la zona rossa? Semplice: ci sono maggiori restrizioni. Le scuole sono già tutte chiuse e operative in dad, didattica a distanza.  Per il resto:  in area rossa è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie) e nelle loro adiacenze.

Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:
– dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
– dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25).
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti lì alloggiati.

Possono restare aperti oltre le ore 18 solo gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità.

Il trasporto, la consegna e il montaggio di mobili rientrano nella comprovata esigenza lavorativa che giustifica gli spostamenti così come sono consentite le vendite di mobili avvenute in negozio prima delle restrizioni, che non si fossero ancora concluse con la consegna e il montaggio.

È consentita la vendita al dettaglio di articoli per la prima infanzia.

In base al nuovo Dpcm del governo Draghi stavolta restano chiusi barbieri e parrucchieri.

Fino al 27 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti:
– per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma);
– il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. È consentito il rientro nelle cd. seconde case ubicate dentro e fuori regione (si veda la FAQ specifica);
– dal 24 febbraio al 27 marzo 2021, nelle zone rosse, non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.

La guida del governo spiega a chi non lo sapesse, qual è la differenza tra residenza, domicilio e abitazione.

Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare “rientro” alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”.

Resta il coprifuoco 22-5 del mattino e comunque si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e alle polizie locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

Sul fronte sport: Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese; sospesi anche tutti gli sport di contatto.

Sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso, tuttavia, è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti e le attività individuate con il decreto del ministro dello sport del 13 ottobre 2020, nonché gli allenamenti per sport di squadra, che potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e nel rispetto del distanziamento.

Ciro Pellegrino

 

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