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Camposano – L’Associazione culturale Iside, anche in questa edizione ha ripresentato lo spettacolare Palio del Casale. Allumiere è la città vincitrice

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Camposano Grandi consensi per questa manifestazione giunta allottava edizione. Una gara Nazionale, alla quale hanno partecipato: la Regione Piemonte con la città di Alba, la Liguria con Sori, la Lombardia con Sangavozzo, la Toscana rappresentata da Roccastrada, Le Marche con Mercatello sul Metauro, il Lazio con la città di Allumiere, che è poi stata la vincitrice di questo palio, la Campania per gli onori di casa con appunto Camposano, la Basilicata con Pignola, la Puglia con Carpino, la Calabria con la città di Guardavalle e infine la Regione Sardegna con Ollolai; si sono sfidate a Camposano dove è stato  deciso il Campione Nazionale. Si è trattato, in effetti, di una corsa, su un tragitto, di una pista costruita su terra battuta in via provvisoria con transenne ai lati, di circa 200 m., andata e ritorno, dopo un giro di boa, su asinelli. I fantini con le loro insegne, rappresentati di alcune regioni, si sono sfidati in questa corsa divisa in diverse batterie, per giungere alle semifinali e finali. Immediatamente prima aveva sfilato il corteo storico con costumi medievali ritmo di tamburi e sbandieratori. Presente alla manifestazione il Sindaco di Camposano Giuseppe Barbati.  Le due serate hanno visto lesibizione, in piazza, di diversi gruppi musicali di musica tradizionale, popolare, flolcorica e apertura di stands gastronomici. La manifestazione ha una sua connotazione storica leggendaria: quasi tutti i comuni dell’agro nolano non hanno una propria storia, bensì dividono la loro con quella di Nola e dei suoi sedici casali: Saviano, Sant’Erasmo, Sirico, San Paolo, Livardi, Liveri, Cimitile, Camposano, Cumignano, Faibano, Gallo, Risigliano, Vignola, Scaravito, Tufino, Casamarciano, ai quali se ne aggiunsero molti altri. La storia alla quale la manifestazione fa riferimento, è ambientata a Camposano, nella seconda domenica di maggio del 1768, quando l’intera popolazione del casale si radunò nella piazza principale per celebrare l’agognata indipendenza, conquistata appena l’anno precedente dopo una lunga contesa, dalla città di Nola. Per le celebrazioni, molti giunsero in groppa ad asinelli, da sempre, allepoca, ubbidienti compagni dei contadini. Alcuni giovani scorsero tra gli astanti una giovinetta, rimanendone folgorati: era la più graziosa tra le ragazze del casale di Camposano. Nacque subito una disputa tra i pretendenti al fine di stabilire l’ordine per potersi dichiarare alla ragazza. La contesa tra i giovani fu così accesa che la folla ben presto si radunò intorno ai corteggiatori, intenti a stabilire le regole di un eventuale gioco a sorte, il cui vincitore avrebbe avuto poi la precedenza. Si narra che, defilato, il mezzadro del casale osservava la controversia. Accorgendosi dell’impossibilità da parte dei giovani di raggiungere un accordo, egli propose una gara di astuzia, abilità ovvero una gara di velocità con gli asinelli. Entusiasti, i pretendenti accettarono, ma il mezzadro fece notare che lunico percorso adatto alla singolare corsa era la strada di collegamento tra il casale di Comiziano e quello di Camposano, che rientrava nelle proprietà di Giulio Mastrilli: era necessario, dunque, chiedere al nobiluomo l’autorizzazione. Il nobile, da sempre amante delle donne, ne fu assai divertito e diede parere favorevole. Fu così che i giovani, realizzarono per la prima volta la gara: corsero ai loro asinelli e, stabilite poche e semplici regole, si lanciarono in corsa, cavalcando i propri animali, incitati dalla folla incuriosita. Attraverso testimonianze non scritte è giunto ai tempi odierni il racconto di questa singolare vicenda. L’associazione culturale Iside di Camposano, con il proposito di portare alla luce le tradizioni e la cultura locali , anche quest’anno ha, dunque, voluto rendere omaggio a  questo eccezionale avvenimento leggendario. <?xml:namespace prefix = “o” ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

 RADIO PIAZZA EVENTI IN CAMPANIA, PER NOI L’IVIATO  ANTONIO ROMANO

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