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Cantone: “con il ‘Foia’ un argine alla corruzione”

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Roma – “Con l’accesso civico generalizzato, il c.d. ‘Foia’ (Freedom of Information Act), ci sarà un ulteriore controllo sull’operato delle pubbliche amministrazioni. E la trasparenza è certamente l’argine principale alla corruzione”. Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, dopo l’approvazione delle linee guida attuative del ‘Foia’, in un’intervista all’Agi sottolinea “l’importanza di una maggiore trasparenza per far compiere al Paese passi in avanti”.

La trasparenza, quindi, come strumento di controllo che si aggiunge a quelli tradizionali?

“Sì. Le amministrazioni devono sapere che c’è un meccanismo di controllo ulteriore che è quello dei cittadini. E questo è proprio il controllo che consente alle amministrazioni di comportarsi in modo corretto e che costituisce un incentivo ad operare secondo le regole. La trasparenza deve diventare un modus operandi delle amministrazioni per essere soprattutto un argine alla corruzione”.

L’accesso civico generalizzato potrebbe incontrare delle difficoltà nell’attuazione pratica?

“Per  rendere reale l’accesso civico, che dovrà essere garantito al massimo possibile, è indispensabile la collaborazione da parte delle amministrazioni. Il rischio, però, è che venga visto come un adempimento burocratico gravoso. Il timore che ci possa essere una lettura non particolarmente positiva esiste perché si tratta oggettivamente di un aggravio difficile da quantificare. Non abbiamo elementi per prevedere quante saranno le richieste di accesso”.

In che modo potranno far fronte le amministrazioni?

“Le amministrazioni si dovranno organizzare con il personale a disposizione. Il problema reale è che queste riforme vengono fatte a costo zero. Queste, tuttavia, sono solo prime linee guida in materia di ‘Foia’ perché procederemo a un monitoraggio di come avrà funzionato l’accesso civico generalizzato, anche attraverso tavoli tematici di confronto soprattutto con gli enti locali, per capire le eventuali difficoltà. Entro un anno ci sarà il ‘tagliando’ per verificare in concreto l’applicazione, quindi aggiorneremo le linee guida con indicazioni più specifiche”.

Sono di due tipi le linee guida approvate dall’Anac. Ce le spiega?

“Oltre a quelle attuative del ‘Foia’ previste dal decreto legislativo 97 del 2016, abbiamo emanato, facendo un atto di ‘soft law’, altre linee guida, non obbligatorie in base alla legge, che danno indicazioni operative per le amministrazioni su come applicare le nuove regole in materia di trasparenza introdotte dal decreto. Una sorta di vademecum, che però dovrà essere completato con linee guida aggiornate sulle società pubbliche, perché nel frattempo la normativa è stata modificata, e con riguardo ai titolari di cariche di vertice delle amministrazioni in relazione alle dichiarazioni sulle situazioni economiche e patrimoniali”.

Linee guida adottate d’intesa con il Garante per la protezione dei dati personali. Non sarà stato facile arrivare a un accordo…

“Le linee guida sono state definite di concerto con la Privacy con cui c’è stato un confronto serrato, ma molto leale per individuare una serie di principi condivisi, partendo anche da posizioni diverse ma in una logica di collaborazione positiva”.

Qual è l’obiettivo della riforma?

“Nelle linee guida abbiamo tenuto a sottolineare che una maggiore trasparenza rappresenta una svolta importante nella direzione del sistema vero delle democrazie occidentali. Sistema che vuole le amministrazioni sempre più come ‘case di vetro’”.

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