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Capri omicidio di Stefano Federico entra nel vivo il processo

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Capri omicidio di Stefano Federico entra nel vivo il processo Omicidio del giovane caprese Stefano Federico, si torna in aula. Riprende martedì 22 gennaio il processo di primo grado a carico di Marco Gargiulo, 35 anni di Torre del Greco, Carlo Berriola, 43 anni di Portici, Armando DAvino, 32 anni di San Giorgio a Cremano, e Vitale Minopoli, 45 anni di Napoli, i 4 vigilantes in servizio sul porto di Napoli imputati per luccisione del 32enne originario di Capri. Omicidio preterintenzionale aggravato in concorso le accuse formulate nei loro confronti. Stefano Federico, che fino a poche settimane prima della morte era impiegato alla reception di un noto albergo napoletano, poliglotta e amante dellarte e della cultura orientale, fu ucciso dopo un brutale pestaggio avvenuto il 16 gennaio 2011 allinterno dellarea portuale di Napoli, a poca distanza dal terminal delle navi dirette in Sicilia e in Sardegna. Per quella morte violenta, dopo quasi un anno di indagini condotte dalla polizia marittima e coordinate dalla Procura, alla vigilia di Natale del 2011 furono arrestati i 4 addetti alla sicurezza dellarea portuale, dipendenti di una ditta privata, raggiunti da unordinanza di custodia cautelare. Fondamentali ai fini delle indagini furono le immagini della videosorveglianza e la presenza di un testimone oculare. Secondo gli inquirenti il giovane di Capri, che si aggirava in una zona del porto allinterno di unarea demaniale chiusa ai non addetti ai lavori, morì dopo quello che la Procura definì “incredibile pestaggio, una azione violenta di gravità e viltà disarmanti”. Tre di loro si trovano attualmente agli arresti domiciliari, mentre un quarto è libero. La famiglia Federico, assistita dallavvocato Fabio Greco, ha chiesto fin da subito giustizia per la morte di Stefano. Il dibattimento, innanzi alla Carte d’Assise di Napoli, quarta sezione, presidente Pentagallo, è ormai entrato nelle fasi cruciali. Martedì si terrà la quarta udienza, per la quale è prevista l’escussione di altri testi indicati alla pubblica accusa, rappresentata dal pm Santulli. Nelle successive udienze, fissate per il 6, il 13 e il 21 febbraio, verranno ascoltati i testi della parte civile e i consulenti tecnici delle parti (Lombardi e Della Casa per il pm, Maiellaro e De Stefano nominati dalla famiglia Federico, oltre a Tarsitano, Perna, Sterni e Buonomo indicati dalla difesa). Successivamente si passerà all’esame degli imputati che lo hanno richiesto e dei testi residui delle difese. E prevista, inoltre, la trascrizione delle intercettazioni ambientali degli imputati. Nelle precedenti udienze sono stati sentiti i poliziotti che hanno svolto le indagini e sono state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in cui Stefano perse la vita. La sentenza potrebbe arrivare a primavera inoltrata. (di Giuseppe Catuogno: dal Roma-il giornale di Napoli di domenica 20 gennaio 2013)

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