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Cardinale Crescenzio Sepe: il compito del giornalista è talmente alto da essere considerato un’attività sacra

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NAPOLI – Il cardinale Sepe incontra i giornalisti campani nel giorno in cui si festeggia San Francesco di Sales, il vescovo “giornalista”. Oggi è festa per tutti i giornalisti, scrivente compresa… Ebbene sì, anche i giornalisti hanno un loro santo patrono, ovvero San Francesco di Sales, vescovo riformatore, convinto assertore dell’umanesimo devoto, innamorato di Cristo, fautore dell’unità della Chiesa, attento alla sensibilità femminile, scrittore e divulgatore. Il cardinale della diocesi di Napoli, Crescenzio Sepe, ha incontrato questa mattina i giornalisti campani presso l’auditorium della Curia napoletana…

Francesco nacque nel 1567 da famiglia di antica nobiltà nel castello di Sales in Alta Savoia. Nella predicazione rinunciò all’invettiva allora in voga, preferendo il discorso pacato basato sull’argomentazione. In un territorio tra Francia e Svizzera dove la popolazione era in gran parte passata al calvinismo non ebbe inizialmente particolare successo. Non si perse, tuttavia, d’animo. Alla vigilia del giubileo del 1600 un viaggio a Roma gli diede l’occasione per prendere contatto con i circoli impegnati nel rinnovamento interiore della Chiesa: i gesuiti di Sant’Ignazio, l’oratorio di San Filippo Neri, le oblate di Santa Francesca Romana, gli scolopi di San Giuseppe Calasanzio. Morì nel 1622 e venne subito venerato come santo. Dottore della Chiesa, grande scrittore e divulgatore, un anno dopo san Francesco venne dichiarato patrono dei giornalisti per la sua capacità di diffondere la parola della ragione resa attraente dal calore del cuore.
Giornalisti della televisione, della radio, della carta stampata e del Web, senza tralasciare gli uffici stampa: più di 350 i professionisti della comunicazione che hanno partecipato questa mattina all’incontro organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Regione Campania in collaborazione con l’Unione stampa cattolica.
«Il nostro Papa pare essere nato comunicatore – ha detto il Cardinale rivolgendosi ai giornalisti – La comunicazione è una realtà fondante; non esiste uomo non soggetto a comunicazione, sarebbe uno svitato. La comunicazione trova nella famiglia un grembo dove si impara la responsabilità e si trasmette la fede. Papa Francesco ha imparato a comunicare da Dio. La Chiesa senza comunicazione sarebbe un’isola arida. Cristo ci ha insegnato a comunicare la verità. Il compito del giornalista, dunque, è talmente alto da essere considerato un compito sacro».
Un momento di festa, quindi, ma anche di riflessione in un momento di profonda difficoltà del sistema che interessa anche il settore dell’informazione. Oggi i media più moderni, che soprattutto per i più giovani sono irrinunciabili, possono sia ostacolare sia aiutare la comunicazione in famiglia e tra famiglie; la sfida consiste nel reimparare a raccontare, non semplicemente a produrre e consumare informazione.

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