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Carmine Piccolo: da Forrest Gump della bassa bresciana a Forrest Gump della Terra dei Fuochi

Carmine Piccolo: “Sono nato a Saviano 53 anni fa. Da ragazzo sono stato in collegio, ho frequentato le scuole elementari all’inizio a Saviano e poi a Visciano da Padre Arturo d’Onofrio".

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Il “Forrest Gump” della Bassa Bresciana, Carmine Piccolo, lunedì 29 dicembre prossimo, sarà a Saviano (Na), suo luogo nativo – abita da anni a Ghedi – per una gara podistica indetta per attirare l’attenzione su “La Terra dei Fuochi”. La partenza avverrà dal Municipio della cittadina dell’agro nolano, con un pensiero particolare rivolto al grave problema dei rifiuti in Campania. Carmine è insegnante di educazione fisica e appassionato podista.

Ne conosciamo il cammino:

“Sono nato a Saviano 53 anni fa. Da ragazzo sono stato in collegio, ho frequentato le scuole elementari all’inizio a Saviano e poi a Visciano da Padre Arturo d’Onofrio. Sesto di 12 figli, al quel tempo c’era poco da mangiare e da divertirsi, bisognava aiutare la famiglia per campare. Quando frequentavo le medie al collegio di Rovigliano, ogni sabato prendevo la corriera, Castellammare di Stabia-Nola, per raggiungere Saviano e aiutare mio padre nel suo secondo lavoro, vendeva bibite ai privati. Portavo sulle spalle già a quell’età cassette pesanti di legno con 25 bottiglie( di vetro doppio) di acqua minerale e salivo a piedi con quel peso palazzi di cinque, sei piani; era il mio primo allenamento di potenziamento muscolare e la domenica pomeriggio con una piccola radiolina in mano correvo per tanti km nei regi lagni che da Saviano portano alle pendici del monte Somma e del Vesuvio. A volte venivano organizzate, nelle feste patronali, corse podistiche la domenica pomeriggio o di sera e io le vincevo quasi sempre portando a casa un po’ di soldi per poter aiutare i miei. Certe volte vincevo anche due, tre corse in una sola domenica.

Quando finii il collegio mi iscrissi all’ITC Masullo di Nola in ragioneria e cominciai anche con più serietà ad allenarmi. Iscritto prima all’atletica Saviano, poi alla Fiamma Iuvenilia Napoli, poi all’atletica Archense di Pomigliano d’Arco e infine con l’ASA Detur Napoli. In questi cinque anni frequentavo la scuola con ottimi voti, sempre promosso a giugno, poi mi allenavo e aiutavo mio padre nel lavoro; il lavoro con mio padre lo trasformai in un allenamento di potenziamento muscolare e non mi pesava più fare fatica e poi la mia resistenza e la velocità nella corsa aumentò moltissimo. Tre, quattro volte a settimana, andavo allo stadio Collana di Napoli ad allenarmi, dopo la scuola prendevo la Circumvesuviana e poi un autobus oppure la funicolare a Monte Santo per poter arrivare al campo al Vomero e dopo l’allenamento tornavo a casa, mangiavo qualcosa e studiavo fino a tardi. Da casa mia a scuola alle superiori vi erano sei km e io tutte le mattine e all’uscita dalla scuola correvo con passo tranquillo con uno zaino artigianale e raggiungevo scuola o casa. Dopo la ragioneria, frequentai un corso per diventare ufficiale esattoriale, ma poi non trovai lavoro, a quel tempo andavano di moda e penso ancora oggi i raccomandati, allora mi iscrissi a matematica, ma poi superai il concorso per entrare all’ISEF di Napoli, fui il 9° in graduatoria.

La mattina prestissimo andavo a Napoli perché accompagnavo mia mamma al porto a prendere il traghetto per Ischia, aveva avuto degli incarichi annuali di bidella a 40 anni, dopo che aveva cresciuto i suoi dodici figli, due dei quali, Filomena e Domenico morirono piccolissimi. Poi da lì andavo alla Mostra d’Oltremare ai Campi Flegrei all’Istituto Superiore di Educazione Fisica, oggi Università Partenope, nella pausa delle lezioni facevo una puntatina di corsa all’ippodromo di Agnano oppure al Vomero o al Campo Virgiliano a Posillipo. Poi ripassavo dal porto a prendere mia mamma e tornavamo a casa a Saviano con la Circumvesuviana e a casa c’erano ancora molte cose da fare. La mia famiglia conduceva una vita semplice, abitavamo in una casa di corte con un cortile enorme e un bellissimo giardino. Mio padre Luigi prese questa casa come custode, i proprietari erano i signori Cutinelli di Napoli e il sabato venivano a Saviano a riscuotere piccole cifre di denaro o beni in natura dagli affittuari dei loro possedimenti terrieri. Erano bravi signori e trattavano bene tutti, tanti savianesi e nolani si sono arricchiti con le loro terre perché quando morirono il medico e l’avvocato cioè i due fratelli Cutinelli, i nipoti vendettero le loro proprietà per una” manciata di grano” La nostra casa era molto vecchia e fu abbattuta dal nuovo proprietario. Io continuavo a correre intanto e a studiare, partecipando a numerose gare in pista e su strada, vincendone tante e con ottimi tempi cronometrici, ero il campione di Saviano, anche se molti miei concittadini mi consideravano un pazzo o un folle, io continuavo per la mia strada. Ho corso tutte le distanze in pista e su strada, dai 400 metri alla maratona. Personali vicino ai 30’ sui 10.000 metri, 14’37” sui 5.000 metri, 1h 05’ nella mezza maratona e 2h23’ nella maratona ecc.. , ho corso a New York nel 2006 a 45 anni, in 2h43’48”, quarto di categoria. Uscii dall’ISEF con 110 e lode e decisi di spendere bene il mio diploma di Ed. Fisica, feci la domanda di insegnamento in Valtellina e subito cominciai ad insegnare a Morbegno.

A Saviano durante l’estate conobbi una ragazza, mentre correvo nei campi di noccioleti che andava in bici, Rosalba poi divenuta mia moglie. I suoi genitori erano savianesi, ma abitavano a Ghedi da molti anni. Il papà era nell’esercito. Io dalla Valtellina, ogni 15 giorni prendevo il treno e andavo a trovarla e poi ritornavo a Morbegno. Qui correvo con il CSI di Morbegno, insegnavo a scuola e in palestra e poi andavo ad allenarmi e mi appassionai anche della corsa in montagna. Qui avevo l’incarico annuale e passare di ruolo a quei tempi era molto difficile, allora frequentai al Provveditorato agli studi di Sondrio il primo Corso biennale di specializzazione polivalente per il sostegno. Nel 1993 mi sposai e con la specializzazione entrai in ruolo a Brescia e precisamente a Ghedi alle scuole medie. Qui nel bresciano mi sono impegnato in tutti i campi, cultura, sport, politica. Intanto correvo con il Gruppo Sportivo San Rocchino, poi con Felter Sport, poi fondai io il Gruppo Podistico Santa Maria Ghedi e infine adesso sono tecnico e atleta della società Virtus Castenedolo. Ho vinto tanto anche qui, ho corso la mia trentesima maratona il 21 settembre scorso, la Maratona Internazionaledell’acqua e dopo sette anni che non correvo più maratone e con un ottimo piazzamento, ma è stata una maratona di protesta, il mio allenamento è stato quello di correre tutti i giorni, dal sette giugno in avanti, tra i 25 e i 30 km giornalieri attraversando paesi e valli del bresciano.

Sono stato eletto nel 2004 consigliere comunale del comune di Ghedi in una lista civica, una delle primissime liste civiche che nascevano. Anche dai banchi delle opposizioni, con l’amministrazione di Anna Giulia Guarneri Sindaco, ho dato il mio contributo in campo sportivo, culturale e scolastico e ho sempre collaborato con la maggioranza quando le idee per il bene della comunità erano buone. Ho scritto numerosi articoli di storia locale e molti pubblicati dai quotidiani locali, inoltre sto portando a termine un libro sulla prima scuola di avviamento al lavoro a Ghedi, un’ affascinante storia che ripercorre gli anni dal 1928 ai giorni nostri. Mia moglie Rosalba lavorava fino al 12 dicembre scorso, 2013, come operatore tecnico centralinista all’ospedale civile di Montichiari, erano quasi 25 anni ormai, sempre sorridente, piena di vita, estroversa, buona e gentile con tutti, mia prima tifosa, mi incoraggiava sempre in tutte le cose che facevo. Il 12 dicembre, appunto, si è ammalata di una forma rara di leucemia aggressiva che non le ha lasciato scampo e dopo nove mesi di sofferenza è spirata tra le mie braccia in ospedale al civile di Brescia. Nei reparti di Ematologia, Radio, Trapianti, Oncologia degli Spedali Civili di Brescia, ho incontrato tantissimi malati di tumore . Ho voluto approfondire le cause e ho scoperto che il linfoma era aumentato moltissimo, insieme al Mieloma e alle Leucemie. Nella bassa bresciana a ridosso della periferia della città, San POLO, San Polino, Buffalora, Castenedolo, Montirone, Capriano del Colle, Borgosatollo, Ghedi, Rezzato, Mazzano, Nuvolera, Calcinatello, Calcinato, Montichiari (la città europea dei rifiuti con 12 discariche attive e altrettante cave) vi è una concentrazione elevatissima di cave e discariche, con rifiuti di ogni tipo, solidi urbani, pericolosi, inerti, radioattivi ecc.. da moltissimi anni e ogni giorno ne vogliono fare altre.

A Brescia la Caffaro ha inquinato tutta la città insieme all’inceneritore. (Brescia, la terra dei Fuochi del Nord). La città di Brescia è uno dei territori più inquinati d’Italia. L’intera città ne porta i segni: parchi pubblici chiusi, aiuole delle scuole interdette ai bambini ed una qualità dell’acqua con preoccupanti livelli di cromo. E’ l’effetto dell’attività industriale della Caffaro, l’azienda bresciana che ha prodotto DDT, cloroformio ed i Pcb (policloribifenili). L’industria chimica dagli anni trenta a metà degli anni ottanta ha riversato sulla città 150 miliardi di microgrammi di Pcb inquinando le acque d’irrigazione. I dati sulla salute sono terribili: più di un terzo delle persone che muoiono a Brescia sono malate di tumore. Appena si scava il terreno, emergono veleni pericolosissimi. E’ successo durante i lavori per la costruzione della Tav tra Milano e Venezia, in diversi cantieri dal sottosuolo sono emerse scorie di fonderia. Le bonifiche vanno avanti a rilento anche perché bonificare tutto è impossibile: bisognerebbe rimuovere montagne di terreni inquinati che non si saprebbe dove mettere. Inoltre il termoutilizzatore o inceneritore, brucia rifiuti oltre il 40 per cento in più del limite consentito e in città, periferia e paesi limitrofi numerose sono le industrie metallurgiche e le fonderie. Mia moglie lavorava a Montichiari e l’incidenza dei tumori ematologici in quella zona è molto elevato.

A Ghedi da anni si stava pensando di fare in una cava, la Cava Inferno, una grossa discarica, gli imprenditori e gli amministratori locali dicono che sono rifiuti inerti, ma di inerti non si tratta, dalla mia esperienza in giro per le discariche con gruppi ambientalisti, ho potuto constatare con i miei occhi le schifezze che vengono sotterrate. Il problema che le nostra cave sono scavate a un punto al limite con le falde, in molte cave ci sono laghetti veri e propri, in altre la falda sfiora il terreno e in alcuni punti fuoriesce dal terreno come appunto nella Cava Inferno a Ghedi e nella cava Castella a Rezzato. A Rezzato i cittadini si sono mobilitati e insieme ai gruppi ambientalisti e agli amministratori sono riusciti, per adesso, a bloccarla. A Ghedi gli amministratori locali di Centro Destra , Lega Nord, Forza Italia e una lista civica di estrema destra, hanno votato un parere favorevole e hanno stipulato un accordo con i discaricatori a prezzo stracciato. Dovevo fare qualcosa, non potevo più vedere tanta gente soffrire e morire, allora decisi di ritornare a correre, era la cosa più facile da fare per me e nel mondo dell’atletica Bresciana mi conoscevano tutti per i miei trascorsi sportivi. Allora decisi di portare sulla mia pettorina un messaggio di salute pubblica, inizialmente da solo, ma poi via via con ciclisti al seguito e tanti gruppi ambientalisti e semplici cittadini. Ero già conosciuto in ambito sportivo e di conseguenza il mio messaggio arrivava con sempre più forza, ho incontrato sindaci e amministratori di tanti paesi attraversati. Ogni mattina con partenza alle nove, quando non insegnavo, mettevo e metto sulla mia pagina di FB NOdiscaricacavainferno, il percorso che dovevo effettuare di corsa la mattina seguente e con mio stupore, alla partenza ,ho trovato sempre ciclisti pronti ad accompagnarmi.

Da mia moglie Rosalba andavo quasi sempre di pomeriggio e fino a notte inoltrata in ospedale per stare un po’ con lei e il reparto per me era diventato una grande famiglia Dal sette giugno correvo dai 25 ai 30 km al giorno ad andatura costante ma abbastanza sostenuta. I mass media sono venuti a cercarmi intervistandomi e filmandomi mentre correvo. Ho cominciato a dar fastidio a qualcuno. Prima a Ghedi molti mi deridevano, poi hanno visto la mia tenacia e il mio messaggio che esortava ed esorta la gente ad aprire gli occhi davanti al male oscuro che ci attanaglia. A qualcuno ha dato fastidio, in particolare agli amministratori di Ghedi e di altri paesi, mi hanno fatto anche delle cattiverie, ma tanta gente mi stima e mi vuole bene e le cattiverie sono state rispedite al mittente. Mia moglie mi diceva sempre Bravo Carmine fai una cosa buona per tutti noi ammalati, sei grande, continua cosi.. poi mi ha lasciato, mi ha dato la forza però di continuare a lottare e anche mia figlia Marina mi incita a portare forte e chiaro questo messaggio di salute pubblica per smuovere le coscienze e far sentire a chi non vuol sentire le urla di sofferenza di tanta gente. Sono stato a Saviano in Ottobre e ho corso in periferia della Terra dei Fuochi. Lunedì mattina con partenza dal municipio di Saviano, attraverserò un po’ di paesi per 45 km e fino ad Acerra e Casal di Principe, il Forrest Gump della bassa bresciana, cosi mi chiamano, sarà anche il Forrest Gump della Terra dei Fuochi.

La maratona dell’acqua, giro intorno al lago d’iseo, corsa a tre giorni dalla morte di mia moglie, in settembre, voleva portare un messaggio forte e chiaro che l’acqua deve rimanere pulita perché l’acqua è vita e salute. Dopo la trasferta da voi per testimoniare lo scempio di salute pubblica e del territorio andrò da Brescia al Pirellone, sede della Regione a Milano, 110 km tutti di corsa , per dire no a cave e discariche nella provincia di Brescia già fortemente compromessa e dove i tumori sono la prima causa di morte di persone di ogni età. Corro per sensibilizzare la gente a non rimanere passiva poiché solo uniti e insieme si possono vincere queste battaglie di salute pubblica. Trovi foto e video su FB NodiscaricaCavainferno. Carmine Piccolo insegnante all’ITIS B. Pascal di Manerbio.

Vincitore di tre concorsi ordinari a cattedra. Specializzato per gli alunni in situazione di handicap e in atletica leggera. Allenatore alla Virtus Castenedolo, insegnante di scienze motorie all’Itis Pascal di Manerbio. Collabora al progetto ecologia. Ho scritto diversi articoli di storia locale”.

Quindi, per lunedì 29/12/2014, alle ore 09.00, siamo tutti allertati!

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