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Caserta: Esami clinici gratis e via cellulare

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CASERTA È una rivoluzione copernicana: la sanità che va a casa del cittadino. Una rivoluzione che prende forma proprio mentre in tempi di spending review non pochi ospedali sul territorio sono destinati alla chiusura. Si chiamano «servizi integrati di telemedicina» e sono stati attivati da 6 piccoli Comuni dell’Alto Casertano (altri 8 hanno aderito successivamente), che con i fondi del Por 2000-2006 hanno potuto acquistare tre poliambulatori mobili, dotati di diagnostica remota radiologica, ecografica e cardiologica, nonché di un sistema di videoconferenze per il teleconsulto specialistico.

L’ESPERIMENTO – È stato un percorso lungo e tortuoso, durato quasi 10 anni, che ha visto definitivamente la luce solo una decina di giorni fa, quando a Mignano Montelungo è stata compiuta la prova della verità: uno screening mammografico su 30 donne a rischio, selezionate dai medici di base. «È stato il miglior test possibile per verificare il perfetto funzionamento del sistema spiega il dottor Leonardo Caracciolo, primario di Neurochirurgia all’ospedale di Caserta, mente ed anima del progetto perché le immagini mammografiche sono particolarmente ‘pesanti’ in termini di bit e noi siamo riusciti a trasmetterle in pochi istanti alla centrale operativa ubicata presso l’azienda ospedaliera, dove sono state immediatamente stampate ed esaminate dai radiologi. I benefici per l’utenza sono evidenti, se si considera che in ospedale non si fanno più di 5 o 6 mammografie al giorno e i tempi d’attesa sono di 6-8 mesi. Inoltre, grazie all’innovazione che ci ha permesso di utilizzare un telefono cellulare invece delle versione originaria, basata sulla linea dati tradizionale Vpn, abbiamo abbattuto i costi fino a 200 volte ed eliminato ogni limitazione al servizio, che avrebbe potuto essere erogato solo ai comuni collegati alla linea».

GRATIS E SENZA TICKET – Per il momento, tutto è gratuito (non si paga nemmeno il ticket), grazie al fatto che l’intero progetto si regge sul volontariato, con un ruolo decisivo della Croce Rossa. Il prossimo step, a partire dall’autunno, prevede l’avvio del controllo remoto dei pace maker. Ma la vera sfida di Caracciolo pioniere della telemedicina in Terra di Lavoro («Cominciai a sperimentarla nel 2002, con il controllo a distanza, dall’ospedale di Caserta, di pazienti ricoverati a Maddaloni e a Piedimonte Matese») è assai più ambiziosa: «Vogliamo una sanità fondata sulla prevenzione e sull’autogestione del paziente: 12 milioni di italiani hanno più di 65 anni e la metà della popolazione è costituita da anziani, disabili, malati cronici. Una giornata di degenza costa allo Stato quasi 1.000 euro. Con il continuo taglio delle risorse, è indispensabile ripensare il sistema sanitario nazionale. E dalla riforma dei principali percorsi di assistenza, è stimato un risparmio di 14 miliardi all’anno. La telemedicina avrà un ruolo fondamentale». DA RADIO PIAZZA CRONACA CASERTA

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