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Caserta: il premio Settembre al Borgo 2014 a Francesco Piccolo

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Caserta.Nel suggestivo borgo casertano il riconoscimento del premio “Settembre al Borgo 2014” non poteva non essere attribuito che a Francesco Piccolo, vincitore dello Strega 2014 con la sua ultima opera “ Il desiderio di essere come tutti”. Incontriamo lo scrittore nella piccola chiesa dell’Annunziata a Casertavecchia. Lui che  ha dedicato quel prestigioso premio alla sua Caserta e che ha considerato tale dedica del tutto naturale sia per il fortissimo legame che ancora stringe con la sua città, sia perché la sua è una narrativa, volutamente autobiografica, che sintetizza la sua esistenza di legami e fatti reali.  “La maggior parte delle cose che ho scritte sono ambientate a Caserta”, ma per far questo è stato necessario uscirne per ricomporre quella frattura esistente tra l’uomo e lo scrittore.

A Roma tutto questo è entrato in comunicazione e “l’unico modo per guardare questa foresta e capirla davvero era andarsene”. Non è mai facile raccontare se stessi,  – precisa Piccolo – chi racconta se stesso ha bisogno di tempo per perdere il pudore, un po’ ti nascondi ma poi pian piano ti scopri per percorrere il cammino che ogni scrittore deve compiere. Il romanzo è fatto da un personaggio che segue un per

corso di vita tra i tanti possibili, non servono trame avvincenti ma fatti che  raccontino di un uomo che cerca di capire come stare al mondo come individuo e come cittadino. Un cittadino di provincia come lui. “La letteratura italiana del ‘900 è fatta da scrittori di provincia” – ci dice – “tutti quelli che amo Calvino, Parise  e altri vengono dalla provincia e quel mondo se lo sono portato dietro”. Certamente non c’è bisogno di mitizzare  la provincia e il sud ma essere un uomo della provincia meridionale credo che abbia contribuito a definire caratteristiche che ritengo di sfruttare fino in fondo, precisa Piccolo.

Caserta e la  provincia con le sue grandi eccellenze fatta di personaggi come Toni Servillo, sono un esempio di creatività possibile anche nella periferia meridionale che si credeva invece lontana dal centro del mondo. “Ho sempre voluto scrivere, ma fare lo scrittore credevo non fosse alla mia portata, Toni è stato un esempio per tutti”. E l’insonnia, quella di cui soffre Piccolo, aiuta perchè concede il tempo di mettere insieme letteratura, cinema e televisione, cose di cui si occupa già da anni. Ti accorgi, cosi’ che all’apice della carriera “la creatività non si consuma” ma si alimenta di se stessa nel confronto con altri autori. E’ inevitabile non ripercorrere il passato con tutto la sua affascinante epica. La giovinezza e tutto ciò che si è vissuto da ragazzi è più bello ma contiene il pericolo di una visione apocalittica del presente e del futuro che rende tutto più facile perché “deresponsabilizza”. “Faccio una crociata contro l’apocalisse, perché la facilità di essere apocalittici è una specie di conformismo inaccettabile che racconta di cose definitive che in realtà non lo sono e che smonta l’esistenza delle persone nella visione negativa del presente e del futuro” – afferma lo scrittore.Certamente non si vuole respingere la verità delle difficoltà che si attraversano ma la resa ad un passato migliore non è accettabile. La politica ha una grande responsabilità nel mutare questo atteggiamento diffuso creando le premesse per le riforme necessarie secondo la visione progressista della sinistra di Berlinguer fatta di collaborazione e di piccoli passi e lontana dal generale rifiuto al cambiamento parziale che invece la sinistra di oggi –  di cui faccio parte – sembra essere portatrice, conclude Piccolo.

La serata termina con l’intervento del Presidente Domenico Zinzi che premia lo scrittore che ancora una volta riconosce e rinnova l’amore per la sua città dedicando il suo premio ad uomo Aldo D’Angelo, suo suocero, che ha rappresentato un’altra eccellenza  casertana per modo in cui ha interpetrato la vita.

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