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CASO DALL’OSSO SCUOTE IL M5S………………

MATTEO Dall’Osso deputato alla seconda legislatura, eletto con il M5S lascia in dissenso il movimento di Grillo e Di Maio e passa a Forza Italia. Dall’Osso malato di schlerosi multipla reagisce così alla bocciatura di un emendamento che potenzia i contributi alla DISABILITÀ e decide di uscire dal gruppo pentastellato per passare a Forza Italia. Una scelta quella dell’ormai ex GRILLINO che fa arrabbiare i dirigenti del movimento che chiede a DELL’OSSO di versare la penale di            100.000 euro prevista da un’altro contratto privato tra gli eletti grillini e il movimento. Contratto che per legge non vale nulla essendo non previsto per legge, o meglio dalla Costituzione il vincolo di mandato, per cui ogni parlamentare una volta eletto può cambiare casacca quanto vuole e passare al gruppo misto o ad altro partito. Ma la scelta di Dall’Osso è singolare essendo che è passato dalla maggioranza all’opposizione, Ossia nel gruppo meno ipotizzato visto che tra i grillini e gli azzurri non corre buon sangue, anzi sono acerrimi avversari, e direi nemici visto che Grillo a Berlusconi la paragonato in aggettivi ben noti. Intanto ci chiediamo cosa umanamente ha provocato la reazione di Dall’Osso, tra l’altro simbolo della disabilità e effetti dalla grave patologia della schlerosi multipla. È proprio un suo emendamento bocciato che prevedeva il potenziamento del fondi per la disabilità ha provocato questa reazione con il passaggio dell’ex grillino dalla maggioranza gialloverde all’opposizione e la scelta di Forza Italia fa pensare a un disegno ben meditato dallo stesso. È l’ennesima tegola che cade sul movimento, a parte l contrasti all’interno della maggioranza su una Monovra passata con il voto di fiducia alla Camera e che potrebbe essere stravolta al Senato per tentare di convincere l’UE a non aprire la procedura di infrazione. È voce ricorrente anche se lui smentisce che il ministro Tria potrebbe lasciare già che sarebbe il suo il ruolo di colomba a negoziare con l commissari di Bruxelles. Con Tria vi sarebbe anche il premier Conte, ma ai due si scontrerebbero i falchi Salvini e Di Maio che da una parte dicono di  voler negoziare ma nessuno dei due vuole rinunciare a vedere qualcusa o meglio rivedere il reddito di cittadinanza e la quota 100 che prevede la cancellazione della legge Fornero. Ora non ci resta che attendere la prossima puntata di una telenovela che potrebbe durare per molto tempo è qualsiesi giorno non è escluso altri incidenti che possono logorare questa maggioranza ma purtroppo anche il Paese in bilico alle procedure d’infrazione. la redazione

 

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