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CASO DALL’OSSO SCUOTE IL M5S………………

Nicola Valeri per la politica italiana La Gazzetta Campana

MATTEO Dall’Osso deputato alla seconda legislatura, eletto con il M5S lascia in dissenso il movimento di Grillo e Di Maio e passa a Forza Italia. Dall’Osso malato di schlerosi multipla reagisce così alla bocciatura di un emendamento che potenzia i contributi alla DISABILITÀ e decide di uscire dal gruppo pentastellato per passare a Forza Italia. Una scelta quella dell’ormai ex GRILLINO che fa arrabbiare i dirigenti del movimento che chiede a DELL’OSSO di versare la penale di            100.000 euro prevista da un’altro contratto privato tra gli eletti grillini e il movimento. Contratto che per legge non vale nulla essendo non previsto per legge, o meglio dalla Costituzione il vincolo di mandato, per cui ogni parlamentare una volta eletto può cambiare casacca quanto vuole e passare al gruppo misto o ad altro partito. Ma la scelta di Dall’Osso è singolare essendo che è passato dalla maggioranza all’opposizione, Ossia nel gruppo meno ipotizzato visto che tra i grillini e gli azzurri non corre buon sangue, anzi sono acerrimi avversari, e direi nemici visto che Grillo a Berlusconi la paragonato in aggettivi ben noti. Intanto ci chiediamo cosa umanamente ha provocato la reazione di Dall’Osso, tra l’altro simbolo della disabilità e effetti dalla grave patologia della schlerosi multipla. È proprio un suo emendamento bocciato che prevedeva il potenziamento del fondi per la disabilità ha provocato questa reazione con il passaggio dell’ex grillino dalla maggioranza gialloverde all’opposizione e la scelta di Forza Italia fa pensare a un disegno ben meditato dallo stesso. È l’ennesima tegola che cade sul movimento, a parte l contrasti all’interno della maggioranza su una Monovra passata con il voto di fiducia alla Camera e che potrebbe essere stravolta al Senato per tentare di convincere l’UE a non aprire la procedura di infrazione. È voce ricorrente anche se lui smentisce che il ministro Tria potrebbe lasciare già che sarebbe il suo il ruolo di colomba a negoziare con l commissari di Bruxelles. Con Tria vi sarebbe anche il premier Conte, ma ai due si scontrerebbero i falchi Salvini e Di Maio che da una parte dicono di  voler negoziare ma nessuno dei due vuole rinunciare a vedere qualcusa o meglio rivedere il reddito di cittadinanza e la quota 100 che prevede la cancellazione della legge Fornero. Ora non ci resta che attendere la prossima puntata di una telenovela che potrebbe durare per molto tempo è qualsiesi giorno non è escluso altri incidenti che possono logorare questa maggioranza ma purtroppo anche il Paese in bilico alle procedure d’infrazione. la redazione

 

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