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Castellammare di stabia: Primo matrimonio gay,Il sindaco Pannullo grato di avere la possibilità di officiare l’unione di una coppia consolidata

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Nozze gay nella Reggia di Quisisana questa mattina.

Le prime a Castellammare.

“Ci amiamo da quindici anni, viviamo insieme ma per noi è un momento importante” racconta la coppia.

Antonio, 50 anni, stabiese e Maurizio 51 di Napoli hanno fatto già un lungo pezzo di strada insieme.

Convivono a Napoli, ma per il matrimonio hanno scelto Castellammare che continua con le sue rinnovate bellezze e lungo mare a destare interesse lode agli attuali governanti.

Per dire sì hanno voluto il posto più romantico.

“Qui c’è la Reggia di Quisisana, questo luogo è bellissimo a Napoli avremmo dovuto fare la cerimonia in un posto anonimo” spiega Maurizio che ha preferito la città del compagno.

Al fianco della coppia i parenti e gli amici che con loro hanno fatto questo pezzo di strada.

Testimone per Maurizio il nipote, mentre Antonio al momento del sì ha voluto la sua migliore amica.

“Aspettavano questo giorno da tempo, sono contento che lo Stato abbia fatto questo per noi” dice Maurizio.

“Siamo insieme da quindici anni” sottolinea emozionato Antonio.

Un mese fà hanno fatto richiesta al comune di Castellammare.

“E’ un passo importante, risolviamo tanti problemi per il futuro. Se qualcuno ora ci chiede lui chi è? Ora possiamo dire è mio marito. Ci hanno dato finalmente dei diritti”.

E così la prima Unione Civile è stata celebrata, in un Sud in cui per le coppie gay è tutto più difficile, Maurizio e Antonio hanno coronato il loro sogno.

“Si legge nei vostri occhi la felicità di un percorso che avete fatto negli anni, vi sono grato per l’occasione che mi avete dato” con queste parole il sindaco Toni Pannullo sancisce l’unione tra Antonio e Maurizio.

Dopo per chi si ricorda l’unione del Sindaco di San Giorgio a Cremano con il proprio partner tanti auguri a tutti.

Forse i comuni hanno trovato il modo di rimpinguare le casse con i matrimoni gay,essendo quelli etero notevolmente diminuiti visto la crisi e la sfiducia nel futuro.

Chi sà se, e trà quanto, per questi motivi o per modernità, si adeguerà anche la chiesa cattolica.

Visto che già’ il rito cattolico è cambiato molto perchè è valido anche come unione civile oltre che religiosa ed il Papa Francisco così amato da tutti, ha dichiarato “Se non potete sposarvi per motivi economici, andate a convivere e createvi lo stesso una famiglia”.

Potrebbe anche essere una speranza, di poter battezzare più bambini italiani, almeno a mio modesto parere.

Napolitano Massimiliano

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