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Champions League: la Juve vince 2-0 a Malmoe, ottavi a un punto

Fonte ,Paolo Mantarà ,Decidono i gol di Llorente e Tevez. Per passare il turno basta un pari con l'Atletico Madrid

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Dopo oltre un anno e mezzo, la Juve torna con i tre punti da una trasferta di Champions e avvicina gli ottavi. I bianconeri si impongono 2-0 in casa del Malmoe con Llorente (49′) e Tevez (88′). Nel primo tempo Olsen respinge due volte su Vidal e Marchisio, ma in avvio di ripresa Llorente trova il varco e trafigge il portiere in contropiede. Nel finale l’Apache raddoppia. Basterà un pari con l’Atletico, nell’ultima giornata, per passare i

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Il cammino verso le prime otto d’Europa – l’obiettivo dichiarato di società e allenatore – adesso è più vicino. La Juve sfata il tabù trasferta dopo 652 giorni (l’ultima vittoria lontana dallo Stadium, in Champions, risaliva a Celtic Park nel 2013) e si porta a un solo punto dagli ottavi. Basterà un pareggio contro l’Atletico Madrid di Simeone, che questa sera sembra aver inferto l’ultimo colpo ai greci dell’Olympiacos, vera spina nel fianco per Allegri e soci. Da Malmoe viene fuori una Juve rinfrancata, finalmente tenace nell’animo, capace di prendersi una partita per niente scontata. Una gara che nel primo tempo vive di alti e bassi, in cui i padroni di casa non si riducono a semplicde sparring partner, ma provano a giocarsi le cartucce residue. Ma è dopo l’intervallo che viene fuori la parte migliore della Vecchia Signora: e si rivede quel furore agonistico che in pochi minuti soppianta la voglia di fare degli svedesi e indirizza partita e qualificazione verso i legittimi proprietari.

Quella del primo tempo, in verità, non è affatto una Juve remissiva. Il centrocampo si dà parecchio da fare per mettere in moto Tevez, anche se Pirlo è meno brillante del solito e c’è qualche errore di troppo in fase d’appoggio. Le occasioni migliori capitano sui piedi di Vidal e Marchisio, ma in entrambi i casi il portiere Olsen si oppone con bravura. Lichtsteiner macina la fascia, Padoin sta più sulle sue, ma in generale la Juve, con il 4-3-1-2, si concede poche distrazioni (Chiellini in chiusura rasenta la perfezione). Rosenberg non dà molto fastidio a Buffon. L’uomo più temibile è Forsberg, che poco prima dell’intervallo deposita mestamente sull’esterno della rete dopo una buona iniziativa. Gli svedesi chiedono anche un calcio di rigore per una trattenuta in area di Vidal, ma Proença sorvola.

Dopo la pausa è addirittura il presidente Agnelli a riaccogliere in campo la squadra. La scossa arriva e si materializza nel giro di qualche minuto: Marchisio calcia ancora addosso a Olsen, poi Tevez non arriva di un soffio sull’invito a nozze di Vidal. Serve Llorente, in versione fantasma fino ad allora, per sbloccare la partita. E avviene tutto nel modo più inusuale: il centravanti basco scappa in contropiede, per 50 metri, sul suggerimento di Marchisio, aggira il portiere e realizza il vantaggio. E’ una liberazione che spazza via i cattivi pensieri. La Juve prende in mano le redini del gioco e non le molla più. Buffon è al sicuro più o meno fino allo scadere: sul suo conto finiscono un paio di parate, una eccellente su Rosenberg a tempo scaduto. Ma il gioco si sviluppa maggiormente nella metà campo d’attacco, in cui Pirlo si ritrova e Tevez è una furia. Llorente sbaglia un comodo appoggio di testa, Morata – che gli subentra – colpisce persino una traversa, ma è l’Apache, con lo sprint finale, a spiazzare Olsen di giustezza (e un po’ di fortuna). L’Olympiacos perde 4-0 a Madrid e compromette il suo cammino. La Juve stavolta ha il match point sulla racchetta e parte da 40-0. Ancora due settimane, e un solo punto, la separano dagli ottavi.

LE PAGELLE

Llorente 7 – La sua è una partita senza senso fino all’intervallo. Non attacca la profondità e i palloni non arrivano. Poi entra nella fuga giusta e tramuta in rete (il quinto stagionale). Sbaglia il possibile raddoppio, ma fin qui è il gol più pesante di questa avventura europea

Pogba 6 – Si accende a intermittenza, anche se è molto bravo a gestire gli equilibri del centrocampo. Trova qualche giocate – poche – delle sue. Fa ordinaria amministrazione più che deliziarci come al solito

Tevez 7 – Segna il terzo gol in due partite al Malmoe e regala un briciolo di serenità in più nel finale. Sbaglia anche un’occasione grossolana, ma è il più pericoloso: punta l’uomo, spesso lo salta, crea spazio per l’inserimento dei compagni

Chiellini 6,5 – Il Malmoe in avvio prova a fare la partita, ma Rosenberg si trova di fronte una diga. Copre le imperfezioni di Bonucci e gioca una partita maschia e ordinata. Pochi pericoli concreti dalle sue parti

Marchisio 6,5 – E’ sempre nel vivo e si fa notare per i tre gol sbagliati. Ma è il Principino a rifornire Llorente con la palla filtrante da cui nasce il primo gol. E’ propositivo e a tratti dominante

IL TABELLINO

MALMOE-JUVENTUS 0-2

Malmoe (4-4-2): Olsen 7; Ricardinho 6, Johansson 4,5, Helander 5,5, Tinnerholm 6 (40′ st Rakip sv); Forsberg 6,5, Adu 6, Halsti 6, Eriksson 5,5; Thelin 5,5 (25′ st Cibicki 6), Rosenberg 6. A disp.: Azinovic, Konate, Thern, Concha, Mehmeti. All.: Hareide 5,5
Juventus (4-3-1-2): Buffon 6,5; Lichtsteiner 6,5, Bonucci 6, Chiellini 6,5, Padoin 6; Pogba 6, Pirlo 6, Marchisio 6,5 (38′ st Pereyra sv); Vidal 6; Llorente 7 (27′ st Morata 5,5), Tevez 7. A disp.: Storari, Ogbonna, Evra, Coman, Giovinco. All.: Allegri 6,5
Arbitro: Proença (Por)
Marcatori: 4′ st Llorente, 43′ st Tevez
Ammoniti: Olsen, Rosenberg (M), Pereyra, Morata (J)
Espulsi: 44′ st Johansson (M)

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