Manchester City di Guardiola si impone 2-1 sul Napoli nel terzo turno del gruppo F di Champions League, incanta e concretizza per un tempo e resta in piedi anche quando c’è da soffrire, nella seconda parte della gara, controllando come fanno le grandi squadre. Guardiola batte Sarri: il gap c’è ma la ripresa degli azzurri lascia sperare per il cammino in questa Champions.
CITY OF STARS — Il primo tempo del City è stellare, praticamente perfetto. Ci sono i gol, “solo” due e portano la firma di Sterling (che piazza di sinistro al 9’ dopo una respinta corta di Koulibaly su tocco di Walker, discesa di Silva a sinistra) e Jesus (tocco facile al 13’ su cross basso di De Bruyne da destra). Ci sono le occasioni – la traversa di De Bruyne al 25’ è clamorosa, il salvataggio sulla linea di Koulibaly su Jesus tre minuti dopo è miracoloso – e c’è il gioco di Guardiola, col pallone a viaggiare solo su binari biancocelesti: il possesso palla del primo quarto d’ora, per dire, è un 76%-24% che si commenta da solo.
NAPOLI DI RIGORE — Il Napoli che sbuca dagli spogliatoi dopo l’intervallo è un’altra cosa (ma era difficile fare peggio): tanto basso e in difficoltà sulle fasce nel primo tempo (Silva e Sané fanno quello che vogliono dalle parti di Hysaj), quanto aggressivo, ordinato e ricaricato di idee nel secondo tempo (Allan, entrato per l’infortunato Insigne, aggiunge sostanza e lucidità in mezzo al campo). La differenza per la banda Sarri, alla fine, la fanno i calci di rigore: Mertens tradisce facendosi intercettare il primo tiro dagli 11 metri al 38’, Diawara non sbaglia il secondo rigore al 28’ della ripresa. Tra i due penalty c’è un abisso: il primo è un jolly calato dal cielo (il belga arriva sul dischetto con i suoi che non hanno mai tentato un tiro), il secondo un “premio” all’anima ritrovata nella ripresa. Ma non basta ancora per raggiungere la creatura di Pep, più matura e pronta per recitare un ruolo da protagonista in Champions: la bellezza abita a Manchester, almeno per adesso.
                                                                                                                                                                                                           M.N.