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Chiara Francini Italian Movie Awrd 2014.

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Domenica 15 giugno l’attrice Chiara Francini nel sito archeologico di Pompei ha ricevuto l’Italian Movie Award 2014 «Per le sue grandi capacità nell’interpretare con accattivante maestria e originalità un ruolo eclettico e poliedrico come quello di Beatrice nel film “Pazzi di me” di Fausto Brizzi». «La visita agli scavi è stata molto emozionante e suggestiva – ha detto l’attrice parlando a Pompei, intervistata da Carlo Fumo, direttore artistico del Festival – c’ero stata soltanto una volta e ritornarci ora grazie per l’Italian Movie Award è stato bellissimo,come la prima volta. D’altra parte ho tanti amici a Napoli e mi trovo molto a mio agio in questa meravigliosa regione». Sarai nel prossimo film di Alessandro Genovesi, il suo terzo film, dove ritrovi anche Diego Abatantuono con cui ha presentato Colorado. Com’è lavorare con loro? «Lavorare con Alessandro Genovese è stato meraviglioso, con lui ho lavorato nel film “La peggior settimana della mia vita” e nel film “Soap Opera” che esce il 23 ottobre: è un film divertentissimo, interpretato da attori pazzeschi tra cui Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Ale e Franz, Ricky Memphis, Cristiana Capotondi, una partecipazione di Caterina Guzzanti. Lavorare con Diego Abatantuono è incredibile, credo che si sia vista questa alchimia anche a Colorado. Diego è un mattatore, quindi è giusto che lui debba essere lasciato libero di improvvisare: è un “titano” che mi ha insegnato molto ed è un godimento stare accanto a lui! Andiamo molto d’accordo e mentre facevo Colorado mi divertivo in modo spontaneo e sincero». Sarai anche nel prossimo film di Paolo Ruffini. «Il film che ho appena finito di girare si intitola “Tutto molto bello” e uscirà il 9 ottobre. Mentre quello di Genovesi il 23 di ottobre: quindi per tutto il mese non potrete che vedere la Francini!». Preferisci Chiara attrice o Chiara presentatrice? «Cerco sempre di fare tutto con grande passione quindi quando c’è un bel progetto, se è un film mi ci appassiono, ci metto tutta me stessa; se comunque è un bel progetto che riguarda la televisione e mi si vuole come conduttrice ci metto la stessa passione e la stessa voglia di farlo bene». Vieni dal teatro, al cinema ti abbiamo vista, hai dimostrato le tue capacità, ma hai superato anche la prova della televisione. «Sono sempre molto spontanea: sono una che studia tanto, ma c’è sempre una grossa parte di improvvisazione grazie alla quale mi diverto». Ritorni a Colorado? «Non lo so, me lo auguro, perché è stata un’esperienza stupenda, che mi ha portato tutto e soprattutto mi ha dato la possibilità di essere conosciuta di più al di là dei film e del teatro». Quanto è importante il cinema per contrastare il fenomeno delle problematiche ambientali? «I messaggi vanno dati proprio parlando delle problematiche come queste. Il fatto che se ne parli consente di arrivare ad un pubblico sempre più ampio: quindi è importante per arrivare ai giovani. Cinema, tv e teatro sono veicoli con cui si arriva in maniera diretta ai giovani: la conoscenza è sempre a fondamento del cambiamento». Che consiglio daresti ai giovani che si avvicinano al cinema o alle ragazze che vogliono fare le presentatrici? «Consiglio di studiare. Il mio motto è “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”: lo si deve volere in maniera sincera, in maniera pulita, non bisogna abbattersi, bisogna andare avanti, studiare e bisogna cercare sempre di comprendere profondamente quello che si è: non si deve fare mai niente che possa andare contro la propria natura. Quindi essere spontanei, si deve studiare e bisogna avere fortuna. E poi bisogna avere la capacità di capire il proprio momento giusto, ho fatto veramente tanta gavetta». «Il mio sogno – ha infine detto l’attrice rispondendo ad una domanda dal pubblico – è di interpretare a breve un film nel quale io sono la protagonista e i maschi facciano da spalle. Solitamente le attrici sono delle protagoniste femminili, ma spesso nel film sono delle “spalle”, perché i protagonisti assoluti sono sempre i maschi. E’ una battaglia personale: è molto raro che si diano dei ruoli da protagoniste assolute alle donne. Le donne italiane sono forti, sono delle vere “mater familias”, molte volte hanno le redini della famiglia».

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