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CIASCUNO PER LA SUA STRADA.

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Dopo alcuni incontri con altre forze politiche e civiche per un doveroso confronto sulle intenzioni e sui programmi per le prossime elezioni amministrative, dopo un’opportuna rivalutazione con la propria base, il Partito democratico di San Felice a Cancello ha deciso di voler proseguire per la propria strada, tracciata ormai da un paio d’anni, insistendo sull’opportunità di seguire solchi nuovi, distinti da quelli conosciuti dei grupponi capitanati da Palmieri, Nuzzo e Pasquale De Lucia. Diversi infatti sono i programmi, diverso è il metodo e diversa è la voglia di coerenza. Per il PD infatti non sono presentabili quelli dichiaratamente di centro-destra o quelli bocciati dal Prefetto o quelli caratterizzati da percorsi a zig-zag, fatti di alti e bassi e di spostamenti a destra ed a sinistra, che quindi dovranno dimostrare con il tempo e nei fatti di aver trovato una strada lineare, parallela a quella del PD.

Ciò non significa voler rimanere cocciutamente chiusi nel proprio riccio, ma al contrario voler tentare, coerentemente con il patto tacito con parte dei  Sanfeliciani, alternative alla politica nota, usare strumenti diversi, impegnando lavoratori vicini alla politica solo per passione e per senso civico. Ma oltre a rafforzare le sinergie con il centrosinistra, il PD propone e chiede alleanze a quanti non si riconoscono completamente nei tre grossi schieramenti, poiché in un paese di 17.000 abitanti vi sono anche altre voci ed altre persone, che hanno solo bisogno di una spinta o di trovare il coraggio per farsi sentire ed apprezzare, mettendo in piazza le proprie capacità, al servizio di un Bene Comune, resistendo alle spinte frantumative ed egoistiche se non narcisistiche, senza disperdere le energie. San Felice ha bisogno di un’altra voce forte e nessuno può o deve tirarsi indietro, rinunciando magari, sì, a qualcosa di personale, pur di garantire alla prossima generazione un’alternativa. Poi il futuro si vedrà!

Quali saranno le dialettiche future non è possibile dirlo con certezza, ma sicuramente il PD vuole rimanere in questa rotta ed il timone sarà tenuto saldamente seguendo l’esperienza del passato o imparando ad usare la bussola e fiutando l’aria ed i venti, ma senza pericolosi inchini sotto-costa , nè seguendo il canto delle sirene.

Bisogna provarci, perché si può fare.

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