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Città della scienza distrutta da rogo, De Magistris: ‘Napoli sotto attacco’

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E’ stata posta sotto sequestro “Città della scienza” a Napoli, distrutta da un incendio per il quale non si esclude nessuna ipotesi, tra cui quella dolosa. All’esterno della struttura tra i dipendenti si sottolinea come sia molto improbabile che un incendio del genere, così vasto e così rapido, possa essersi sviluppato per cause accidentali e si punta il dito su una pista dolosa che deve però ancora trovare conferma.”Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale. Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili”, dice il sindaco Luigi De Magistris. “Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della Scienza – scrive il sindaco – Napoli è sotto attacco!”, così ha scritto su Twitter il sindaco.

UE, PRONTI A VALUTARE COFINANZIAMENTO – “La Commissione Ue è pronta a valutare il cofinanziamento per la ricostruzione”, così il commissario per le Politiche regionali Johannes Hahn all’ANSA nell’esprimere “profondo dolore per l’incendio alla Città della scienza” di Napoli. Un dispiacere più profondo se la pista della criminalità organizzata sarà confermata.

L’incendio non ha causato feriti dal momento che il lunedì è giorno di chiusura settimanale. I danni invece sono ingentissimi:restano solo i muri perimetrali mentre l’interno dei padiglioni è devastato.

“Sembra che a Napoli nulla sia destinato a sopravvivere”, scrive Roberto Saviano in un tweet. “Dolo o incidente? – aggiunge lo scrittore – Da sempre i clan vorrebbero edificare a Bagnoli: le fiamme a Città della scienza sono il fallimento di una Napoli diversa”. “Mi sento di cenere – scrive infine -. Ossa di cenere, pensieri di cenere, cuore di cenere. Come Napoli, che oggi è di cenere”.

In lacrime davanti alle ceneri della Città della Scienza i dipendenti della struttura – circa 160 – che si sono radunati per cercare di capire quanto successo e avere qualche rassicurazione sul loro futuro. Insieme con loro anche gli addetti dell’indotto. L’area è quella dell’ex Italsider di Bagnoli. Dopo gli interventi di riconversione, i dipendenti collocati nella struttura di Città della Scienza temono ora di non trovare più occupazione. Un appello per ricostruire la Città della Scienza è del fisico Luciano Maiani. “E’ un danno irreparabile e spero davvero che scienza e industria si mobilitino per ricostruirla quanto prima”, ha detto Maiani, oggi presidente della Commissione Grandi Rischi. La Città della Scienza di Bagnoli, ha rilevato, “è stata il simbolo della volontà del Mezzogiorno di partecipare allo sviluppo industriale, soprattutto in questo momento di grave crisi”. E’ stata, ha aggiunto, anche “un incubatore di nuove aziende ed il simbolo di una collaborazione attiva fra scienza e industria. Lancio quindi un appello alle aziende, perché i privati si mobilitino per la ricostruzione. Spero in una mobilitazione pronta e rapida”.

“Governo e Regione hanno il dovere di intervenire subito e devono assumersi l’impegno di far ripartire il sito il prima possibile dando certezza degli investimenti necessari, della celerità degli interventi e devono garantire continuità per le lavoratrici e i lavoratori”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. “Le immagini dei lavoratori in lacrime davanti al rogo della Città della scienza – sottolinea Camusso in una nota – testimoniano quanto il mondo del lavoro sia colpito dalla distruzione di un simbolo positivo di innovazione, riqualificazione e riscatto in un’area, quella di Bagnoli, che aveva vissuto la dismissione dell’Ilva ma aveva ritrovato proprio nella Città della Scienza il primo segno di uno sviluppo possibile e di attrattività internazionale”.

Le testimonianze riferiscono di una estensione rapidissima dell’incendio, complice la gran presenza di legno e altri materiali infiammabili. E cosi’ in pochi minuti e’ andato in fumo un polo da 350 mila visitatori l’anno – nato dall’intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis – che in una dozzina d’anni aveva guadagnato consensi e credibilita’, non solo come luogo dove apprendere praticamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese.Il primo embrione del progetto risale agli anni Novanta; nel 2001 l’inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nell’incantevole scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l’era dell’acciaio e dell’Italsider, aveva visto proprio in Citta’ della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere.  L’area distrutta dalle fiamme e’ stimata in 10-12 mila metri quadrati, praticamente l’intero centro a eccezione del ”teatro delle Nuvole”, un corpo separato che ospitava rappresentazioni. Il custode racconta di aver visto una colonna di fumo, e di aver dato subito l’allarme: ma in pochi minuti il fuoco ha divorato i padiglioni dall’interno, diventando indomabile. Sono state ore di sgomento anche per tutti gli abitanti di Bagnoli, che temevano di rimanere intossicati dal fumo denso e nero, poi invece sospinto dal vento verso il mare aperto. 

 

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