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CITTADINI CAMPANIA PER UN PIANO ALETRNATIVO DEI RIFIUTI

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Napoli – Le principali realtà in lotta contro le devastazioni ambientali e che hanno animato negli ultimi anni l’opposizione sociale agli scempi dei nostri territori, si uniscono e dicono la loro sulla LEGGE TRUFFA SUI REATI AMBIENTALI.

Il disegno di Legge 1345 RISCHIA DI DIVENTARE IL SALVACONDOTTO PER QUALSIASI CRIMINE AMBIENTALE!!!

Fino ad oggi, a fatica, i magistrati potevano applicare la fattispecie del “disastro innominato” qualificandolo come comportamento offensivo che produce un danno dell’ambiente; questo potrebbe paradossalmente non essere più possibile a causa di un testo che è stato strutturato e manipolato per diventare il lasciapassare di violazioni gravissime.

Ecco in sintesi perché:

–          L’attuale disegno di legge definisce “disastro ambientale” “l’alterazione irreversibile dell’equilibrio dell’ecosistema”, fatto di per sé assai difficile se non impossibile da dimostrare data la totale aleatorietà del concetto che meglio si sposerebbe con quello di persistenza nel tempo ed estensione del danno;

–          Si subordina la punibilità del reato di “inquinamento ambientale”a violazionidi disposizioni legislative, regolamentari o amministrative spesso poco severe ed insufficienti a garantire la tutela della salute;  per quello di “disastro ambientale” si estende il reato anche alla eventuale ed assai vaga casistica di inquinamento “abusivo” depotenziando di fatto la portata e l’efficacia di entrambe le norme;

–          Il reato di  disastro ambientale viene nei fatti configurato solo come reato di danno e non più di pericolo concreto. Per accertarlo, quindi,si dovrebbero poter produrre dati certi sull’estensione ed il numero delle persone coinvolte nonché la incontrovertibile correlazione tra decessi, malattie o offese e gli eventi inquinanti;

–          Si introduce il ravvedimento operoso con beneficio di riduzione di pena (fino ai due terzi) per l’inquinatore, prefigurando, nei fatti,  un condono che, combinato con quanto disposto nell’art 4 del decreto ‘Destinazione Italia’ sancisce, in contrasto al principio di “chi inquina paga”, il principio che chi inquina non rischia niente, anzi sarà ripagato.

Non meno preoccupante è la seconda parte del disegno di legge “Disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale” introdotta per il Testo unico ambientale. Anche in questo caso siamo davanti ad un condono mascherato, per di più facilitato dal fatto che nella maggior parte dei casi i reati ambientali, anche le stesse discariche illegali di rifiuti tossici, non producono un danno immediato. Basterà dunque seguire le prescrizioni indicate dalla polizia giudiziaria e pagare una sanzione per sanare l’illecito e procederne all’archiviazione.  Ma quello che è più grave è che si carichi la polizia giudiziaria di compiti di carattere tecnico/amministrativo estranei alla sua funzione e alle  sue competenze, rendendo ancora più inefficace l’opera di prevenzione sul territorio e l’accertamento reale dei danni.

I COMITATI E LE REALTA’ CHE SONO IMPEGNATE CONCRETAMENTE IN CAMPANIA CONTRO LA PERDURANTE DEVASTAZIONE AMBIENTALE ED A FAVORE DELLA TUTELA DEI PROPRI TERRITORI RESPINGONO IN TOTO UN TESTO CHE ANCORA UNA VOLTA MOSTRA LA SUBALTERNITÀ DELLA POLITICA ALLE LOBBIES DEI POTENTATI INDUSTRIALI E FINANZIARI.

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