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Colosseo: finito restauro esterno, ora ipogei e arena

Per copertura si punta a 2018. Renzi,"soldi per cultura ci sono"

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Il Colosseo rinasce nella sua antica veste. Conclusa la prima fase del restauro sponsorizzato da Tod’s, gli esterni risplendono sotto il sole di luglio. Per inaugurarli arrivano all’Anfiteatro Flavio anche il premier Matteo Renzi, Diego Della Valle, patron di Tod’s, e il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Oggi si dà un segnale strepitoso al mondo – rivendica il presidente del Consiglio -. Il patrimonio culturale è il nostro più grande elemento di orgoglio e identità ma anche di potenziale richiamo, da Pompei a Caserta. È finito il tempo in cui ci si lamentava perché sulla cultura mancavano i soldi.

Le risorse, dal pubblico e dal privato, ci sono. Ma bisogna crederci”. Chiuso il primo step degli interventi sul monumento simbolo dell’Italia nel mondo, gli addetti ai lavori – Soprintendenza in testa – si preparano alle fasi successive. Si va dal restauro interno degli ipogei, del piano terra e del primo ordine alla creazione di un centro servizi, tutto ancora finanziato da Della Valle, fino alla copertura dell’arena, che invece verrà realizzata con 18 milioni dello Stato. Qui “i lavori dovrebbero essere completati in tre anni (dallo stanziamento dei fondi,ndr) dunque nel 2018”, annuncia Franceschini. L’idea è di “ridare al Colosseo un’arena che sia, non meramente uno spazio, – spiega il soprintendente Francesco Prosperetti – ma qualcosa di mutevole che si possa trasformare in una gradinata, una cavea, un palcoscenico…con cambi di funzione. Come nell’antichità, quando era una macchina scenica”.

 

Obiettivo, ospitare spettacoli di teatro e musica. Spettacoli sempre di qualità, ripetono ministro della cultura e soprintendente. Il primo ad arrivare alla cerimonia è Diego Della Valle, grande sponsor dei lavori all’Anfiteatro con 25 milioni di euro che pure all’epoca provocarono non poche polemiche. Assediato da giornalisti e fotografi, l’imprenditore oggi non nasconde la soddisfazione: “E’ una bella cosa per l’Italia, un bel segnale. Come mi sento? Molto orgoglioso di essere italiano. E’ un modo per dire a tanti amici e colleghi che fanno già tanto: dobbiamo occuparci ancora un po’ di più del nostro paese”. L’appello agli altri imprenditori viene ribadito dal palco: “Dobbiamo metterci a disposizione del Paese. Giornate come questa ci servono per fare una start up tra il mondo delle imprese e il pubblico. Questa giornata ha un senso culturale ed economico importante. Pubblico e privato possono fare cose insieme. Noi, ad esempio, abbiamo lavorato in modo eccellente con il ministero”.

 

 

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