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Da stakanovista operatore di call center, in aprile Papa Francesco chiamò Marco Pannella. L’opinione pubblica rimase basita. A distanza di sei mesi, grazie ad una “sparata” che sta alla teologia come i cavoli a merenda “l’ergastolo è una pena di morte nascosta ” e “una forma di tortura è a volte quella che si applica mediante la reclusione in carceri di massima sicurezza” l’arcano è stato svelato. Bergoglio non telefonò al padre dell’aborto e del divorzio (che in quel periodo si trovava in ospedale) per augurargli una pronta guarigione, ma per apprendere i “comandamenti” della morale laica radicale. Evidentemente, nelle tavole della legge dei radicali e del “Dio” Pannella, il papa delle periferie esistenziali ha individuato “diritti” superiori al vetusto accatastamento dottrinale cattolico. Può essere papa, chi si vergogna di condannare i peccatori, chi abolisce peccato e pena, e tresca con i nemici di Dio e della Chiesa?

Gianni Toffali

 

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