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Confessioni uniche dell’artista/tifoso Roberto Vecchioni

Quest'anno vi prometto che il Napoli sarà primo. Mazzarri è una bella macchietta, può essere anche il più grande allenatore al mondo ma se non ride c'è poco da fare.

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“Mi illumino di greco. Da grande farò l’enigmista perché le altre cose passano, l’ispirazione si perde ma l’enigmistica è una cosa che mi ha sempre affascinato. Mazzarri è una bella macchietta, può essere anche il più grande allenatore al mondo ma se non ride c’è poco da fare. Quest’anno vi prometto che il Napoli sarà primo.

La canzone Chiamami ancora amore me l’ha ispirata Berlusconi in ascensore: ero arrabbiato con le sue politiche e mi rispose adda passà a nuttata.

Il silenzio è un’invenzione meravigliosa di Dio. Il presente viene dal passato, lasciamoci spalancare il petto e la mente dai classici greci: bisogna imitare sempre la felicità degli animali. Mia moglie mi ha salvato la vita. quando l’ho conosciuta sono svenuto. E le donne napoletane sono intelligenti oltre che belle, devono esserlo per forza per avere a che fare con maschi un po’ canaglie, folkloristici”.

Così Roberto Vecchioni (che ha entrambi i genitori napoletani), con sigaro in bocca in barba ai medici (“perchè la vita va consumata”) e tazzone di una strana miscela unica di caffè e decaffeinato serviti insieme si mette a nudo e parla del suo ultimo libro “Il mercante di luce” scritto in 59 anni, al quinto posto dei libri più venduti in italia in assoluto non solo nella narrativa, ospite a Radio Club 91 nel programma “Le serernate” condotto da Janpa Serino e Marta Marandola, programma nel corso del quale ci accorgiamo anche di una strana somiglianza tra “Madre”, una canzone edipica non molto conosciuta di Vecchioni e “Ogni Volta” di Vasco Rossi (“Ho cominciato a radio Punto Zocca con Vasco, la prima radio libera di italia bel 74.

Vasco era bravo a poker e anche come dj. Già si capiva che era una persona particolare”) ma se gli chiedi se ne ha avuto percezione di plagio risponde: che non gli “importa nulla, ho troppo rispetto per lui”. E sulla famiglia: “Dico sempre ai figli: uscite da tutte le finestre di questa casa e se volete rientrate dalla porta. Adesso la casa è vuota ma mi mancano le loro voci. L’amore è libertà, amate la vita, ne vale la pena sempre e nonostante tutto” . L’amore il filo conduttore delle sue passioni. “Il rapporto più bello è quello con mia moglie (Daria Colombo, ndr). Sono un Peter Pan, non capisco le cose pratiche. Ma su di lei posso sempre contare.

Ci siamo conosciuti quando avevo 37 anni, all’Ala d oro, un concorso. Lei lavorava in tv era una modella, si era laureata in lettere e quella sera sarebbe stata premiata per un programma televisivo. L’ho vista e ne ho perso la testa. Era una di quelle che sembra ma non è. C’ho messo due mesi per averla mia. Lei è la seconda moglie ma è la donna della mia vita.

Con lei ho capito che significa essere amati non perché sei famoso ma perché sono io. Sono tantissimi i litigi che scappiano a casa ma si torna sempre però”. Sotto mentite spoglie il Sergente York gioca con le parole crittografate facendo parte di una setta dell’enigmistica italiana su una rivista che si chiama la Sibilla. Intanto ci parla del suo ultimo romano che ha avuto un successo particolare superiore agli altri 7 romanzi: in soli 25 giorni alla terza ristampa.

E si stupisce perché l’argomento non è il solito amore ma “una storia sulla letteratura greca. E’ difficile che la gente se ne possa innamorare. Solo chi non ha sentore non ha idea può pensare che la lingua greca sia una cosa dimenticata, il presente viene dal passato. Tutto quello che è stato elaborato nel mondo greco è stato portato al futuro, grandi autori hanno preso tutto dai valori e dai disvalori greci. I ragazzi però non hanno feeling con queste materie perché l’errore è iniziale: pensano che queste cose non servano nella vita. Le prendono come qualcosa di facoltativo. Le tre -i- inglese industria e internet.

Il problema da sempre è che queste cose prese da sole non ti danno luce bisogna cogliere il senso di quello che fai, che sia un amore un incontro una conoscenza. Vado a dormire felice perché ho sempre la sicurezza che il dolore sia più forte dell’uomo.

“Non è possibile che gli uccelli cantino quando passa la tempesta, e gli uomini non sappiano nemmeno esser felici del sole che gli resta, la frase che è di un autore greco un anonimo dell’ellenismo che ripeteva moltissimo Rose Kennedy. Il messaggio è vivere sempre e comunque nonostante tutto. E devo molto al greco l’ho iniziato ad imparare a 11 anni quando ho scoperto un libro di mio padre che leggevo di notte. Adoro la notte, è l’unico momento di quiete”.

Nel libro parla di due personaggi con due problemi opposti ma simili: un padre per giunta impotente che non sa vivere e tutto gli va male mentre il figlio deve morire e lo sa. Uno ha paura della vita e l’altro della morte alla fine nessuno ne avrà più. Nel libro in parte autobiografico c’è un po’ la storia del figlio minore malato di sclerosi multipla ma che ama la vita e studia cinema.

L’artista che ha la barba perché sta per girare un film con Castellitto tratto da un romanzo della moglie Margaret Mazzantini confessa che nella vita ha fatto tutto gli manca solo il tabaccaio e il benzinaio e nonostante riceva centinaia di email al giorno trova il tempo per rispondere alle più originali. Come quella volta in cui nel 2001, un appassionato delle sue canzoni dopo un elogio lungo 7 righe gli chiese 100 milioni di lire “tanto – a suo dire – sono un idealista e i soldi per me non contano nulla”

Francesca Cicatelli

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