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Confunisco, IMU e terreni agricoli

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Come Associazione che assiste e tutela le imprese agricole, e qualsiasi cittadino presente sul territorio nazionale, Confunisco non concorda con l’estensione dell’Imu su alcuni terreni agricoli finora esenti.  Il pagamento da effettuare entro il 26 gennaio, non va eseguito, poiché in seguito, qualora ci fosse l’estensione dell’obbligo, occorrerebbe un rimborso dell’imposta pagata.

Il decreto Irpef (Dl 66/2014) affidava al Governo il compito di ridefinire con un decreto interministeriale il perimetro dei terreni agricoli esenti da Imu. Ciò, con l’obiettivo di far entrare nelle casse dello Stato 350 milioni di euro in più rispetto al 2013. Il Dm, posto in Gazzetta Ufficiale solo il 6 dicembre accendeva le proteste di chi in precedenza era esonerato e ora avrebbe dovuto pagare. Diretta conseguenza: pagamento rinviato al 26 gennaio 2015 per i terreni montani. Sotto accusa, il parametro altimetrico adottato per l’imposta 2014 che non tiene conto delle caratteristiche territoriali e delle coltivazioni. L’applicazione del tributo prevedeva, infatti, un’esenzione in modo indifferenziato solo per i terreni montani al di sopra di 600 metri d’altitudine, esenti invece quelli coltivati da imprenditori agricoli professionisti e coltivatori diretti tra i 600 metri e i 281 metri d’altitudine, mentre al di sotto erano tutti tenuti all’intero versamento.

Rivivono dunque i criteri altimetrici congelati sino ad ora, creando in questo modo, caos per i versamenti che non potranno essere realizzati in un lasso di tempo così ristretto. Tale imposta dimostra indifferenza verso le legittime aspettative delle imprese agricole.

Confunisco chiede quindi ai responsabili politici e ai ministri competenti dell’Economia e dell’Agricoltura una riconsiderazione generale delle norme di esenzione per i terreni agricoli delle zone montane.  

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