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Consigli per tutelare pazienti e caregiver dall’Alzheimer

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Uninteressanteindagine Alzheimer: deep understanding survey portata a termine tra Milano, Roma e Napoli, per esplorare sia le problematiche e il vissuto dei caregivers e i bisogni dei pazienti, ha valutato limpatto della malattia nel quotidiano del paziente del caregiver, nonché lesperienza nei centri di cura e le attese di supporto.

Dallo studio si evince che, in Italia, un caregiver su quattro è già over 65 e otto volte su dieci è donna (moglie, figlia, nuora del malato). Nel complesso, sono due milioni e dedicano ai malati più di quindici ore al giorno, per un totale di sette miliardi di ore di assistenza allanno, ritagliando per se stesse appena 4 ore a settimana di tempo libero. LAlzheimer assume un impatto altissimo sulla qualità della vita dei caregiver e dei familiari, con un cambio radicale delle abitudini di vita, la riduzione del tempo e delle risorse da dedicare al resto della famiglia e al lavoro come spiega Patrizia Spadin, presidente dellAIMA, Associazione Italiana Malattia di Alzheimer.

Risulta enorme laffaticamento fisico, con sonno compromesso e annullamento dei propri spazi vitali e personali. Vi è dunque da sottolineare limpotenza in confronto allevoluzione della patologia, aggravata dallassenza di farmaci incisivi, la fatica e lo stress nella gestione quotidiana del malato per limprevedibilità giornaliera e gli eventuali comportamenti aggressivi che portano con sé frustrazione nel vedere non riconosciuto il proprio sforzo, il senso di colpa per avere trascurato i primi segnali, la vergogna e limbarazzo per eventuali comportamenti inadeguati.

Ecco, dunque, alcune regole per tutelare pazienti e caregiver. Regole da seguire per predisporre una rete di assistenza capace di tutelare non solo i malati di Alzheimer, ma anche chi si occupa di loro, i caregiver.

E opportuno avviare la promozione di una maggiore sensibilità sociale sullAlzheimer, facilitandone il percorso diagnostico e sensibilizzando lopinione pubblica verso una presa in carico globale del malato;

favorire maggiore condivisione e comunicazione sul progetto terapeutico allinterno dei centri di cura; supportare la gestione pratica e quotidiana del malato;

fornire supporto psicologico;

favorire laccesso a contesti sociali protetti e dedicati al malato di Alzheimer;

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