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Consulta decide su adozione a coppia di donne sposata in Usa

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Bologna, 12 nov. – Sara’ la Corte Costituzionale a decidere sul caso della coppia di donne che ha chiesto di veder riconosciuta anche in Italia l’adozione, stabilita dai giudici statunitensi, della figlia biologica minorenne di una delle due nei confronti dell’altra. E’ quanto ha disposto, con un’ordinanza, il tribunale dei minorenni di Bologna nel valutare l’istanza presentata dalla coppia sposata negli Stati Uniti e residente in Italia su cui la Procura aveva dato un parere negativo. Entrambe sono diventate madri con la fecondazione eterologa da donatore anonimo e ciascuna, con sentenze dei tribunali americani, ha ottenuto l’adozione del figlio dell’altra. Una delle due donne, successivamente, ha avuto la cittadinanza italiana: si e’ poi trasferita a Bologna con la famiglia e ha chiesto che le venga riconosciuta anche qui l’adozione della figlia della moglie.
Secondo i giudici, che hanno citato una serie di sentenze della corte costituzionale “il matrimonio celebrato all’estero tra persone di sesso uguale non e’ piu’ considerabile come contrario all’ordine pubblico: la concezione – si legge nell’ordinanza del tribunale – secondo cui la diversita’ di sesso dei nubendi e’ presupposto indispensabile, per cosi’ dire naturalistico delle stessa esistenza del matrimonio, non e’ piu’ condivisibile alla luce del mutato quadro sociale ed europeo. Il matrimonio same sex, infatti, non e’ inesistente ma improduttivo di effetti giuridici in Italia per l’assenza di una specifica legge”. Per i giudici, si “sgretola” allora “uno dei principi che ostava al riconoscimento, in Italia, di un legame familiare tra un minore e due genitori omosessuali: che il rapporto tra i medesimi urtasse contro l’ordine pubblico interno”. Il Tribunale dei minorenni di Bologna ritiene necessario “sollevare questione di legittimita’ costituzionale” degli articoli 35 e 36 della legge 184/1983 (sulle adozioni internazionali) nella parte in cui “non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponda all’interesse del minore adottato il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia”. Per l’avvocato Claudio Pezzi, che rappresenta la coppia “il tribunale ha dimostrato ancora una volta di essere molto attento e di approfondire ogni singolo caso. La strada scelta, quella di affidarsi alla Corte costituzionale, porta – ha concluso il legale – ad una revisione del sistema e non del caso concreto”.

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