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CONTE OTTIMISTA MA SALVINI E DI MAIO DICONO CHE LA MANOVRA NON SI TOCCA,

Nicola Valeri per la politica Italiana

Mentre il premier da Buones Aries al vertice G20 è ottimista sui negoziati con l’Europa sulla Manovra, Salvini e Di Maio tallonati dai rispettivi elettorato dicono si al negoziato ma le cifre sul reddito di cittadinanza e quota 100 per abolire la legge Tornerò non si toccano. Ma JUNCKER e i commissari europei ammonizioni che quel 2,4% va rivisto è sembra che nel mirino della Commissione di Bruxelles c’è proprio il reddito di cittadinanza e quota 100 tanto cari a DI Maio e Salvini per cui i rispettivi elettorati aspettano già dal prossimo anno anche se si è consapevoli che vi sono molte incertezze su modalità, cifre e tempi. Intanto non si capisce l’eventuale reddito di cittadinanza a chi tocca e quanto viene erogato ogni mese. Di Maio dice che si parte ad Aprile 2019 ma si potrebbe oscillare anche a Maggio/Giugno e la cifra addirittura non sarebbe di 780 euro ma facendo i calcoli con i soldi previsti in manora si va a -200 euro al mese e sarebbero dei soldi caricati su una card che si possono spendere in centri commerciali convenzionati. Anche sulla Quota 100 si parla di una platea enormemente ridotta per cui numerosi lavoratori al limite della pensione sono molto disorientati. Intanto nel governo, è inutile negarlo cadono altre tegole a parte l’Europa e sul tappeto vi è il Decreto Sicurezza e il Global CONTACT di cui si è aperta una frattura all’interno del M5S guidata dal presidente della Camera, Roberto Fico che sul Global CONTACT ha detto che bisogna aderire come già avevano dichiarato in un primo momento il premier Conte e il ministro degli Esteri, Moavero Milanese e quindi si è creato un fronte contro la Lega di Salvini che dice che è il Parlamento a dire l’ultima parola. È una vera spina nel fianco che veda una maggioranza dividersi e in caso di voto parlamentare sarebbe il Pd  ad essere decisivo votando insieme al M5S e LEU mentre Forza Italia è divisa. Con la Lega c’è Fratelli D’Italia che invitava il governo a non firmare questo piano Onu per i migranti. Poi vi sono le questioni condono e lavoro nero che hanno coinvolto la famiglia Di Maio che stanno creando fibrillazioni nello stesso Movimento 5 Stelle con una fronte di una trentina tra deputati e senatori dell’area ortodossa che fa capo a Fico anche se non ufficialmente esprimono un po di ‘mal di pancia’ sul fatti che coinvolgono il vicepremier.

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