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CONTINUA IL BRACCIO DI FERRO TRA GENNARO SAVIO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ISCHIA

GENNARO SAVIO: "CARO ENZO FERRANDINO, BASTA IPOCRISIA, PER RENDERE LE STRADE SICURE COMINCIATE A FARE IL VOSTRO DOVERE DÌ AMMINISTRATORI COMUNALI ASFALTANDOLE E METTENDO FINE AI PAUROSI ALLAGAMENTI CHE SI VERIFICANO AD OGNI ACQUAZZONE!"

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=qvPg1AjLm8Q

Scandaloso nel comune di Ischia. Mercoledì pomeriggio 15 maggio 2019, come potete vedere dalle immagini che vi stiamo mostrando, come al solito è bastato un acquazzone per allagare completamente alcune strade comunali dove, da decenni, a causa dell’inadeguato sistema di smaltimento delle acque piovane, la pioggia sul selciato scorreva come sul letto di un fiume in piena, con tutti i gravissimi pericoli che questo comporta per l’incolumità di pedoni, automobilisti e scooteristi. Le situazioni più critiche le abbiamo filmate in via Gian Battista Vico, in via Fondo Bosso nei pressi dell’Istituto scolastico alberghiero dove l’acqua superava persino il bordo del marciapiede e ai Pilastri, all’incrocio con via Arenella teatro, nel 2006, della tragica frana di Monte Vezzi che vide la morte di Luigi Buono e delle sue tre adorate figlie. Da allora, neppure la morte di quattro innocenti è servita a far si che l’insensibile, incapace ed inadeguato potere politico degli ultimi tredici anni si prendesse la briga di fermare gli allagamenti in zona e di asfaltare quella strada: che vergogna! La vergogna degli allagamenti stradali, la cui responsabilità politica ricade su  tutte le amministrazioni comunali che hanno disamministrato Ischia negli ultimi decenni di cui l’attuale sindaco Enzo Ferrandino è stato quasi sempre esponente di spicco, si somma all’incredibile e pauroso dissesto stradale di cui è martoriata gran parte della rete viaria comunale. Ci sono ovunque buche e asfalto divelto a rendere pericolosissimo il selciato come, ad esempio, in via dello Stadio e in via Leonardo Mazzella. Persino in via Sogliuzzo, nel punto in cui morì la piccola Marianna di Meglio, l’amministrazione Ferrandino non si ò degnata di far mettere in sicurezza quel tratto di strada: da non credere! E che dire della drammatica situazione presente nel parcheggio di via Mirabella dove alla modica cifra di due euro all’ora gli automobilisti sono costretti a parcheggiare su di un pericolosissimo tappeto di radici di pino? Com’è possibile che il Comando di Polizia Municipale non sequestri l’area pretendendo che il selciato venga messo in sicurezza? Aspettiamo che ci scappi prima qualche grave incidente visto la grave pericolosità per pedoni e scooteristi in modo particolare?  Per non parlare di via Pontano dove i sanpietrini, divelti o staccatisi rappresentano un reale pericolo di morte per chiunque attraversa questa centralissima strada ischitana. E pensare che proprio in questi giorni, a seguito della tragedia che ha colpito il giovane Francesco Taliercio, a riguardo della sicurezza stradale, minacciata anche dagli allagamenti e dal pauroso dissesto, il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino ha scritto sul suo profilo FaceBook: “Confido, d’intesa con i Sindaci degli altri comuni dell’isola e con i rappresentanti delle forze dell’ordine già impegnati sul territorio, di avviare un percorso che possa portarci a diminuire i rischi -oggi elevatissimi- sulle strade della nostra isola, per l’incolumità dei nostri figli e di chi sceglie l’isola come meta di vacanza e di svago”. Caro Enzo Ferrandino, per rendere più sicure le nostre arterie stradali basterebbe che come amministratori faceste solamente il vostro dovere, quello che non avete mai fatto negli ultimi venti anni e cioè di asfaltare ed evitare gli allagamenti. E visto che non lo fate da sempre, bene fareste innanzitutto a tacere e poi ad andarvene a case chiedendo mestamente scusa agli ischitani per farci rischiare quotidianamente la vita nell’attraversare le nostre strade. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, guidato dal segretario generale Domenico Savio, chiede con forza la messa in sicurezza della nostra sede stradale attraverso il rifacimento delle arterie dissestate e con la fine dei pericolosissimi allagamenti.

Gennaro Savio

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