Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha affermato durante un’audizione in Senato: “Stiamo osservando che il virus perde potenza; evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità”.

Dello stesso parere anche Matteo Bassetti, direttore del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova: “A marzo questo virus era uno tsunami, ora è diventato un’ondina. Forse è perché ha già colpito i soggetti più fragili, facendo una “selezione naturale”, o forse si è depotenziato. È un’iniezione di fiducia per la fase 2, ma per giudicare se gli italiani si saranno comportati bene ci vorranno 2-3 settimane“.

Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia all’Ospedale San Raffaele di Milano e professore all’Università Vita-Salute San Raffaele, intervistato dal Corriere della Sera afferma che il Covid-19 sta lentamente perdendo potenza: “L’infezione non sfocia più nella fase gravissima, la cosiddetta “tempesta citochinica”: lo vediamo in ospedale, anche se per ora è solo un’osservazione empirica. In generale sono in forte calo i pazienti che hanno bisogno di ospedalizzazione, l’epidemia c’è ancora ma dal punto di vista clinico si sta “svuotando“.

Infine, una speranza per i mesi caldi: “Come ha giustamente osservato il virologo americano Robert Gallo, la diffusione di Sars-CoV-2 ha dapprima interessato l’emisfero Nord e ora si sta spostando nei Paesi dell’emisfero Sud, dove sta iniziando la stagione invernale“.