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Coronavirus, scuole e atenei chiusi fino a metà marzo. Raddoppiano i posti in terapia intensiva. In Emilia Romagna due assessori regionali positivi al test

Nuova vittima nelle Marche: è un anziano di 88 anni. Coppa Italia, rinviata Napoli-Inter. Si valuta allargamento della zona rossa a nord di Bergamo. Patuanelli in auto-isolamento al ministero dello Sviluppo ECCO QUANDO SCRIVE LA STAMPA RADIO ANTENNA CAMPANIA NEWS IERI SI DICEVA ALLA FINE DEL MESE OGGI FINO AL 15 MARZO

domani fino al 15 marzo. Dopo una riunione durata tre ore, il  governo riunito a Palazzo Chigi ha deciso la misura estrema. La decisione di una serrata, secondo l’agenzia Adnkronos, potrebbe riguardare anche cinema, musei e teatri anche se nessuna decisione è ancora stata presa. In mattinata dalla Puglia le parole del governatore Michele Emiliano: «Lo dico chiaramente: invito tutte le famiglie a non mandare a scuola i propri figli perché non sono obbligati a mandarli» ha detto durante la conferenza stampa convocata a Bari per illustrare l’ordinanza con la quale i dirigenti scolastici di tutte le scuole di ogni ordine e grado della Puglia fino al 15 marzo possono attivare modalità di didattica a distanza. La stessa disposizione è stata emanata anche per i rettori delle Università e per i vertici delle istituzioni di alta formazione. «Meglio tenere le scuole chiuse – ha commentato il virologo Roberto Burioni –  Vanno adottate tutte le misure necessarie per contenere il contagio e rallentarlo. Altrimenti si accetta il rischio di infettare e di infettarsi. E’ giusto chiudere le scuole in tutte le zone in cui ci sono casi infetti, tenendo conto che questi si stanno diffondendo in tutta Italia».  Il governo starebbe valutando anche l’allargamento della zona rossa all’area a nord di Bergamo, in un’ara dove risiedono oltre 25 mila persone attorno ai Comuni di Nembro e Alzano Lombardo, in valle Seriana. In provincia di Bergamo sono 372 i positivi già accertati, tra i quali c’è anche il sindaco di Nembro. Secondo fonti dell’esecutivo tuttavia da lunedì potrebbero entrare in vigore  misure restrittive valide per tutto il territorio nazionale. Alle 16 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte farà il punto con i presidenti delle Regioni. Il premier potrebbe parlare questa sera in diretta televisiva per annunciare le iniziative per contenere l’epidemia.  A Palazzo Chigi non si è presentato per il vertice il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che si trova in auto-isolamento nella sede del Mise, dove resterà sino a martedì. La misura, precauzionale, è stata decisa perché il 25 febbraio scorso il ministro aveva incontrato per 15 minuti l’assessore lombardo Alessandro Mattinzoli, risultato positivo al Covid-19. Un primo tampone ha dato comunque esito negativo.

Terza vittima nelle Marche
Il contagio registra intanto una nuova vittima, la terza nella Marche: si tratta di un paziente di 88 anni, con patologie pregresse, ricoverato all’Inrca di Ancona, l’istituto nazionale ricovero e cura di anziani, e deceduto nella notte. La conferma e’ arrivata dalla Regione Marche, dove i casi positivi sono 84, di cui 72 in provincia di Pesaro e Urbino, con 14 pazienti in terapia intensiva. Mentre nel nostro Paese i casi continuano a crescere, è pronto intanto il piano per aumentare i posti di terapia intensiva. Una circolare del ministero della Salute prevede un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive. Per mantenere un’adeguato livello di assistenza nelle zone colpite da Covid-19, inoltre, «deve essere pianificato un programma di turnazione, reclutando anche operatori che svolgono attività in altre aree del Paese meno sottoposte a carichi assistenziali legati alla gestione dei pazienti affetti dal coronavirus». Il contagio arriva anche negli ufficio della Regione Emilia-Romagna: due assessori sono risultati positivi al test, negativo il presidente Stefano Bonaccini.  Ad aver contratto il virus Raffaele Donini (Sanità) e Barbara Lori (Programmazione territoriale e montagna),che si trovano ora in isolamento presso le loro abitazioni. A Fornovo, in provincia di Parma, un carabiniere è stato trovato positivo al test provocando la chiusura della stazione dell’Arma.

Rinviata Napoli-Inter
Intanto è’ stata rinviata dal prefetto di Napoli Marco Valentini la partita Napoli-Inter valida come gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia in programma giovedì sera allo stadio San Paolo. Nel suo provvedimento, il prefetto rileva che per Napoli-Inter sono stati venduti «circa 40 mila biglietti», e questo «determinerebbe inevitabili assembramenti per controllare gli ingressi allo stadio», sottolineando che «il provvedimento di divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia, già assunto per motivi di ordine pubblico, non risulta sufficiente a prevenire la possibilità del contagio».

Pronte le misure per il telelavoro: il ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha emanato la circolare sullo smart working. Le amministrazioni pubbliche sono invitate a incentivare lo smart working e se non ci sono abbastanza computer o c’è «indisponibilità o insufficienza di dotazione» il dipendente «che si renda disponibile» può anche utilizzare «propri dispositivi» come pc o tablet.

Coronavirus, Renzi: “Serve uno che comandi e ogni giorno un messaggio chiaro”

Arriva intanto la bordata del leader d Italia Viva Matteo Renzi: «Ha senso tutta questa autonomia delle Regioni? Se il premier dice scuole aperte e il governatore X dice scuole chiuse due ore dopo, diamo l’idea di essere il Paese di Pulcinella» dichiara  a “Circo Massimo” su Radio Capital. «Sul Titolo V il caos ha vinto. Serve una clausola di supremazia in cui, in caso di emergenza, c’è uno che comanda. Io non sono il premier ma ci deve essere una catena in cui tutti i giorni il messaggio deve essere chiaro. Su questa parte, alla fine dell’emergenza, dovremo ragionare». A sottolineare la necessità di «presidi forti centrali» è anche il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano (Pd):  «Ciò che è emerso in questa emergenza è avere un coordinamento vero che esista. Perché ci sono state ore in cui sembrava che ognuno andasse in ordine sparso. E questo non è accettabile» afferma intervenendo ad “Agorà” su Raitre. e città colpite

Va registrata anche una  buona notizia: a Parigi riapre il museo del Louvre, che era stato chiuso per l’emergenza domenica scorsa. Lo ha annunciato la direzione dopo una riunione con il personale. Il bollettino dell’Organizzazione mondiale della Sanità tuttavia non lascia spazio all’ottimismo. In 24 ore (dato aggiornato a mezzanotte di martedì 3 marzo) sono stati registrati nel mondo 1.922 nuovi casi di coronavirus: l’80% di questi si concentrano in Italia, Iran e Corea del Sud. Nel nostro Paese la giornata di martedì ha registrato due record:  il maggior numero di vittime in un giorno dall’inizio della diffusione del virus, 27, ovvero il 52% in più rispetto a lunedì per un totale di 79, e il primo neonato ricoverato, in Lombardia, un piccolo di pochi giorni che fortunatamente non è in condizioni critiche. La situazione, secondo la Protezione civile, resta di grande incertezza perché l’andamento dei numeri non consente ancora di valutare con certezza l’impatto dell’epidemia nel nostro Paese e quindi di prevedere l’evoluzione del contagio.  I guariti sono 160 mentre i malati sono 2.263, 428 in più rispetto a lunedì, con una crescita del 23%. La maggior parte degli ammalati,  l’88%, resta nei confini di tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto: è il segno, ribadiscono gli esperti, che al momento non esistono altri grandi “focolai”. I viaggi «non essenziali» nelle regioni del Nord Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria) sono stati sconsigliati ieri dall’Olanda: il ministero degli Esteri dei Paesi bassi ha innalzato ad arancione il codice.

E’ stato aggiornato intanto il bollettino della Regione Veneto: i contagi da coronavirus salgono a 360, con un  incremento di 27 casi rispetto alle 1730 di ieri. Sei i decessi. La giunta Zaia ha disposto l’incremento di 534 posti letto complessivi in tutte le aziende sanitarie del territorio e presso le aziende ospedaliere di Padova e Verona. I nuovi posti letto aggiuntivi sono suddivisi tra le Terapie Intensive e i reparti di Pneumologia (Ospedali Hub) e Malattie Infettive.  «Noi ci consideriamo tutta una zona rossa, trovo assurdo pensare che solo una parte della Lombardia sia zona rossa cosi’ come per il Veneto e l’Emilia-Romagna» ha dichiarato il presidente del Veneto dopo il vertice alla task force Protezione civile di Marghera. «Siamo ormai toccati da vicino- ha spiegato- da un lato perché i focolai ci sono in tutte le province del Veneto, dall’altro perché comunque il danno diretto e indiretto l’economia lo subisce sempre: sia che abbia un cittadino malato sul suo territorio o che non c’è l’abbia. Noi porteremo avanti questa sfida facendo capire che realtà come le nostre, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, rappresentano sostanzialmente il Pil italiano, noi abbiamo 150 miliardi di Pil all’anno e quindi la recessione del Veneto è la recessione del Paese. Proprio oggi- ha anticipato – avremo un incontro con il presidente del Consiglio e presenteremo una serie di misure assieme alle altre regioni delle zone rosse, Lombardia ed Emilia-Romagna e chiederemo misure urgenti per il mercato, per le imprese, per il turismo in particolare e una campagna di promozione a livello internazionale del nostro tessuto produttivo».

In Piemonte 81 casi poIn Piemonte sono 81 i casi risultati positivi: 41 in provincia di Asti, 15 nell’Alessandrino, 11 in provincia di Torino, 5 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara e 3 nel Vercellese. Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato al momento confermato un solo caso, sugli 81 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto. Lo ha reso noto la Regione, precisando che 25 persone sono tuttora ricoverate in ospedale. Di questi, 19 sono ospitati in reparti di malattie infettive: 6 ad Asti, 4 a Novara, 5 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 2 a Vercelli. Altri 13 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva. Finora sono 514 i tamponi eseguiti in Piemonte, 407 dei quali risultati negativi.

Secondo l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, che mercoledì mattina ha fatto il punto nel corso della seduta straordinaria «altre città e altri paesi entreranno nella cosiddetta “zona rossa”: alcune di queste cittadine hanno avuto dei link diretti con casi che sono stati segnalati nella nostra regione, in particolare mi riferisco ad Alzano Lombardo e ai casi che sono stati direttamente correlati con alcuni nostri primi casi sul territorio regionale, mi riferisco in particolar modo al nucleo familiare che è residente a Fiumicino ed attualmente è ospite come paziente allo Spallanzani». Nel Lazio i casi finora registrati sono 22, persone che nella maggior parte dei casi «hanno avuto contatti con i territori della Lombardia, in particolare modo con l’area del Bergamasco». L’assessore ha annunciato un rafforzamento delle strutture sanitarie:  «A oggi abbiamo 590 posti in terapia intensiva e siamo pronti ad aumentarne a ulteriori 173 posti dedicati alle malattie infettive, raddoppieremo i posti e la capacità ricettiva dell’istituto Spallanzani e il resto della rete dovrà supportare questo sforzo importante».

Coronavirus, Gallera: “1520 positivi in Lombardia, gli over 65 restino a casa”

Ora dopo ora, tuttavia, al puzzle dell’emergenza si aggiungono nuovi tasselli.  In Abruzzo, a Vasto (Chieti) il sindaco Francesco Menna ha ordinato la chiusura per quattro giorni delle scuole di ogni ordine grado «a seguito della comunicazione da parte del Dipartimento di Prevenzione della Asl di un caso positivo al Covid-19, una unità di personale del polo liceale “Raffaele Mattioli”».  A Pontremoli (Massa Carrara) chiusi in via precauzionale il pronto soccorso e il reparto di Medicina dell’ospedale: un paziente ricoverato nel reparto dopo essere passato per il pronto soccorso – ha spiegato l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest – è risultato positivo al test. Attività sospese per l’intera giornata di giovedì per la sanificazione degli ambienti e per attivare la quarantena di pazienti e personale a potenziale rischio contagio. I sindaci della Lunigiana hanno chiesto alla Regione di valutare la chiusura delle scuole nell’area e in attesa della decisione hanno disposto una giornata di sanificazione degli edifici scolastici per mercoledì 4 marzo.

Nei comuni fantasma della Val Seriana nel Bergamasco: qui potrebbe nascere una nuova “zona rossa”

Lezioni sospese mercoledì a San Marco in Lamis (Foggia) dopo la morte di un uomo di 75 anni che avrebbe contratto il Covid-19.  Sospetto caso positivo anche a Livorno dove un uomo di circa 50 anni è ricoverato in isolamento nel reparto di Rianimazione: è in condizioni critiche. L’uomo si era presentato autonomamente al pronto soccorso: tutti gli operatori sanitari che avevano avuto contatti con lui sono stati posti in quarantena.  Sospensione dei ricoveri e quarantena per medici e infermieri anche nell’Unità di terapia intensiva e respiratoria dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dopo che un paziente ricoverato è risultato positivo.

Nel Lodigiano, intanto, arrivano i rinforzi dell’esercito richiesti dalla sanità lombarda a supporto delle strutture sanitarie: i primi sono tre medici (un cardiologo e due anestesiti) e quattro infermieri. Da Codogno arriva l’allarme del sindaco Francesco Passerini: «Stiamo rispettando in modo assolutamente responsabile le direttive del governo, ma ci sono 3.400 attività bloccate da venti giorni che se non avranno  un sostegno richiano di non riaprire».  Controlli sul coronavirus con momentaneo isolamento mercoledì mattina per una nave con 50 marittimi a bordo attraccata alle riparazioni marittime di Genova, la Gnv Rhapsody. L’Usmaf (ufficio di sanità marittima e di frontiera) ha comunicato che un passeggero sbarcato a La Goulette in Tunisia il 27 febbraio era risultato positivo al virus.

A Crema un 75enne calabrese residente a Codogno che era stato condotto nel pomeriggio di martedì all’ospedale Maggiore con broncopolmonite e positivo al Coronavirus, mentre era in attesa ha deciso di andarsene: ha raggiunto la stazione e ha preso un treno per Cremona. Il personale del pronto soccorso ha avvisato i carabinieri, che gli hanno telefonato convincendolo a dire dove si trovava e i militari di Cremona al suo arrivo lo hanno scortato all’ospedale della città. Il pensionato è stato denunciato per inosservanza ai provvedimenti dell’autorità.

La paura del contagio arriva anche alle frontiere: un mezzo pesante  proveniente dalla Germania che avrebbe dovuto consegnare materiali a Gorizia per i lavori di sistemazione di una scuola, è rimasto fermo al Brennero, «perché – ha reso noto il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna – non si trovano autisti disposti a guidarlo in Italia». I conducenti del Tir temono non solo il virus, ma anche l’eventuale quarantena che potrebbe essere loro imposta al rientro in patria. Confturismo Confcommercio intanto lancia un nuovo allarme per il comparto: nel trimestre marzo-maggio sono previsti 31,625 milioni di turisti in meno nel nostro Paese, con una perdita di 7,4 miliardi di euro. «La situazione è drammatica – denuncia ul presidente Luca Panaè – Stiamo pagando le conseguenze di  una comunicazione mediatica molto più letale del virus». ED E COSI NON SANNO PIU’ COSA DIRE E COSA FARE

 

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