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Cosa Fare per Fermare il Declino propone il superamento del digital divide.

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Secondo dati del Ministero dellinnovazione aggiornati al 30 giugno, il 92% della popolazione residente in Campania risulta coperto da banda larga da rete fissa in tecnologia ADSL; il 4,2% ha copertura solo da connessione wireless e il restante 3,8% rimane in digital divide, ovvero con disponibilità di velocità di connessione inferiore a 2Mbps. Uno studio precedente di qualche mese, realizzato dallAssessorato alla Ricerca Scientifica sulla Banda Larga nei comuni campani, emergeva che erano 303 su 551 quelli soggetti a digital divide, dove cioè il servizio di accesso ad Internet a banda larga o è del tutto assente oppure presente solo in limitate aree territoriali comunali: 104 in provincia di Salerno (43%), 71 nella provincia di Avellino (23%), 57 nellarea del Sannio (19%), 45 in provincia di Caserta (15%) e 26 nellarea di Napoli (9%).<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Incrociando tali dati, significa che le aree periferiche o isolate, meno urbanizzate, sono soggette a digital divide. Un caso emblematico è rappresentato dalla Valle del Fortore, in provincia di Benevento, zona a scarsa densità abitativa, dove in molti dei (piccoli) comuni locali la copertura è assente, situazione confermata anche dal recente Rapporto provinciale sullo stato infrastrutturale della Banda Larga, promosso dallente camerale sannita, i cui risultati, diffusi la scorsa primavera, parlavano di un 70% di territorio provinciale non coperto dalla Banda Larga.

Ma ci sono anche aree del Salernitano, in particolare del Vallo di Diano e soprattutto del Cilento (quindi ad ampia vocazione turistica) dove la Banda Larga è una chimera: in questultimo caso, ci troviamo dinanzi a località che nei mesi estivi vedono la loro popolazione triplicare grazie al flusso dei turisti, ai quali però gli operatori del settore non possono offrire servizi di connessione degni di un paese moderno.

Non solo: la mancanza di infrastrutture informatiche rappresenta uno svantaggio e un costo aggiuntivo proprio per gli imprenditori operanti nel settore turistico.

Eppure il denaro da spendere ci sarebbe: basti pensare ai 18,2 milioni di euro assegnati alla Campania dal Fondo di Sviluppo Rurale per ridurre il divario infrastrutturale con le zone agresti. Una dotazione infrastrutturale del genere consentirebbe alle numerose aree depresse della Campania di diventare appetibili per gli investitori e generare nuova occupazione. Ma il problema, nella nostra regione come nel resto del Paese, è la mancanza di un piano strutturato che includa oltre alla mera realizzazione delle infrastrutture, anche i programmi dalfabetizzazione e gli incentivi fiscali allutilizzo delle-commerce.

 

La nostra proposta

Lobiettivo di Fare per Fermare il Declino, è quello di far sì che Internet diventi una delle infrastrutture cardine per il rilancio dello sviluppo locale. Oltre a far sì che i programmi comunitari di contrasto al divario tecnologico trovino applicazione, il nostro movimento tiene a precisare il candidato capolista in Campania2 Antonluca Cuoco, punta a anche a costruire sullinfrastruttura informatica.

In due modi: trasferendo sempre più funzioni della amministrazioni locali sulla Rete aumentando la percentuale di operazioni amministrative adempibili attraverso il web (e-Government), e procedendo pari passo a programmi di alfabetizzazione informatica tramite corsi e training ai piccoli imprenditori delle Pmi su come e perché utilizzare i canali online, con il supporto di associazioni imprenditoriali e camerali.

Tutti i cittadini che svolgono o vogliono svolgere attività dimpresa dovranno poter chiedere comodamente dal loro pc o smartphone le certificazioni necessarie alle loro attività, come pure procedere ai versamenti contributivi, svolgere operazioni bancarie, pagare i fornitori, interagire con la P.A., ecc. Non solo: attraverso incentivi fiscali bisogna incentivare al massimo lutilizzo delle-commerce nelle transazioni, visto che le imprese italiane siamo tra le ultime in Europa per lutilizzo delle vendite on line.

Una rivoluzione che comporterebbe una riduzione di costi per le Pmi italiane (stando a uno studio 2012 dellUniversità Bocconi), e genererebbe indotto e nuova occupazione in settori altamente innovativi e strategici.

Fare per Fermare il Declino intende affrontare, dichiara Antonluca Cuoco, non solo il problema dal punto di vista tecnologico, ma anche per ciò che riguarda gli aspetti inerenti la necessità di riorganizzazione dei processi interni delle varie Amministrazioni Locali: serve far fronte alla carenza di risorse umane competenti in materia e al mancato cambio generazionale delle forze impiegatizie della P.A..

Oltre ovviamente a quello di razionalizzare la spesa delle strutture locali in progetti utili e non inutilmente faraonici.

Dello stesso avviso il prof. Giuseppe Milano, candidato alla Camera per Campania 1, che guarda anche alle proposte provenienti dalle altre parti politiche L’Agenda Digitale del Governo Monti è condivisibile, ma è largamente insufficiente. Essa infatti manca di affrontare con attenzione due grandi questioni. La prima è quella della piena digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, che non riguarda soltanto l’adozione delle tecnologie più moderne, ma anche e soprattutto la realizzazione di sistemi informativi trasparenti e caratterizzati dal massimo grado di interoperabilità. La seconda è quella della maggiore infrastrutturazione del paese, che non può essere legata solo alla capacità di mobilitare investimenti pubblici, ma è anche e soprattutto una sfida alla capacità del paese di creare un clima favorevole agli investimenti privati: con una giustizia civile più efficiente, garantendo la stabilità delle regole e delegando decisioni al regolatore indipendente

 

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