Quotidiano di informazione campano

Cosa nascondono le espressioni più comuni… e sarò breve! (Mettetevi comodi)

GIUSY PANARELLA PER RADIO PIAZZA NEWS

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Questo appena riportato è solo uno dei tanti esempi che possiamo fare osservando semplicemente, nei casi ripetuti nel tempo, ciò che accade statisticamente nei momenti che seguono determinate frasi e le vere intenzioni, volontarie o involontarie, che si nascondono dietro a banali frasi di circostanza. Stavo leggendo un libro interessante che riportava situazioni del genere e ho pensato di trascriverne qualcuna che ho trovato particolarmente piacevole da leggere e su cui soffermarmi.

Tu mi insegni che… non implica quello che apparentemente può sembrare, ovverosia “Io so questa cosa, tu meglio di me quindi andiamo avanti col discorso” ma, molto probabilmente, “Non so bene ciò che sto per dirti, ma se ti dico tu mi insegni che tu annuirai meccanicamente, e potrò andare avanti senza aver perso punti nella nostra conversazione: tu non sai che io non so, ed io ho avuto un consenso da te”

Vuoi che ti dica…? non è una banale introduzione ad una conversazione, ma è l’incipit di quei chiacchieroni che non vogliono che tu distolga l’attenzione, e cercano di riconquistarla in maniera meccanica (Chi vuoi che sovrappensiero risponda “No, non voglio che tu me lo dica”? …chiunque è portato ad annuire, interessato o meno, a questa intressantissima (sigh) proposta.)

Te lo dico molto onestamente…  (ti sto mentendo).

Perché? Innanzitutto, chi dice la verità quasi sicuramente non ha bisogno di sottolineare, ancor prima di esporre l’argomentazione, che ciò che ti dice corrisponde al vero; in secondo luogo non esistono livelli di onestà: una cosa o è vera o è falsa, per cui molto onestamente non significa nulla.

Solo e Appena sono degli avverbi usati per minimizzare il significato di ciò che si sta per dire, ma che spesso non corrispondono a realtà.

Esempi: “Ti rubo solo qualche minuto!” (probabilmente vi farà perdere molto tempo); “Le ho dato solo una spinta!” (se avesse risposto “Le ho dato una spinta!” la colpa sarebbe ricaduta su di lui, e non sull’incapacità di reggersi in piedi, come invece vuole far trapelare…)

Spero di… non aver parlato troppo, vero? E’ in realtà più un “So di aver esagerato col mio discorso, ma non potrebbe fregarmene di meno. L’importante è che ho terminato quello che avevo da dirti.”

Non vorrei sembrare… (Quello che sembro è esattamente quello che sono

A proposito… (Sminuisco la cattiva notizia che sto per darti, e la alleggerisco facendola passare come qualcosa che mi è venuta in mente all’improvviso, così, per caso)

Se posso… (Tanto non lo farò)

Ci proverò! (Né ho intenzione di farlo né tantomeno, qualora volessi farlo, penso di riuscirci)

Dovresti fare… (Fai esattamente quello che ti ho detto io)

L’avevo detto che sarei stata “breve”, no? GIUSY PANARELLA PER RSADIO PIASZZA NEWS

 

 

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