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Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 17 marzo – La lotta contro un nemico invisibile- “il 17 Marzo, anniversario dell’Unità d’Italia; una ricorrenza che cade in un momento particolare. Un tempo molto difficile. Dimostriamo di essere un grande Paese.

ANTONIO ROMANO PER LA GAZZETTA CAMPANA NEWS

I dati dal sito salute. Gov.it assomigliano a quelli di un bollettino di guerra aggiornati a oggi 17 marzo: ” Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 31506, al momento sono 26062 le persone che risultano positive al virus. Le persone guarite sono 2941. I pazienti ricoverati con sintomi sono 12894, in terapia intensiva 2060, mentre 11108 si trovano in isolamento domiciliare. I deceduti sono 2503, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.”. Io resto a casa per il mio bene e quello degli altri” è divenuto quasi uno slogan da gridare  ai quattro venti. È l’unica arma per combatterlo! Le mura domestiche dovrebbero diventare i bastioni di una fortezza inespugnabile! Non una chiusura alla vita sociale come sembra ma una difesa della stessa!  Di sicuro è un comportamento socialmente responsabile per ostacolare l’epidemia di Covid-19; un orribile  mostro dei giorni nostri!. Una mossa strategica per vincere una battaglia che richiede necessariamente la collaborazione; se puoi, vinciamo, sì come si spera, anche la guerra oltre la battaglia tanto di guadagnato. La circolazione del virus è influenzata e trova la sua forza dai nostri comportamenti. Un dato scientifico è certo, inequivocabile: “Un virus per vivere e replicarsi ha bisogno di cellule, da solo non avrebbe vita!”.  La distanza di sicurezza anti-contagio, pone un prezzo da pagare! Abbandonare le nostre abitudini sociali e soprattutto quelle affettive!  Gli abbracci e le strette di mano, un tempo sinonimo di buona educazione, di convivenza sociale, sono ora momentaneamente sospesi. Non era prevedibile un fatto del genere; mai si sarebbe pensato un evento venuto come un fulmine al ciel sereno a dare una svolta radicale al nostro vivere anche se storicamente altri esempi, tristemente noti, dei secoli precedenti, sarebbero da citare.  Nono ci sono altri modi  per interrompere il meccanismo di trasmissione del virus, come la scienza ci insegna, attraverso le odiate e micidiali goccioline di saliva.  Come tutte le cose hanno le dovute eccezioni: esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Ove richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.  In questo caso ci viene in aiuto Internet; il modello potrà essere anche scaricabile!  Un tale disposizione deve esser presente alla nostra realtà e presa seriamente; è ora di essere dei bravi cittadini di fronte ad un’emergenza che ormai è di portata mondiale! Anche perché una falsa dichiarazione è un reato. Evitare ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico; è la disposizione più dura da rispettare per l’uomo che è un essere sociale nato per l’aggregazione sociale! Altro obbligo sì descrivere la disposizione: È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati d’immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità.  A seguire: Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante. Un plauso a personalità speciali; tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della musica e le eccellenze dello sport hanno ribadito lo Stare a casa È un nemico invisibile: Al momento non esistono evidenze che gli antiretrovirali utilizzati nella terapia di COVID-19 (inibitori delle proteasi) possano fornire protezione efficace contro il contagio da SARS-Cov-2 nelle persone che li assumono per l’infezione da HIV. Attualmente si parla di Decreto “Cura Italia”: misure straordinarie per sanità, famiglie e lavoro. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. In base a informazioni preliminari il virus potrebbe sopravvivere alcune ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso. “È assolutamente possibile che le goccioline di saliva cadendo su alcune superfici dei nostri ambienti familiari piuttosto che lavorativi per un po’ di tempo possano avere al loro interno delle cellule che albergano il virus. È un momento di grave difficoltà: assume l’importanza fondamentale la condizione di lavarsi frequentemente le mani e usare soluzioni detergenti adeguate”. Ci sono delle opportune eccezioni: i lavoratori che non possono fermare la loro attività perché le loro filiere sono vitali. Gli agricoltori e chi lavora nei supermercati, nei trasportatori, nei corrieri, tutti gli esercenti che vendono beni essenziali per il vivere umano. Inoltre c’è chi assicura che le telecomunicazioni e l’energia arrivino in tutte le case, in tutte le aziende. In tale contesto da sottolineare il lavoro delle forze dell’ordine, l’esercito, le polizie locali. Sono lavori fondamentali e vanno protetti e difesi secondo le specificità del loro lavoro; per tutti gli altri possono aiutare il Paese in maniera semplice: stando in casa, limitando ogni possibile contatto. Intanto secondo la richiesta   dell’Agenza Area Nola in tema di Coronavirus, i sindaci del Nolano scrivono a De Luca: ” Analisi dei tamponi anche all’ospedale di Nola” :  “Fare in modo che all’ospedale di Nola si eseguano le analisi dei tamponi per velocizzare la gestione dell’emergenza Coronavirus in caso di picco di contagi”: è la richiesta che i sindaci dell’area nolana hanno inviato al presidente della Regione Campania.  Per i primi cittadini “Ad oggi per eventuali casi sospetti in osservazione all’ospedale di Nola i tamponi vengono inviati due volte al giorno presso l’ospedale Cotugno di Napoli. In caso di forte aumento degli accessi di soggetti a rischio presso l’ospedale di Nola i tempi di risposta delle analisi dei tamponi potrebbero creare grossi problemi nella gestione dell’emergenza”. Da qui la proposta inoltrata anche alla luce del fatto che  “l’ospedale di Nola è strutturato, sia in termini di attrezzature che di uomini, per l’analisi dei tamponi“.
                                                                                             A.R.

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