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Covid-19 – Situazione in Italia IERI SERA ALLE 18

ULTIMISSIME SUL LA GAZZETTA CAMPANA NEWS

La situazione in Italia:

ATTUALMENTE POSITIVI
95262
DECEDUTI
17669
GUARITI
26491

Conferenza stampa delle ore 18 del 8 aprile

  • 139.422 i casi totali dall’inizio della pandemia, le persone attualmente positive sono 95.262, 17.669 deceduti e 26.491 guariti.

Variazioni rispetto al precedente bollettino:

  • 3.836 nuovi casi positivi
  • 542 deceduti
  • 2.099 guariti

Tra i 95.262 attualmente positivi (+ 1.195 rispetto a ieri):

  • 61.557 si trovano in isolamento domiciliare (+ 1.527 rispetto a ieri)
  • 28.718 ricoverati con sintomi (– 233 rispetto a ieri)
  • 3.792 in terapia intensiva (-99 rispetto a ieri)

Sono 807.125 i tamponi effettuati.

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Avviso: a partire dal 28 febbraio il numero dei deceduti sarà confermato dall’Istituto superiore di sanità dopo aver stabilito la causa di morte per Coronavirus.

Caratteristiche dei pazienti deceduti COVID-19 positivi

L’Istituto Superiore di Sanità pubblica due volte a settimana un’analisi sui dati epidemiologici dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia.

Ecco le caratteristiche relative al report del 6 aprile 2020:

Età media

  • 78 anni

Età mediana

  • 80 anni (più alta di oltre 15 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione la cui età media è di 62 anni)

Sesso

  • uomini 67,7%
  • donne 32,3%

Patologie pregresse al momento del ricovero

  • Pazienti con 0 patologie pre-esistenti 3,3%
  • Pazienti con 1 patologia pre-esistente 14,4 %
  • Pazienti con 2 patologie pre-esistenti 20,5 %
  • Pazienti con 3 o più patologie pre-esistenti 61,9%

Aree geografiche con la percentuale maggiore di deceduti

  • Lombardia con 60%
  • Emilia Romagna con il 13,7%
  • Piemonte con il 6,5%.
  • Veneto con il 4,5%

Sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nelle persone decedute

  • febbre 76%
  • dispnea 72%
  • tosse 39%
  • diarrea 6%
  • emottisi 1%

Consulta i Report sulla pagina del sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità.

I primi casi in Italia

I primi due casi di Coronavirus in Italia, una coppia di turisti cinesi, sono stati confermati il 30 gennaio dall’Istituto Spallanzani, dove sono stati ricoverati in isolamento dal 29 gennaio. Il 26 febbraio sono stati dichiarati guariti.
Il primo caso di trasmissione secondaria si è verificato a Codogno, Comune della Lombardia in provincia di Lodi, il 18 febbraio 2020.

Sorveglianza e controlli

Nel nostro Paese è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus e sono stati attivati controlli e screening sotto il coordinamento della task force ministeriale.

L’Italia ha bloccato il 30 gennaio con un’Ordinanza del ministro della Salute tutti i voli da e per la Cina per 90 giorni, oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalle autorità cinesi.

Il Governo italiano ha dichiarato il 31 gennaio lo Stato di emergenza, stanziato i primi fondi e nominato Commissario straordinario per l’emergenza il Capo della protezione civile Angelo Borrelli.

Misure di contenimento

Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge  il 23 febbraio 2020 con misure per il divieto di accesso e allontanamento nei comuni dove sono presenti focolai e la sospensione di manifestazioni ed eventi.

Successivamente sono stati emanati i seguenti decreti attuativi: il Dpcm 25 febbraio 2020, il Dpcm 1° marzo 2020, il Dpcm 4 marzo 2020, il Dpcm 8 marzo 2020, il Dpcm 9 marzo 2020 #Iorestoacasa, il Dpcm 11 marzo 2020 che chiude le attività commerciali non di prima necessità.

Tra le misure adottate anche l’ordinanza 22 marzo 2020, firmata congiuntamente dal Ministro della Salute e dal Ministro dell’Interno, che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Infine iI Governo ha emanato con il Dpcm 22 marzo 2020 nuove ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. Il provvedimento prevede la chiusura delle attività produttive non essenziali o strategiche. Restano aperti alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali.

Le disposizioni producono effetto dal 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

Le stesse disposizioni si applicano, cumulativamente al Dpcm 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

Per effetto del DPCM 1 aprile 2020, tutte le misure per contrastare il diffondersi del contagio da coronavirus sono prorogate fino al 13 aprile 2020.

Il nuovo decreto è entrato in vigore il 4 aprile e sospende anche le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo.

Restano in vigore tutte le precedenti disposizioni stabilite per contrastare l’emergenza coronavirus comprese quelle che vietano a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano e le ulteriori misure stringenti per chi fa ingresso in Italia, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

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