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Crac Deiulemar, verdetto della Corte d’Appello: «Confermato il fallimento»

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TORRE DEL GRECO – Adesso non cè più nulla da fare: la Deiulemar compagnia di navigazione è fallita. A scrivere la definitiva parola fine alla storia del colosso economico di via Tironi – fondato nel 1969 da Giovanni Battista Della Gatta, Michele Iuliano e Giuseppe Lembo – la Corte dAppello di Napoli che ha respinto il doppio reclamo presentato dalle famiglie degli armatori  per «cancellare» la sentenza firmata il 2 maggio dal giudice Massimo Palescandolo del tribunale di Torre Annunziata.Un verdetto prontemente impugnato dalla difesa dei fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta  nonché dal pool di legali di Maria Luigia Lembo – vedova dello storico capitano stroncato da un infarto il 9 marzo durante una perquisizione domiciliare della guardia di finanza – perché la sentenza di primo grado non avrebbe tenuto debitamente conto della richiesta di concordato preventivo presentata proprio nel corso delludienza-clou del 18 aprile. Lobiettivo dellavvocato Astolfo Di Amato – il super-esperto in salvataggi impossibili, rappresentante degli eredi di Giovanni Battista Della Gatta – era la discussione-bis sullammissibilità della proposta di concordato preventivo, mentre il secondo ricorso puntava allaccorpamento della Deiulemar compagnia di navigazione con le società satelliti della Holding a partire dalla «sorella minore» della Shipping. 

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Due diversi reclami che, tuttavia, non sono serviti per sovvertire il verdetto del giudice Massimo Palescandolo e riportare in vita la «banca privata» di Torre del Greco a cui circa 13.000 obbligazionisti avevano affidato i propri risparmi. Una vera e propria doccia gelata per gli armatori, arrivata dopo il fallimento della stessa Shipping: «Attendiamo le motivazioni della Corte dAppello di Napoli – afferma Astolfo Di Amato – ma ritengo improbabile, alla luce dei successivi sviluppi della vicenda, si possa arrivare alla presentazione di un nuovo ricorso». Insomma, gli armatori alzano bandiera bianca e si preparano a fronteggiare lassalto dei creditori. Un assalto che riprenderà il prossimo 29 novembre, quando è in programma il secondo round per lammissione delle domande di accesso al passivo presentate dai titoli dei bond cartastraccia: «Nel corso delludienza – si legge in una nota diffusa dai tre curatori fallimentari della Deiulemar compagnia di navigazione: Giorgio Costantino, Antonella De Luca e Vincenzo Masciello – saranno esaminate le domande con cronologico da 301 a 900. Al termine delludienza sarà fissato il calendario delle successive. Nei termini di legge, prima di ogni udienza, verrà depositato in cancelleria il progetto di stato passivo relativo alle domande oggetto di esame». Sul fronte dellinchiesta penale, intanto, cresce lattesa per la decisione del gip Anna Maria Fattori del tribunale di Roma sulla richiesta di giudizio immediato per gli indagati «eccellenti» presentata dal pubblico ministero Paolo DOvidio. Come già nellaria da alcune settimane, infatti, il pm specializzato in truffe e reati finanziari – titolare del fascicolo sul crac da 800 milioni di euro dopo il verdetto del Riesame di Napoli che a luglio stabilì lincompetenza territoriale del tribunale di Torre Annunziata a causa della presenza tra i creditori di un magistrato del circondario, il giudice civile Angelo Scarpati della sede distaccata di Castellammare di Stabia  – ha deciso di accelerare i tempi, saltando la fase della conclusione delle indagini e passando direttamente alla richiesta di processo per i destinatari dellordinanza di custodia cautelare che il 16 luglio 2012 furono arrestati dalla guardia di finanza. Se il gip dovesse dire sì al giudizio immediato, i tempi di custodia cautelare per gli indagati sarebbero raddoppiati – un anno anziché sei mesi, a partire dallaccoglimento della richiesta presentata dal pm – e si spegnerebbero le speranze di scarcerazione degli armatori per decorrenza dei termini, a oggi fissati per il 16 gennaio. La decisione del gip dovrebbe arrivare a inizio settimana, a ridosso dellennesimo corteo di protesta organizzato dagli obbligazionisti – partenza alle ore 15 del 20 novembre da piazza Santa Croce – per tenere alta lattenzione sulla vicenda.

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