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Crimea: russi occupano le basi Obama,

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 Washington, 20 mar. – Si stringe sempre di piu’ la morsa della Russia sulla Crimea, fresca di annessione sancita dal referendum di domenica scorsa e certificata ieri dal presidente Vladimir Putin. Le forze filo-russe attive nella penisola ribelle nel giro di poche ore hanno preso il controllo di due delle basi militari rimaste sotto controllo ucraino, tra cui addirittura il quartier generale della Marina Militare di Kiev, a Sebastopoli, che e’ stato occupata da manipoli di manifestanti appoggiati da miliziani locali e cosacchi. Barack Obama ribadisce la sua netta condanna all’aggressione russa alla Crimea ma rassicura gli americani che gli Stati Uniti: “Non ci faremo coinvolgere in alcuna escursione militare in Ucraina Penso che neanche gli ucraini riconoscerebbero che per noi confrontarci con la Russia militarmente non sarebbe appropriato e non sarebbe neanche un bene per la stessa Ucraina”. Cosi’ il presidente americano in un’intervista concessa alla rete KNSD, affiliata di San Diego della Nbc.

Mosca ‘valuta’ risposte a sanzioni annunciate dagli Usa

Il presidente americano non ha affatto escluso ulteriori sanzioni ma di sicuro, ha chiarito, non intende inviare truppe contro i russi, con il rischio di scatenare un conflitto le cui conseguenze sarebbero letali ed imprenvedibuili. “Quello che stiamo facendo e’ mobilizzare tutte le nostre risorse diplomatiche – ha spiegato Obama – per essere sicuri di avere una forte colaizione internazionale che mandi un segnale (altrettanto) forte”, alla Russia. Il comandante delle stessa Marina ucraina, contrammiraglio Serghei Gayduk, e’ stato arrestato dopo aver negoziato l’abbandono della struttura con il capo della Flotta russa del Mar Nero, vice ammiraglio Alexander Vitko: a prendere Haiduk in consegna, seppure “temporaneamente” e per “interrogarlo”, sarebbero stati funzionari della Procura di Sebastopoli. La sua cattura e’ stata pero’ rivendicata dalle milizie di auto-difesa, e attribuita anche ad agenti dell’Fsb, i servizi segreti di Mosca. Piu’ tardi il presidente ucraino Oleksander Turchynov ha dato un ultimatum di tre ore per ottenere la liberazione di Gaiduk. Turchynov ha minacciato che in caso di mancato rilascio saranno prese “adeguate misure di natura tecnica e tecnologica”.

La Russia ha chiesto alle autorita’ filo-russe di Crimea di rilasciare senza indugi il comandante delle Marina ucraina, ammiraglio Serhiy gaiduk, catturato stamane dopo che aveva negoziato l’abbandono della struttura con il capo della Flotta russa del Mar Nero, ammiraglio Alexander Vitko. Attaccata e invasa anche un’altra base navale ucraina a Novoozerne, piu’ a nord, dove si e’ rischiato un vero e proprio confronto armato.
  Assediato infine il quartier generale dell’Esercito ucraino nella capitale Sinferopoli: lo circondano individui in uniforme prive pero’ di distintivi. L’esercito ucraino ha posto le truppe in stato di massima allerta di combattimento e il governo ha deciso di abbandonare la Csi, la Comunita’ degli stati indipendenti nata dalla dissoluzione dell’Urss. Kiev si e’ poi appellata all’Onu chiedendo aiuto per “demilitarizzare la Crimea”. Intanto all’Onu la riunione del Consiglio di Sicurezza ha espresso “preoccupazione” per la situazione in Ucraina. Kiev ha replicato al processo di annessione della Crimea a Mosca introducendo l’obbligo di visto per i cittadini russi che vogliono entrare in Ucraina.

Il governo ucraino sta anche mettendo a punto i piani operativi per il ritiro delle truppe e dei civili fedeli a Kiev dalla Crimea: un piano – ha spiegato – che ci consentira’ non solo di ritirare i soldati, ma anche le loro famiglie dalla Crimea, in modo che possano essere rapidamente spostati sul territorio della madrepatria Ucraina”.
  Per tentare un’estrema mediazione, le Nazioni Unite hanno annunciato la partenza per la regione del segretario generale Ban Ki-moon: domani Ban sara’ a Mosca, dove incontrera’ tra gli altri Putin, e il giorno seguente in Ucraina. Nel frattempo pero’ proseguono le ritorsioni incrociate tra Russia e Occidente: il ministero degli Esteri russo ha addossato ai leader dei 28 Paesi Ue la responsabilita’ della decisione del presidente del Consiglio Europeo, Herman van Rompuy, di annullare la prevista visita di oggi a Mosca. Bruxelles ha replicato che la missione non era stata confermata. Il vice presidente americano Joe Biden ha avvertito che gli Stati Uniti “risponderanno a qualsiasi aggressione” contro altri Paesi della Nato.

“Stiamo valutando una serie di passi relativi alla nostra cooperazione militare, inclusa la rotazione di truppe americane nella regione del Baltico per l’avvio di esercitazioni navali e di terra e per missioni di addestramento”, ha detto il vice presidente americano. Barack Obama vuole inoltre che il vertice alleato di settembre in Galles, ha aggiunto Biden, sia dedicato alla difesa collettiva prevista dall’articolo 5 del Patto Atlantico, in caso di attacco armato esterno contro uno degli Stati membri. Domani i capi di stato e di governo dell’Ue discuteranno a Bruxelles eventuali nuove misure contro la Russia. Il premier britannico David Cameron ha esortato il G8 a discutere l’espulsione permanente della Russa dall’organismo. Putin pero’ non sembra per niente intimorito: la Russia – ha avvertito il suo ministero degli Esteri – rispondera’ alle sanzioni annunciate dagli Usa e sta considerando quali ulteriori misure adottare se Washington proseguira’ nell’escalation del confronto sull’Ucraina. Il presidente ha annunciato la costruzione di una ferrovia e di un ponte tra la Crimea e il sud della Russia, per spostarsi evitando di passare per l’Ucraina.

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