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Crisi editoria, la Fnsi: “Il Governo istituisca un fondo pubblico, Fieg apra al confronto

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Dopo l’annuncio degli 800 esuberi da parte di Rcs, ultimo segnale della crisi dell’editoria, la Federazione Nazionale Stampa Italiana si è riunita affrontando l’argomento e elaborando alcune proposte. Ecco la relazione integrale

Il palazzo del Corriere della Sera di via Solferino. Ansa
Il palazzo del Corriere della Sera di via Solferino. Ansa

“Il Consiglio nazionale, riunitosi a Roma il 13 febbraio 2013, sentita la relazione del Segretario generale Franco Siddi la approva. La crisi, ormai ufficializzata, di gruppi di primo livello nel panorama delleditoria nazionale come Rcs Mediagroup e Mondadori e di quotidiani come La Stampa e Il Corriere dello Sport, con la chiusura di decine di testate storiche e lespulsione dalle redazioni di quasi un migliaio di giornalisti, rende evidente per tutti che un settore rilevante dellindustria italiana cui sono legati beni pubblici come la libertà di informare ed essere informati e il diritto allinformazione è arrivato a un punto di allarme acuto. Alla crisi economica e del settore si sono infatti sommati la scarsa lungimiranza degli editori, il ritardo nella definizione di strategie capaci di rispondere alle trasformazioni tecnologiche, palesi errori manageriali e investimenti sbagliati che oggi pesano in maniera insostenibile sui bilanci delle aziende. Si deve dunque parlare di un vero e proprio fronte di preoccupazione estrema sul quale occorre compiere atti di corresponsabilità importanti a tutti i livelli, a partire dalla politica che sembra invece, in questa fase elettorale, avere cancellato dalle agende qualsiasi progetto di intervento a sostegno di un settore precipitato, come tutto il Paese, in una crisi senza precedenti.

Il momento richiede, invece, interventi indispensabili e urgenti come la riforma delle leggi dell’editoria e listituzione di un fondo pubblico valido almeno un triennio per l’innovazione e per la trasformazione industriale, la definizione di un welfare attivo del lavoro che consenta di gestire nella maniera meno traumatica possibile le uscite anticipate per la crisi, coniugandole con l’ingresso di professionalità giovani da formare con l’aiuto dell’esperienza di chi è a fine carriera. Ogni situazione di difficoltà ha una sua storia e merita una valutazione specifica, ma la preoccupazione e lazione del Sindacato non possono che essere sempre e comunque finalizzate alla tutela delle testate, alla salvaguardia del loro valore allinterno del sistema dellinformazione, alla garanzia dei posti di lavoro minacciati dalla crisi e pure la protezione dei lavoratori autonomi. Nessun governo può immaginare che il rilancio delleditoria possa avvenire solo per impulso delle parti. Il Cn ribadisce però anche la richiesta alla Fieg di aprire immediatamente un tavolo di confronto per affrontare con il massimo rigore lesame della crisi nel suo complesso, prima di affrontare le singole richieste di attivazione di ammortizzatori sociali che arrivano dagli editori e che al momento non hanno unadeguata copertura per garantire a tutti la giusta protezione sociale necessaria. Il Cn lancia dunque un appello al senso di responsabilità anche della Fieg perché venga trovato il coraggio di azioni comuni per un nuovo equilibrio di sistema, nel rispetto delle autonomie specifiche delle parti sociali e della dignità dei lavoratori”.

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