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Cronaca da Verona Gianni Toffoli – originale@uguale

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In tempi recenti hanno fatto capolino nell’universo giovanile le mode del piercing e del tatuaggio, ultime tendenze di un look sempre più dilagante e accattivante. Nessun lembo di pelle o qualsivoglia recondito anfratto del corpo è stato risparmiato, neppure le “aree” riservate: organi sessuali, schiene, cosce, pance, polpacci, bicipiti, tricipiti, chiappe, ombelichi, lingue, labbra, nasi, e orecchi hanno sostituito i “vecchi” supporti cui gli artisti solevano trasporre i loro afflati creativi. Qualcuno ritiene tali pratiche, banali tendenze giovanili alternative al farsi le canne, ad ubriacarsi, all’esibirsi in impennate con lo scooter, o a indossare vesti stracciate recuperate nei cassonetti della Caritas, insomma ad un modo come un altro per gridare al mondo: esisto, non sono stato assimilato dalle masse, sono unico e originale! A parte l’inspiegabile fatto che il fenomeno della trasformazione del corpo fai da te riguarda anche persone non più giovani e talvolta persino attempate (in vetusta età le problematiche esistenziali degli adolescenti non dovrebbero essere vaghi ricordi?), l’omologato che gode a farsi trapanare e punzecchiare, si è mai chiesto come può illudersi di rimanere originale se alla fine l’originale è tutto uguale?

Gianni Toffali

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