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Debiti P.A., il decreto slittaAttacchi da Pdl e Pd Grilli: “No aumenti imposte Ue: subito l’esame

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Il governo prende tempo sul decreto che sblocca i pagamenti dei debiti di Stato. Non ci dovrebbe essere l’aumento dell’Irpef. Monti assicura all’Ue che l’Italia r

– Ancora nubi sul decreto che sblocca i pagamenti dei debiti di Stato. Ieri sembrava che  i rimborsi dei debiti della Pubblica Amministrazione venissero scaricati sull’Irpef, stamattina la circostanza è stata smentita, tra gli altri da Michel Martone, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ad Agorà su Raitre.

Intanto il Consiglio dei ministri continua a slittare: fissato in un primo tempo per stamattina alle 10,30, è stato spostato alle 19 e poi, alla fine, slitta a un tempo imprecisato. Il presidente dellAnci Graziano Delrio, dopo lincontro con il governo, assicura però che l’esecutivo varerà il decreto legge per lo sblocco delle risorse per i pagamenti dei Comuni alle imprese entro fine settimana o al più tardi lunedì prossimo. Da subito dovrebbero essere disponibili 7 miliardi di euro. Delirio ha riferito anche che il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, inizierà dal prossimo mese di maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti verranno applicati solo da dicembre. La maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre “andrà direttamente allo Stato”.

IL CDM SLITTA – Rinviato ai prossimi giorni il consiglio dei ministri che oggi doveva definire testo del decreto sui debiti commerciali della PA. Il ministro Grilli, daccordo con Passera, ha infatti manifestato a Monti la necessità di “proseguire gli approfondimenti” dopo le risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato. “Il Ministro dellEconomia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate Risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha fatto presente al Presidente del Consigliolopportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della PA. Pertanto il Consiglio dei Ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni”.

IL TESTO E L’IRPEF – Nel provvedimento per il pagamento dei debiti della P.A. non è prevista la possibilità di aumentare laddizionale Irpef regionale, anticipando a questanno la maggiorazione che scatterà nel 2014. Lipotesi non è contenuta nel testo che doveva arrivare oggi al Cdm.

GRILLI, IL DECRETO NON CONTIENE AUMENTI DI IMPOSTE – Il decreto che prevede lo sblocco dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese non contiene aumenti di imposte. Lo ha detto il ministro dellEconomia, Vittorio Grilli parlando a Porta a porta. Nel corso di un collegamento con la trasmissione, Grilli ha sottolineato che il decreto, il cui varo era previsto oggi, è stato rinviato di pochissimi giorni. Dietro il rinvio – ha aggiunto Grilli – non ci sono misteri.

Per evitare laumento dellIva di un punto che scatterà dal luglio di questanno ci sono i margini ma occorre una strategia economica di medio periodo e la volontà politica di farlo.

Il ministro rispondendo a Bruno Vespa che gli chiedeva se sia possibile evitare laumento dellIva e della Tares, ha spiegato: Lo spero vivamente, ma questo richiede una strategia economica di medio periodo perché bisogna trovare le risorse. Me lo auguro e penso sia possibile perché abbiamo una spesa pubblica che è oltre il 50 per cento del Pil. Con una strategia economica e la volontà politica si possono individuare questi spazi.

TELFONATA MONTI-REHN – LItalia rispetterà il tetto del 3% del rapporto deficit/pil. Lo ha rassicurato il premier Mario Monti, in una conversazione telefonica con il Commissario Ue Olli Rehn. Durante la telefonata, si legge nella nota, Monti si è impegnato a coprire una parte dei debiti della Pubblica Amministrazione senza sforare il tetto del 3% del deficit rispetto al Pil. Dopo la conversazione Rehn “ha dato mandato ai suoi servizi di esaminare immediatamente i termini del decreto” secondo quanto si legge in una nota della commissione europea.

RIUNIONE DEI SAGGI – Attenti al dossier anche i ‘saggi’ della commissione economica indicati dal presidente Napolitano, anche oggi riuniti al Quirinale. La Tares è uno dei temi oggetto delle “ricognizioni” al Colle, in attesa dei provvedimenti che prenderà il governo.

PD CRITICO – “Sconcertante il rinvio del Consiglio dei Ministri per lapprovazione del decreto per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese. Il Governo dovrebbe chiarire al più presto allopinione pubblica e al Parlamento le ragioni della scelta”. Lo afferma in una notaStefano Fassina, deputato e responsabile Economia del Partito Democratico. “Il decreto – prosegue – è urgente, oltre che necessario. Il Parlamento ha lavorato con la massima celerità, rinunciando ad audizioni e utili approfondimenti, per dare il via ieri, sia alla Camera che al Senato, alla Relazione di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. Laccelerazione era finalizzata a consentire il Consiglio dei Ministri oggi al quale il governo era impegnato. Che succede? Il Presidente Monti può spiegare?”.

PDL ALL’ATTACCO – “I tecnici o mettono tasse oppure non sanno decidere alcunché“. Lo ha detto ilcoordinatore dei dipartimenti del Pdl Daniele Capezzone. “Il Governo ha cercato di smentire – ma senza convinzione e senza nettezza – lintenzione assurda e inaccettabile di consentire laumento dell’addizionale Irpef come contropartita per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese”, ha aggiunto Capezzone. “La verità è che quellidea balzana era circolata, eccome, nelle stanze del Governo – ha proseguito Capezzone – per fare una cosa giusta (e cioè onorare i debiti verso le imprese), il Governo era pronto a farne una sbagliatissima (e cioè far pagare il conto a tutti i cittadini)”. “Poiché li abbiamo scoperti e abbiamo denunciato la cosa pubblicamente, hanno rinunciato – ha concluso Capezzone – ma hanno pure rinviato il provvedimento, non sapendo che fare”. Inserata interviene il segretario Pdl: “Il governo ha rinviato il provvedimento per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, dimostrando così la legittimità del nostro sospetto e cioè che si volevano onorare i debiti caricandoli sui cittadini con lennesimo inasprimento della leva fiscale”. E aggiunge: “Le uniche soluzioni che il governo riesce a immaginare sono nuove forme di tassazione o aumenti ingiustificabili a carico degli italiani”.

FRATELLI D’ITALIA – Anche Ignazio La Russa attacca: “Il rinvio del Consiglio dei ministri fissato per varare il decreto sul pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione è un atto devastante e allucinante”. Così Ignazio La Russa, fondatore movimento Fratelli dItalia-centrodestra nazionale. “Dopo aver annunciato con squilli di tromba questa misura – aggiunge La Russa – Monti fa una marcia indietro dimostrando, con unevidenza marcata, che il suo governo è un orpello incapace di far nulla. E la seconda clamorosa figuraccia dopo quella dei marò. Inoltre, ancora una volta si mostra tutta la subalternità alle burocrazie europee”.

ALLARME CGIA – Dallinizio della crisi sono fallite 15mila imprese a causa dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. A seguito di queste chiusure, il numero dei posti di lavoro persi si aggirerebbe attorno alle 60.000 unità. A stimarlo è la Cgia di Mestre. Si tratta di dati molto preoccupanti, che mettono in luce gli effetti negativi sul tessuto produttivo e occupazionale italiano dei ritardati o mancati pagamenti (siano essi imputabili a committenti privati o a quelli pubblici), avverte la Cgia. Visto che il 95% delle imprese in Italia ha meno di 10 addetti, l`eventuale – ricorda la Cgia – sblocco di una parte importante dei 91 miliardi di euro di arretrati che la Pubblica amministrazione conta nei confronti delle imprese, gioverebbe a tutto il sistema economico ed in particolar modo alle piccole realtà imprenditoriali.

SQUINZI – Cè un senso di disperazione che sta affliggendo tanti imprenditori. Serve un segnale forte per poter pensare ad una ripartenza delleconomia reale del nostro Paese. è questa la richiesta del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in vista del Consiglio dei ministri che stasera dovrà varare il decreto sui debiti della Pubblica amministrazione.

Squinzi, a margine di un convegno, ha sottolineato: Ci auguriamo che, alla fine, le ragioni delle imprese vengano riconosciute, perché è fondamentale. Le imprese stanno soffrendo disperatamente per mancanza di credito. Il numero uno degli industriali non ha poi voluto commentare le indiscrezioni circolate sul decreto. Stasera, dopo il Consiglio dei ministri, si conosceranno le decisioni. Siamo in una fase – ha detto – in cui non si può prendere una posizione precisa.

ispetterà il tetto del 3% del rapporto deficit/pil

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