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DECENNI DI TAGLI E FALSE PROMESSE: MERITIAMO UNA SANITA’ PUBBLICA DI QUALITA’

Unione Popolare: il 20 settembre in sit-in alla Regione Campania al fianco dei Comitati Uniti per il diritto alla salute

Oggi la sanità in Italia, che è tra i pochi Paesi ad aver effettuato tagli su di essa durante gli anni della crisi economica, ha un peso sul PIL dell’8,7%, dodicesimo posto nella classifica degli stati degli stati membri dell’Unione Europea, dietro Slovenia e Spagna ed appena davanti alla Grecia. Tale percentuale risulta irrisoria se paragonata a quella della Germania (11,7%) e a quella della Francia (9,4%). Tra i Paesi non membri spiccano la Svizzera, che spende per la sanità il 12,1% (dove, però, una buona fetta è per la sanità privata), e la Norvegia che investe per la sanità il 10,5% (quasi tutta pubblica).

Se volgiamo lo sguardo al periodo pre-pandemico, nel decennio scorso gli istituti di cura sono diminuiti da 1165 a 1054, con un conseguente taglio di circa 25mila posti letto di degenza ordinaria, che tanto hanno pesato durante l’emergenza Covid. Inoltre, a causa del definanziamento della sanità che si aggira sui 37 miliardi, anche il personale sanitario è diminuito di ben 42380 unità, con pesanti effetti in Campania, dove la percentuale dei medici è diminuita del 18%, mentre quella degli infermieri del 11%. 25 miliardi sono venuti meno tra il 2010 ed il 2015, durante i governi Berlusconi IV e Monti, mentre gli altri 12 miliardi sono stati definanziati tra il 2015 ed il 2019 durante i governi Letta, Renzi, Gentiloni e Conte I. Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al Popolo e candidato capolista per la Camera dei Deputati al collegio Campania 2 – PO2 per Unione Popolare, commenta così: “appare evidente come tutte le grandi forze politiche di centrodestra e centrosinistra siano sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda la politica sanitaria. Una sanità che vede finanziamenti progressivamente tagliati è una sanità che non funziona, debole ed inefficiente, che non assicura al cittadino un servizio quantomeno sufficiente. Unione Popolare vuole sovvertire questo andazzo preoccupante, proponendo soluzioni per mantenere una spesa pubblica in linea con quella dei maggiori paesi membri dell’Unione Europea, affinché si possano assicurare più posti letto negli ospedali, una spesa adeguata dedicata alla salute mentale, assistenza gratuita per anziani e disabili non autosufficienti ed aumento del personale ospedaliero. Paradossale, infatti, come nel PNRR non siano previste spese per l’assunzione di nuovo personale sanitario, mentre si stima che oggi in Italia manchino 45mila medici e 75mila infermieri”.

Per fronteggiare questa grave mancanza di personale, durante l’emergenza Covid, sono stati assunti tra il personale sanitario circa 54mila precari, 5565 solo in Campania, generando un’importante sacca precariale da smaltire. Molti di questi “angeli della pandemia”, come più volte sono stati definiti da media e politici di turno, sono stati assunti con contratti di collaborazione o liberi professionali, venendo esclusi dal processo di stabilizzazione.

Per quanto riguarda la realtà cavese, interviene Lorenzo Forte, candidato al Senato della Repubblica – Collegio Uninominale 03 Salerno e provincia per Unione Popolare: “Cava de’ Tirreni è il riflesso di una politica nazionale sanitaria scellerata. Tradita da campagne elettorali dove veniva promesso tutt’altro, ha visto negli anni la chiusura dei reparti di pediatria e ginecologia ed il rischio smantellamento di quello di chirurgia presso il Presidio Ospedaliero “SS. Maria Incoronata dell’Olmo”. Per quanto riguarda quest’ultimo, risulta che ad oggi non vengano garantiti i servizi minimi, e molto spesso pazienti che necessitano di semplici interventi ambulatoriali, vengono indirizzati altrove. Non ci stancheremo mai di dire che una città densamente popolata come Cava de’ Tirreni non possa essere continuamente minacciata da chiusure di reparti ospedalieri”. A tal proposito, i Comitati Uniti Cava – Costa d’Amalfi hanno annunciato un sit-in organizzato per il 20 settembre presso la sede regionale della Campania a Napoli, affinché possa essere chiarita una situazione che pesa in maniera significativa sulla salute dei cittadini.

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