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Depressione in aumento tra i più giovani

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Apatia, disinteresse, tono dell’umore basso, sensi di colpa immotivati, incapacità di provare emozioni positive, sono questi i sintomi più frequenti che contraddistinguono la prigionia emotiva in cui precipitano sempre più giovani. E’ una riproposizione del mal di vivere montaliano o una fragilità d’animo ? I giovani d’oggi vivono la loro età nella culla della prosperità, ma ciò nonostante, appaiono tormentati da un’insoddisfazione perenne, alimentata, per giunta, dalla mancanza di speranza. Il disfacimento di una società, sempre più lontana dai sani valori e che crea falsi miti, gioca un ruolo in primo piano nell’alimentare lo sviluppo della depressione. L’ odierna gioventù beata ma stressata, emana un grido d’ allarme e la conferma più esplicita ci è fornita dall’alto numero di casi di giovani che si accingono al suicidio. La depressione potrebbe divenire un male endemico, affermano gli esperti, nei casi di mancata diagnosi e conseguente cura. Rilevare il problema, a volte, non risulta semplice e nella maggior parte dei casi si giunge a considerare un inizio della patologia come un passeggero stato di prostrazione. In questi casi, la soluzione è quella di adoperarsi per mitigare lo stress cominciando a modificare le proprie abitudini quotidiane: ad esempio staccarsi con la mente dalle preoccupazioni, mediante il riposo e l’ esercizio fisico, specie all’ aperto, potrebbe essere la scelta più adatta prima di intervenire con un aiuto professionale. Gli psicofarmaci sono sempre più prescritti, malgrado presentino il limite di non condurre alla guarigione tramite un percorso di autocoscienza, bensì bloccando i segnali che la depressione lancia. Inevitabilmente gli psicofarmaci servono, ma non devono essere accolti come unica soluzione al problema, che richiede piuttosto una presa di coscienza personale, un percorso attivabile tramite la psicoterapia. Considerando che, il suicidio è divenuto la terza causa di morte tra gli adolescenti perché i sintomi del disagio vengono o sottovalutati o non riconosciuti, la sfida dei prossimi anni è quella di impedire che ignoranza e indifferenza rendano inesorabile il destino di tanti giovani, che restano i protagonisti indiscussi della cronaca nera. Santina De Stefano

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