Quotidiano di informazione campano

Un dicembre ricco di presentazioni per “Diario di una kemionauta” di Maura Messina

Il suo libro si apre con queste bellissime citazioni: Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto (Oscar Wilde) Ho sempre sostituito la paura di non farcela più con la speranza di farcela di nuovo (Giorgio Faletti).

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Dicembre é un mese ricco di eventi per l’opera prima di Maura Messina,  “Diario di una kemionauta”, libro edito dalla casa editrice “Homo scrivens” che tratta le problematiche della “Terra dei Fuochi”, viste, in modo del tutto originale, attraverso la sua malattia: diagnosi di un tumore!

Sarà, infatti, a  Camposano – Na – presso il bar D’Artagnan in corso Vittorio Emanuele,  mercoledì 3 dicembre, alle ore 18.00, con l’intervento di don Aniello Manganiello, la collega scrittrice e poetessa Ersilia Anna Petillo e  con l’attore Alessandro Balletta che provvederà alle letture.

Il giorno seguente, 4 dicembre,  Maura sarà ancora a parlarne a Grumo Nevano – Na –  presso il convento di Santa Caterina, in piazza San Pasquale, con l’interventi del dott. Antonio Marfella oncologo e tossicologo, del generale Sergio Costa, del Corpo Forestale dello Stato, dell’ing. Marino Landolfo, referente Provinciale del Coordinamento Comitato Terra dei Fuochi e Milena Del Prete.

Il 12 dello stesso mese, poi sarà a Sorrento, nella location  Art’s Room dell’Artis Domus, la casa dell’arte a Sorrento – Salotto Letterario “All’ombra del Tasso” (VI ed.) ed “Incontri al buio” (XXXII ed.) con Gennaro Izzo e Ornella Esposito.

La serie di presentazioni già previste, chiuderà il 18 dicembre a Melito di Napoli, alle ore 17.00, presso la biblioteca comunale “Francesco Rossi”, sita nella piazza Santo Stefano della cittadina dell’hinterland partenopeo. Introdurrà l’evento il sindaco Venanzio Carpentieri con  l’assessore alla Cultura Dominique Pellecchia. Interverranno con l’autrice, il dr. Antonio Marfella, oncologo/tossicologo, Ornella Esposito, autrice del documentario “Ogni singolo giorno”, il cui trailer sarà proiettato, per l’occasione. A moderare Alessandra Romano, addetto stampa del comune ospitante l’evento.

Ma di Maura Messina già c’è un retrò culturale degno delle più apprezzate, coraggiose e  dinamiche scrittrici del nostro tempo. Andiamo ad elencarlo senza intaccarne potenzialità e descrizioni.

PRESENTAZIONI

30/9/2014 Maschio Angioino, Napoli, con Francesca Gerla e Chiara Tortorelli della Homo Scrivens: relatore dott. Antonio Marfella, oncologo/tossicologo del “Pascale”

15/10/2014 Biblioteca comunale di Villaricca – Na – con Aldo Putignano della Homo Scrivens, e Lucio Michetti, attore e regista teatrale.

18/10/2014 Museo diocesiano di Gaeta (Lt) con Lynda Lombardi,  curatrice della mostra collettiva d’arte itinerante “La terra dei fuochi”, alla quale la nostra autrice partecipa con un dipinto olio su tela “Il principio dopo la fine”, e Sandra Cervone, giornalista de Il Messaggero.

IN RADIO: 8/11/2014V Ospitea Radio Eco dell’univrsità di Pisa, presso il Pisa book festival;

23/10/14 ospite in radio Runradio presso l’università suor Orsola Benincasa di Napoli.

CONSEGNA LIBRI

29/10/14 al Cardinale Crescenzio Sepe in udienza privata con la mia famiglia

16/10/14 al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

22/10/14 all’imprenditore, scrittore ed artista Piero Mastroberardino

23/10/14 all’attore Vincenzo Salemme

INTERVISTE VIDEO

15/10/14 teleclub Italia

18/10/14 https://www.youtube.com/watch?v=AM6PiEVDXgk GAETE VIDEO intervista con Sandra

Cervone giornalista de Il Messaggero

23/10/14 _Andrea Sperotti (giornalista veronese giunto a Caivano per realizzare un documentario

della CEI sulle province del mondo)

RECENSIONI

http://www.ladyo.it/libri-diario-di-una-kemionauta-di-maura-messina/ by Angelica Parisi – Redattore on 30 settembre 2014  452 Views | Like

Libri: Diario di una kemionauta, di Maura Messina

NAPOLI – Oggi, 30 settembre alle ore 17, presso l’Antisala dei Baroni, al Maschio Angioino, sarà presentato il primo libro di Maura Messina, Diario di una kemionauta, edito dalla casa editrice Homo scrivens.  Alla presentazione saranno presenti l’autrice e il dottor Antonio Marfella, tossicologo e oncologo; moderatrice Francesca Gerla. Diario di una kemionauta è la storia di una “kemionauta”, vissuta nella Terra dei Fuochi, che “barcolla ma non molla“, che con forza e coraggio riesce a combattere contro un nemico duro da sconfiggere, utilizzando ogni mezzo a disposizione per guardare in maniera positiva al futuro. Maura Messina, autrice e protagonista del diario, ha raccontato a LadyO la sua esperienza:

  1. Il tema della terra dei fuochi è molto attuale. Qual è la tua opinione in merito e come si inserisce il tuo libro nel dibattito relativo a questo problema?

Maura: Questa domanda non è semplice, è già difficile dover usare per la propria terra la definizione di “terra dei fuochi”… Noi i fuochi li vediamo spesso, anni fa il mio papà con gli amici andavano in giro (in tempi non sospetti) a cercare di capire da dove venivano quei fumi nauseabondi che ci svegliavano la notte … e non solo la notte. Oggi sappiamo di non aver respirato aria pulita … e non la respiriamo nemmeno oggi. L’unica cosa che mi consola è che la gente vuol capire. Grazie a persone illuminate, come il Dott. Antonio Marfella, si tenta di far luce e portare chiarezza. Il mio libro è una testimonianza di vita, è la mia storia personale, ad esser più precisi è esattamente il mio diario redatto durante il periodo delle chemioterapie. Spero che “Diario di una kemionauta” possa essere una testimonianza positiva, di speranza.

  1. Ogni libro raccoglie sempre parte del vissuto degli autori che lo scrivono. Come nasce il tuo libro?

Maura: “Diario di una kemionauta” è un libro totalmente autobiografico e nasce a seguito di una serie di privazioni … Mi spiego meglio: chi è sottoposto a questo tipo di terapie deve tutelarsi perché l’organismo si indebolisce molto. Detto in parole povere, un semplice raffreddore è da evitare: è necessario, quindi, cambiare il proprio stile di vita. Io amo dipingere ed uso prevalentemente i colori ad olio e purtroppo mi sono stati vietati. Le vernici non sono salutari. Non potendo dipingere ho iniziato a scrivere … ho scritto per me … Poi ho iniziato a far leggere il mio diario alle persone che mi sono state vicine. Il risultato è stato una serie di incitazioni per cercare un editore in modo che il libro potesse essere divulgato. Ciò che mi preme è portare un messaggio di speranza e di vita.

  1. Che cosa fa una Kemionauta per superare le difficoltà?

Maura: Innanzitutto bisogna avere un pizzico di incoscienza… e tanta autoironia. Posso dirti quello che ho fatto io: non ho mai pensato alla possibilità di non farcela. Ho sempre creduto che indipendentemente dall’epilogo di tutta questa storia io dovevo continuare a vivere la mia vita. Ogni momento che passa non torna più, passare le ore a piangersi addosso è uno spreco! Comunque vada ogni momento è prezioso, unico ed irripetibile!

  1. Oltre a scrivere, ti occupi di design. Nella tua tesi, Napoli città di scarto, hai presentato un progetto cha ha come obiettivo il recupero della città di Napoli, attraverso le sue eccellenze, per non dimenticare le proprie radici e imparare a sentirsi parte integrante di essa. Come credi che si possa recuperare il nostro patrimonio culturale e artistico e rivalutare una città che, grazie alla sua ricca storia e tradizione, potrebbe vivere soltanto di turismo?

Maura: Quando ho iniziato a lavorare alla mia tesi molti mi dicevano: “Per Napoli non c’è nulla da fare, perdi il tuo tempo”… Io non la penso così, sono nata a Napoli due volte al Policlinico, la prima nel 1985 con un parto difficile, nel 2012 quando ho affrontato il cancro … Per mia fortuna mi è andata bene in entrambi i casi. Napoli è una città di eccellenze, di tesori inestimabili. Lancio una proposta a chi di dovere: la mia tesi potrebbe essere una discreta linea guida per rilanciare la nostra amata città attraverso un progetto di comunicazione nato ad hoc … è tutto nel progetto, basta cliccare il link (http://aiapzine.aiap.it/notizie/13600)In bocca al lupo a Maura Messina per il suo libro e per tutti i suoi progetti! http://www.teleclubitalia.it/domani-alla-biblioteca-di-villaricca-presentazione-dellultimolibro-di-maura-messina/128971/

Ecco la storia di una kemionauta costretta a partire in missione su un pianeta lontano … dal quale ritornerà pronta a testimoniare la forza salvifica della creatività. Maura, cresciuta nella terra dei fuochi, ha solo ventisei anni quando le diagnosticano un tumore. Ma non è tipa da piangersi addosso: decisa a combattere contro il nemico, s’imbarca nella prova più dura e dolorosa della sua vita usando tutti i mezzi a disposizione per guardare con ottimismo al futuro. Nasce così il diario in parole e immagini di una storia vera e toccante. Maura Messina (Napoli 1985). Dopo la laurea magistrale in Design per l’Innovazione e pubblicazione della tesi, progetta alcuni lavori di communication design, loghi, poster, pannelli pubblicitari e partecipa a numerosi contest nazionali e internazionali. Lavora a un ampio murales per una scuola primaria nel 2011 a Quarto, e realizza presepi e piccole miniature; dall’estate 2013 si avvicina alla ceramica, guidata dall’amico/Maestro Amleto Sales. Ha partecipato ad alcune mostre collettive, tra cui nel 2014 La Terra dei Fuochi, presso il Real Sito Belvedere di San Leucio (CE).

© Homo Scrivens s.r.l.  Finito di stampare: settembre 2014 Autore: Maura Messina Collana: Direzioni immaginarie Info: 120 pagine – a colori ISBN: 978-88-97905-70-7 Prezzo: 14,00 €

http://www.hubspa.it/diario-di-una-kemionauta-come-affrontare-il-cancro-e-batterlo/ Diario di una Kemionauta – Come affrontare il Cancro e batterlo

Per caso ho incontrato la storia di Maura ed ho pensato che fosse giusto parlarne qui, perché Maura è nata nella Terra dei Fuochi, perché  Maura è una giovanissima designer (nel libro troverete tanti spunti del suo lavoro), ma sopratutto perché  la sua è una storia a lieto fine che deve dare la forza a chi soffre di crederci e di non mollare. Il suo libro si apre con queste bellissime citazioni: Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto (Oscar Wilde) Ho sempre sostituito la paura di non farcela più con la speranza di farcela di nuovo (Giorgio Faletti).

Maura, nata nella terra dei fuochi, ha solo ventisei anni quando le diagnosticano un tumore. Ma non è tipa da piangersi addosso: decisa a combattere contro il nemico, s’imbarca nella prova più dura e dolorosa della sua vita usando tutti i mezzi a disposizione per guardare con ottimismo al futuro. Nasce così un diario che, con delicatezza, sensibilità e un tocco d’ironia, racconta per parole e per immagini la storia di questa kemionauta costretta a partecipare a una missione su un pianeta lontano … dalla quale ritornerà piena di voglia di raccontare e di testimoniare la forza salvifica della creatività.

“Il mio diario, rappresenta la visione/versione di una persona che si è trovata ad affrontare il cancro. Il titolo nasce dalla interpretazione di questa delicata fase della mia vita: mi è sembrato di entrare in un mondo con il quale avevo avuto (fino a prima di ammalarmi) un “non contatto”… insomma lo avevo conosciuto per sentito dire. Come un’astronauta che atterra su un pianeta lontano, lontano e fuori rotta … ecco perché Diario di una kemionauta.”

Maura ci ha raccontato la sua storia: Salve a tutti, sono Maura Messina, una ragazza di 29 anni che vive a Villaricca. Nel 2012, subito dopo aver conseguito la Laurea Magistrale, a 26 anni, ho scoperto di avere un cancro (linfoma di hodgkin)… ed è così che è iniziata questa mia “avventura” su Kemioland.

Quanto e’ importante trovare la forza di reagire?

Nel mio caso è stata determinante. Dovevo farcela e non solo per me … Nel momento in cui mi è stato diagnosticato il tumore il mio primo pensiero è stato: “ora chi glielo dice al mio fidanzato e alla mia famiglia?”. Non mi sono preoccupata per me, non subito almeno … Credo che questo tipo di atteggiamento mi abbia aiutata a reagire e a non piangermi addosso. Le persone che mi sono state accanto sono state fondamentali: abbiamo cercato di mantenere sempre il buonumore accompagnato da una ricarica costante di bizzarra autoironia.

Perché  hai deciso di raccontare la tua storia?Come e’ nata l’idea del libro?

Ho deciso di rendere pubblico il diario perché spero che la mia storia possa essere d’aiuto a chi la legge. è una testimonianza positiva e di speranza. Quando ho scritto il diario l’ho fatto per me. Il libro è tratto dal mio diario personale. Non è un testo nato ad hoc per essere divulgato, ma nasce a seguito di una serie di privazioni … Mi spiego meglio: chi è sottoposto alle chemioterapie deve tutelarsi perché  l’organismo s’indebolisce molto. Le difese immunitarie tendono ad abbassarsi ed è consigliabile evitare anche un semplice raffreddore.

Viene stilato una sorta di elenco delle privazioni, tra queste c’erano i miei amati colori ad olio ed ogni sorta di vernice. Per me che amo dipingere non è stato semplice trovare un’alternativa immediata.

Ho iniziato così a scrivere un diario che aggiornavo al termine di ogni seduta di terapie. Intanto sono arrivati gli acquerelli, regalo del mio fidanzato, non ho resistito: ho ripercorso la mia esperienza disegnandola a colori.

Quando finalmente ho concluso il ciclo di chemioterapie, ho deciso di impaginare il tutto tentando, forse, di dare per lo meno un ordine visivo a ciò che avevo vissuto. A lavoro ultimato ho mostrato il diario al mio fidanzato, alla mia famiglia e a qualche amico fidato. Il risultato è stato una serie di inviti a non tenere il libro nel cassetto, a cercare un editore in modo da diffonderlo!

Sei una designer , e il tuo lavoro si nota anche nel libro, vero?

Come ti dicevo il mio percorso di studi ha influenzato le scelte progettuali. Mi è venuto naturale cercare di dare una coerenza tra il contenuto e il progetto grafico. Alcune cose sono state concordate con la casa editrice Homo Scrivens, come il font e il fondo della copertina. Per il resto invece mi è stata data carta bianca, iniziando dai numeri di pagina: ho creato un fondo a spicchi (12 spicchi come le sedute di chemio), man mano che si va avanti nel libro questi spicchi aumentano di grandezza fino a chiudersi in un cerchio nero …. La chiusura del cerchio indica la fine delle chemioterapie. Il cerchio da nero diventa grigio, sbiadisce progressivamente fino a scomparire … le ultime pagine infatti hanno una numerazione convenzionale “numero nero su pagina bianca”. Il cerchio che scompare indica un ritorno alla normalità. Ho usato, inoltre, grandezze diverse per alcune frasi, il font cresce e decresce per dare maggior risalto a determinate parole.

La tua storia dimostra che anche nella terra dei fuochi si può ripartire, cosa consigli di fare?

La prima cosa da fare è smettere di nascondere la verità. Non stiamo creando allarmismi, il problema è vero, esiste e va risolto. Colgo l’occasione per sottolineare una cosa che mi sta molto a cuore: sentire e leggere dichiarazioni di rappresentanti del governo italiano che asseriscono con convinzione che ci ammaliamo perché non seguiamo una dieta giusta o abbiamo stili di vita errati mi fa dare di matto. Certe parole offendono l’intelligenza di un popolo che pian piano sta diventando consapevole del problema. “Terra dei fuochi” è frutto di un albero malato dalla radice alla punta della foglia più alta. Non me la prendo con l’albero ma con chi dovrebbe prendersene cura, ossia il giardiniere.

Per fortuna ora hai girato “pagina” che progetti hai?

Aver girato pagina è un punto di partenza più che privilegiato. Il primo obiettivo è dedicarmi alla diffusione del libro, spero che il diario possa essere uno spunto per parlare di tematiche importanti, come la “Terra dei fuochi”. Non è un caso che alla prima presentazione abbia voluto al mio fianco il caro Dott. Antonio Marfella, oncologo e tossicologo de “Il Pascale”. Il primo passo è stato fatto.

Dopo tanto cercare, è stato fantastico aver avuto la fiducia della Homo Scrivens, la casa editrice di Napoli mi ha dato l’opportunità di realizzare un sogno nella mia amata città. Li ringrazio

infinitamente per la fiducia e perché credono nel mio lavoro.

Libro a parte ho un cassetto pieno di sogni … vorrei lavorare nel campo del design, preferibilmente nella comunicazione … oppure come illustratrice non sarebbe per niente male. Intanto coltivo le mie passioni, mi sto dedicando ai dipinti ad olio su tela, alla ceramica, alle creazioni presepi ali … Non mi fermo mai, tento di non sprecare nemmeno un secondo …

Per chi volesse incontrare dal vivo Maura lo potrà fare il prossimo 15 Ottobre a Villaricca nel corso di una presentazione pubblica.

diarioKemionauta Da Antonio Savarese |ottobre 13th, 2014|Cultura, HUB, Social Innovation|0 Commenti http://www.qdnapoli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=847%3Al-angolodel-libro-diario-di-una-kemionauta-di-maura-messina&catid=25&Itemid=165

Maura Messina ha poco più di vent’anni, è una pittrice decisamente talentuosa, è carina, piena di energia, innamorata della vita. Vive nella terra dei fuochi e un giorno le capita qualcosa che accade sempre più spesso a chi vive in questa zona: scopre di avere un tumore. Lei lo chiama “il mio limone di Sorrento” perché è più o meno grande così, quel linfoma che le è cresciuto dentro.

Per distruggerlo, per affrontarlo e sperare di sconfiggerlo dovrà intraprendere un viaggio in un universo finora visto da lontano, la chemioterapia. E dal momento che in questo universo i colori a olio (come molte altre cose) sono vietati e gli acquerelli che ha ordinato tardano ad arrivare, Maura pensa di iniziare a scrivere e raccontare in una personale cronaca questa esperienza. Nasce così Diario di una kemionauta, edito da Homo Scrivens, un libro che racconta giorno per giorno un’avventura dentro e fuori il proprio corpo in quello che l’autrice definisce “il pianeta kemioland”.

Ma non vi aspettate un testo drammatico, al contrario: incredibile a dirsi Diario di una kemionauta è un libro divertente. Sì, divertente. Con una stupefacente levità (che non è leggerezza) Maura si immagina astronauta alla scoperta di un mondo, dove ogni giorno è una scoperta, apre porte sconosciute e da esplorare, dove ogni progresso è una piccola enorme e faticosa conquista. E lo fa con ironia e coraggio. E poiché alla fine gli acquerelli sono arrivati a destinazione, il testo è corredato da splendide tavole che raccontano questo viaggio commovente ed emozionante nella malattia, certo, ma anche e soprattutto nella voglia di vivere.

12 OTTOBRE 2014 SERENA VENDITTO

2/11/2014 esce spettacoli cultura eventi Lib(e)ro Arbitrio Diario di una kemionauta (recensione Tiziana Teperino)

Maura è una ragazza di 29 anni, solare e coinvolgente. Maura è la stessa kemionauta del libro, una piccola Donna che nel 2012 ha lottato contro un tumore del sangue. Maura ha la passione per l’arte, le piace “sporcarsi” e invece è costretta a rinunciare ai colori ad olio perché sono tossici. Un amico le consiglia così di impiegare il suo tempo scrivendo. Nasce in questo modo il diario. Maura annota i suoi pensieri dopo ogni seduta di chemioterapia. Termina prima dell’arrivo degli acquerelli  che invece può usare – e allora solo in un secondo momento le pagine si arricchiscono di immagini. Maura sconfigge il linfoma e una volta tornata dalla sua esperienza a kemioland condivide il diario con le persone più care che la spingono a pubblicarlo. Inizia così una nuova avventura alla ricerca dell’editore giusto. Dopo numerosi contatti giunge alla Homo Scrivens di Napoli. Gli editori sono entusiasti del suo lavoro e le permettono di occuparsi della veste grafica a cui Maura ci tiene particolarmente, avendo adottato una serie di accorgimenti per rendere già solo l’impaginazione messaggera di contenuti. Alla pubblicazione segue la fase di pubblicizzazione.

Maura non si ferma un attimo: presentazioni, ricerca di nuovi contatti e caccia ai vip che vogliano “metterci la faccia”. Già perché la sua storia non è solo quella di una singola persona che ce l’ha fatta a sconfiggere un brutto male. La storia della kemionauta tocca una nazione intera, coinvolge quel sistema stato che dovrebbe tutelare i propri cittadini e quel contro sistema che sversa rifiuti tossici nelle nostre terre che diventano così “terre dei fuochi”. Maura è statisticamente un caso raro eppure i dati sulla concentrazione di tumori in determinate zone non dicono lo stesso.

Neppure a Villaricca, dove Maura vive con la famiglia. Lei si impegna ogni giorno per raccontare la sua storia, per lanciare un messaggio di speranza a chi sta male e non ha la forza di affrontare la propria guerra. Maura però si impegna soprattutto perché non si metta la testa sotto la sabbia e perché non si possa più dire che chi si ammala ne è responsabile, che conduce strani stili di vita.

Maura ha gli occhi vivi, la voce carica di passione per la vita ed io auguro a chiunque di poter incontrare qualcuno come lei almeno una volta nella vita e poterci parlare anche solo un’ora come è successo a me. Il suo diario l’ho divorato in qualche ora, non per superficialità, ma per entusiasmo e ammirazione per la sua capacità di trovare soluzioni creative in un momento così difficile. Il suo viaggio su kemioland mi ha ricordato le avventure del “Piccolo principe” di Antoine de Saint Exupèry, probabilmente anche per la presenza delle illustrazioni:

“Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano. Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita. Non darmi ciò che desidero, ma ciò di cui ho bisogno. Insegnami l’arte dei piccoli passi”Oggi Maura è impegnata anche con una mostra itinerante, assieme ad altri artisti, dal titolo “La terra dei fuochi” in cui espone il primo dipinto ad olio che le è stato consentito al termine della terapia. In bocca al lupo per tutto Maura!

 

 

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