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Diodato è il vincitore di Sanremo

Il cantante con il brano «Fai rumore» trionfa alla 70esima edizione del Festival. Secondo Francesco Gabbani, terzi i Pinguini Tattici Nucleari di Maria Volpe Diodato è il vincitore di Sanremo 2020shadow

Ha vinto Diodato e non è una grandissima sorpresa, considerato che già sabato all’inizio della finale era primo nella classifica provvisoria. È sempre stato tra i favoriti in questa settimana con il suo brano «Fai rumore» che parla della necessità di abbattere i muri dell’incomunicabilità, un invito a bruciare quei silenzi che amplificano le distanze. È piaciuta la sua canzone, ha convinto la sua interpretazione. C’è chi dice sia «chirurgico», perfetto, preciso. Ha vinto la 70edizione del Festival di Sanremo a 38 anni dopo aver calcato il palco del Teatro Ariston tra le Nuove proposte nel 2014, e tra i big nel 2018. E questa, la sua terza volta, è stata quella giusta. Le sue performance sono state sempre perfette fin da martedì 4. Alla fine della prima serata era già nel podio, classificandosi al terzo posto. E più o meno è sempre rimasto in quella posizione. Addirittura primo nella classifica della sala stampa. Molto applaudito nella serata delle cover dove insieme a Nina Zilli ha proposto «24mila baci» di Celentano, rivisitata in chiave ancora più rock n’ roll. Diodato in un post su Instagram, aveva annunciato di voler rendere omaggio a Celentano, da lui considerato padre del rock n’ roll italiano. «Io amo il rock’n’roll da sempre e in questi anni non avevo ancora avuto occasione di poter rendere omaggio a uno dei più grandi artisti italiani» aveva detto.

In conferenza stampa l’altro giorno aveva detto: «Sono stati mesi incredibili che mi stanno dando una soddisfazione immensa. Da “Che vita meravigliosa” a “Fai rumore” è stato compreso il pensiero che c’era dietro e questa è la cosa più importante. La cosa più bella è sentirsi dire: “hai scritto la mia canzone” Questa è la cosa più bella per me». Ha poi spiegato il suo brano sanremese : «Sarà capitato a tutti di allontanarsi da un’altra persona. Questo è un invito a far sentire la propria umanità con un rumore dolce. Quei silenzi che si creano rischiano di amplificare anche dei silenzi errati. E’ un invito a provare a non distruggere ciò che di buono c’è stato nel vissuto. Oggi ci sono due grandi divisioni nella nostra società: una parte troppo rumorosa composta da urlatori che si vogliono imporre con determinati slogan, dall’altra parte c’è un altro mondo che non si riconosce e che talvolta rimane troppo in silenzio. Ecco, questa canzone è anche un invito a loro a manifestare il loro dissenso facendo attenzione alle parole».Sembra essere proprio un periodo fortunato per lui: «Che vita meravigliosa» non è solo il brano portante della colonna sonora del film La dea fortuna di Ozpetek, ma anche il titolo del nuovo album di inediti, in uscita il 14 febbraio, che racconta la vita del cantautore in questi tre anni di assenza. E per Antonio Diodato, conosciuto semplicemente come Diodato, nato ad Aosta il 30 agosto 1981, sono previsti due concerti : il 22 aprile a Milano all’Alcatraz, mentre il 29 aprile l’artista sarà all’Atlantico di Roma. Nato ad Aosta, Diodato è però cresciuto a Taranto, e infine si è trasferito a Roma. Dopo un po’ di lavori nel 2013 incide il disco «E forse sono pazzo» che ottiene ottime recensioni. Il 19 e 21 febbraio 2014 è sul palco del Teatro Ariston di Sanremo tra le Nuove Proposte con il brano «Babilonia» e arriva secondo dietro a Rocco Hunt, e vince il premio della giuria di qualità presieduta da Paolo Virzì. Nel giugno 2014 vince l’MTV Italia Award nella categoria “Best New Generation” e si esibisce nella cerimonia di premiazione cantando il suo singolo «Se solo avessi un altro». Il 27 ottobre 2014 esce il suo secondo lavoro discografico, intitolato «A ritrovar bellezza», nel quale sono presenti cover degli anni sessanta. Il 27 gennaio 2017 viene pubblicato il suo nuovo album di inediti «Cosa siamo diventati». Nel 2018 la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano «Adesso», insieme al trombettista Roy Paci, dove si classificano ottavi. E ora la vittoria all’Ariston.

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