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Direzione Pd su riforme. Renzi incassa ok e lancia lodo Tatarella. Bersani plaude. Avvertimento a Grasso

Il premier tira dritto sulle riforme: "Se Grasso aprisse a modifiche dell'articolo 2 sarebbe un fatto inedito". "Golpe di palazzo? E' una storiella: le abbiamo volute insieme"

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Renzi incassa l’ok unanime della a direzione del Pd sulle riforme ma al voto non partecipano gli esponenti della minoranza Pd (“le riforme si votano in Parlamento”, sottolinea) anche se, dopo che il premier ha ipotizzato un nuovo ‘lodo Tatarella’ sul testo, da Pier Luigi Bersani arriva un segnale distensivo: “C’è stata una apertura significativa”. Renzi lanci anche un avverimento al presidente del Senato Pietro Grasso: se decidesse di aprire su modifiche all’articolo 2 sarebbe un fatto inedito“. “Ci sono tutte le condizioni per chiudere entro il 15 ottobre”, dice Renzi prima del voto, chiedendo “un’assunzione di responsabilità politica” ricordando che “un anno e mezzo fa la legislatura era morta, noi abbiamo preso un rischio e ora sarebbe un errore politico pensare di aver concluso l’opera”.

Il segretario spiega di volere un’intesa con la minoranza ma avverte: niente veti e non si stravolge la riforma. Ma lanci anche un lodo che sembra raccogliere l’apertura della minoranza.

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