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DIVORZIO BREVE,CON CIRCA 30 EURI E DAI 6-AI 12 MESI E TUTTO E’ FATTO

RADIO PIAZZA ITALIA-Parte il divorzio breve. Che diventa lungo per la lentezza dei tribunali

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La legge 55 del 2015, approvata dal Parlamento il 22 aprile e pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 6 maggio, introduce novità significative. A cominciare dai tempi per la separazione che, in caso sia consensuale, scendono a 6 mesi rispetto ai tre anni previsti fino a ieri. Statistiche alla mano, si pensa che circa 200 mila coppie, a partire da oggi, si recheranno in tribunale per sfruttare le novità introdotte dalla nuova legge. Con il rischio conseguente d’ingolfare la macchina giudiziaria che, sul tema, non brilla certo in velocità (in Liguria per una separazione giudiziale possono passare anche 992 giorni). Ma quella relativa ai tempi non è l’unica insidia che si nasconde dietro le nuove norme sul divorzio.

Tempi ridotti 
Si riduce da 3 anni a 12 mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi, che legittima la domanda di divorzio. Tale terminedecorre dalla comparsa della coppia davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione giudiziale. Per quanto riguarda le separazioni consensuali, la durata di tale periodo è fissata in 6 mesi, anche nel caso in cui il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale.

Comunione legale 
Novità anche sui tempi per la cessazione della comunione dei beni. La comunione tra coniugi, nel caso di separazione giudiziale, si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale li autorizza a vivere separati. In caso di separazione consensuale, lo scioglimento avviene dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dinanzi al presidente, purché omologato.

Procedimenti in corso 
L’articolo 3 della legge, inoltre, prevede espressamente che le nuove norme varranno per i procedimenti tutt’ora in corso. Anche nei casi in cui il procedimento di separazione, che ne costituisce il presupposto, risulti in quella data ancora pendente.

Rischio cortocircuito 
La conseguenza più temuta, per evitare la quale i tribunali stanno correndo ai ripari,è quella d’uno “sfalsamento” dei tempi nelle procedure giudiziali. La possibilità di abbreviare i tempi scatta infatti a un anno dalla prima udienza di separazione. Ma è possibile che a distanza di dodici mesi l’istruttoria della separazione stessa non si sia conclusa. Cosa accadrebbe? Davanti a un giudice inizierebbe un procedimento di divorzio, mentre davanti a un altro si chiuderebbe la fase di separazione, con il rischio di decisioni contrastanti su aspetti delicatissimi.

Il caso Genova 
È questo uno dei motivi che hanno spinto per esempio il presidente del tribunale genovese, Carlo Viazzi, a varare un ordine di servizio speciale proprio per l’entrata in vigore della nuova legge. «Sarà lo stesso giudice – spiega Viazzi al Secolo XIX – a seguire sia la separazione che l’eventuale divorzio, laddove il secondo scattasse in una fase in cui la prima non si è ancora chiusa. Questo per rendere le decisioni il più omogeneo, e meno doloroso possibile, per le famiglie».RADIO PIAZZA NEWS

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