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Dl salva Roma passa con la fiducia alla Camera

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Non solo legge di Stabilità. Il 23 dicembre è passato con 340 sì e 155 no alla Camera anche il decreto salva Roma, su cui il governo aveva posto la questione di fiducia. 
Nonostante il vistoso no del leghista Gianluca Bonanno, che ha votato contro il provvedimento con una molletta per panni sul naso, all’urlo di «Questo decreto puzza».
VOTO DEFINITIVO IL 27 DICEMBRE. Ma la partita non si è chiusa qui: il voto definitivo sul testo è slittato al 27 dicembre, quando l’opposizione, guidata dal M5s, ha la certezza che la norma sugli affitti d’oro intestati alla pubblica amministrazione, al centro delle polemiche nelle ultime 48 ore, venga definitivamente cancellata.
Solo dopo, il 28, il dl può passare al vaglio del Senato (scade il 31/12).
RUGHETTI: «M5S STA PRENDENDO UNA CANTONATA». In realtà, ha spiegato il relatore Angelo Rughetti, la situna cantonata») visto che loro vogliono che resti in piedi la possibilità di risoluzione anticipata dal contratto d’affitto, non solo per la pubblica amministrazione (che è già passata con l’abolizione della norma inserita nel testo), ma anche per i fondi immobiliari. Senza contare, ha insistito Rughetti, che non solo i contratti d’affitto intestati ai fondi immobiliari non c’entrano niente con la Camera o con il Senato, ma la previsione di una loro disdetta anticipata farebbe «perdere soldi ai piccoli risparmiatori che investono, ad esempio, sui fondi pensione». I Fondi pensione, infatti, investono a loro volta nei Fondi immobiliari i cui contratti, in caso di risoluzione prima del tempo, verrebbero «deprezzati».
AFFITTI D’ORO NEL DECRETO MILLEPROROGHE. Comunque sia, la maggioranza, per evitare ulteriori fibrillazioni politiche (M5s e Lega hanno minacciato ostruzionismo anche oltre il 31), ha assicurato che la questione è prevista sia affrontata nei 137 ordini del giorno destinati a essere esaminati il 27 dicembre, e nel dl milleproroghe che il Cdm ha intenzione di mettere a punto tra il 27 e il 28 dicembre.
CASSATA LA NORMA SULLE SLOT. L’altra norma della discordia, quella che penalizza i Comuni che cercano di arginare il gioco d’azzardo, definita da Renzi «una porcata» e da Letta «un errore», invece, è già stata cassata. Restano in piedi solo tre commi che disciplinano per lo più il contenzioso tra Stato e concessionari di slot. Anche se il famoso tavolo tra Stato ed Enti locali per fare il punto sulle competenze, invocato nei giorni scorsi dalla firmataria dell’emendamento Federica Chiavaroli (Ncd) per giustificare la proposta di modifica contestata, di fatto, ha sottolineato Rughetti, già è previsto dalla delega fiscale che «deve solo essere attuata». Cosa che è previsto avvenga entro gennaio.GRILLO ACCUSA GRAMELLINI. Ma la norma sul gioco d’azzardo ha innescato polemiche anche fuori dalle aule parlamentari: nel blog di Grillo è stato messo all’indice il vicedirettore del quotidiano La Stampa Massimo Gramellini, ‘responsabile’ di non aver dato il giusto risalto all’azione del M5s contro l’emendamento a favore del gioco d’azzardo, dando importanza invece solo alla reazione di Renzi che ha invitato il Pd (che prima l’aveva approvata) a bocciare la misura pro-slot.
MISURE SU ROMA CAPITALE. Tra i temi affrontati nel dl ci sono norme che regolano il trasporto ferroviario in Campania, Sicilia e Valle d’Aosta; misure su Roma capitale e, tra l’altro, sulla gestione dei crediti di questa verso le società partecipate. Mentre è stata soppressa la previsione che consentiva a Roma Capitale di incrementare dal 1 gennaio l’aliquota Irpef.
STANZIATI 25 MLN PER EXPO2015. Sono stati stanziati 25 milioni per Expo 2015 e si prevedono misure a favore delle zone colpite da terremoti e alluvioni. Si obbligano gli enti locali che hanno superato i limiti finanziari posti alla contrattazione integrativa a recuperare le somme indebitamente erogate al personale. E si stabilisce che beni aziendali confiscati alla mafia possano essere trasferiti a comuni, province o regioni. Si dà la possibilità di istituire una tassa di sbarco nelle piccole isole che può essere alternativa e superiore a quella di soggiorno.
GRILLO ACCUSA GRAMELLINI. Ma la norma sul gioco d’azzardo ha innescato polemiche anche fuori dalle aule parlamentari: nel blog di Grillo è stato messo all’indice il vicedirettore del quotidiano La Stampa Massimo Gramellini, ‘responsabile’ di non aver dato il giusto risalto all’azione del M5s contro l’emendamento uazione «non è proprio come la dipingono» i pentastellati (che a suo dire «stanno prendendo

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