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DOMANI LAVORATORI STAGIONALI

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Il governo borghese, clericale e capitalistico di centrosinistra guidato da Matteo Renzi del Partito Democratico continua a colpire le già tragiche condizioni di vita dei lavoratori stagionali del turismo, che nell’isola d’Ischia sono circa 10.000 e in Italia pressappoco 400.000. Dopo aver regalato alla classe padronale il diritto di poter licenziare i lavoratori dipendenti senza giustificato motivo, di cui all’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, dopo aver reso più schiava e indifesa la condizione di lavoro dei dipendenti verso il loro datore di lavoro, dopo aver aggravata la precarietà del lavoro e dopo che gli ex governi di centrosinistra e centrodestra hanno progressivamente posticipato l’età pensionabile, avvicinandola sempre di più a quella della morte, ecco che il governo ha persino dimezzato il periodo di disoccupazione annua per i lavoratori stagionali del turismo riducendolo da 6 a 3 mesi impoverendo ulteriormente decine e centinaia di migliaia di lavoratori precari.    Sino al 30 aprile 2015 i lavoratori stagionali degli alberghi, delle terme, del commercio, dei servizi e di altre categorie indotte lavorano massimo 6 mesi all’anno – non per colpa loro, ma perché al termine della stagione estiva vengono licenziati dai padroni – e per altri 6 percepiscono l’indennità di disoccupazione, corrispondente a circa il 60% della retribuzione ricevuta durante il periodo di lavoro, un sussidio che gli consente di non morire di fame assieme alle loro famiglie. Mentre a partire dal 1 maggio 2015, con la nuova controriforma del lavoro, il famigerato Jobs Act, l’indennità di disoccupazione annua è stata dimezzata e contemporaneamente è stata favorita la classe padronale con l’istituto della defiscalizzazione, insomma, il governo borghese ha prelevato soldi dai poveri lavoratori e dato ai ricchi padroni: vergogna e inciviltà umana!    Pare che il governo sia intenzionato ad andare avanti per la sua strada autoritaria e antipopolare, a non voler ascoltare l’indignazione e il bisogno di vita di circa mezzo milione di persone e, di conseguenza, a non voler cambiare il decreto legge appena approvato dimostrandosi amico dei padroni e nemico dei lavoratori, alleato degli sfruttatori e persecutore degli sfruttati. Anche per altre scelte – in materia di riversibilità e di mancato aumento delle pensioni, di riforma elettorale, di aumento delle tasse regionali e comunali, di privatizzazione dei servizi sociali, di tagli alla scuola, alla sanità e ai trasporti, eccetera – si sta rivelando l’ennesimo governo che raccoglie dalle masse lavoratrici e popolari per dare ai banchieri e finanzieri nazionali e internazionali per pagare un debito oramai formato da montagne di interessi-profitti  della sfondata, ricca, insaziabile e minoritaria classe capitalistica, in Italia formata da quel 10% della popolazione che possiede circa il 60% della ricchezza nazionale.    I lavoratori stagionali del turismo non hanno la possibilità di lavorare oltre 6 mesi all’anno e con la crisi economica che continua, la disoccupazione, specialmente giovanile, che nella realtà ha raggiunto livelli molto alti e il costante aumento del costo della vita rischiano di fare la fame. Tutto questo aldilà delle dichiarazioni rassicuranti del governo e degli istituti statistici del potere e del sistema sociale dominante. Se il governo non dovesse accogliere la richiesta di modifica dell’indennità di disoccupazione per questi lavoratori precari del turismo centinaia di migliaia di famiglie correrebbero il rischio di incrementare il già elevato numero di famiglie povere in Italia. Ma pure questa è una battaglia di umanità e di civiltà sociale che se combattuta con la mobilitazione, la militanza e la lotta di classe può essere vinta anche nei confronti di un governo dal piglio autoritario e dittatoriale. E per qualsiasi governo è sempre difficile resistere e vincere contro la volontà popolare, non riuscì neppure alla politica repressiva del governo fascista.

 

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