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Don Manganiello: “Dio riconosce solo il matrimonio uomo/donna!”

A don Aniello Manganiello, già parroco di Scampia impegnato ora con l'associazione Ultimi, risponde padre Ferrara.

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“La Chiesa cattolica riscopra la povertà e la precarietà. L’unico matrimonio riconosciuto da Dio è quello tra uomo e donna. Ma dico sì ai diritti civili per gli omosessuali”.

Così don Aniello Manganiello, già parroco di Scampia impegnato ora con l’associazione Ultimi, intervenuto ai microfoni di Radio Club 91 nel corso del programma i Radioattivi, condotto da Ettore Petraroli e Rosario Verde.

Gli risponde padre Ferrara, il prete della chiesa Cattolica ecumenica noto per le celebrazioni delle nozze gay: “Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è vietato dal Vangelo, quindi amate chi il cuore sceglie di amare”.

Il botta e risposta prosegue con don Manganiello, secondo cui “nel corso del secolo si sono formate tante confessioni che interpretano in modo diverso la Bibbia e il Vangelo. Quello che padre Rosario ha ritenuto opportuno fare è ovvio che all’interno della Chiesa cattolica non trova accoglienza a livello biblico e ideologico per le coppie omosessuali. La Chiesa è aperta e le rispetta ma da questo a passare alla celebrazione del matrimonio il passo è eccessivo e non abbiamo all’interno della Bibbia un supporto che possa riconoscere il matrimonio di due persone dello stesso sesso. Altro è riconoscere agli omosessuali diritti civili e materiali.

Ma questo in italia non è ancora possibile mentre deve diventare legge. Riconoscere dei diritti è sacrosanto”.

Padre Rosario insiste: “Nel Vangelo non è vietato tra le prassi il matrimonio gay. E’ lecito che ogni persona si realizzi secondo il proprio orientamento perché oggi sappiamo che l’omosessualità è nella natura della persona pertanto non realizziamo il difetto finché realizziamo la maturità personale e affettiva di quella persona. Cristo non lo dice apertamente ma non lo vieta. E’ un fatto di coscienza: che sia l’inizio di una acquisizione di diritti. Poi chiamatelo come volete se non volete chiamarlo matrimonio purché si riconosca a chiunque la libertà di amare chi il cuore sceglie di amare. E’ la volontà di due persone di fare unione stabile. Se oggi c’è una presa di coscienza e due persone percorrono insieme il tempo della propria vita anche Dio sorride”.

Quanto alla Chiesa ecumenica, don Manganiello sottolinea: “Di questo si sa poco. La povertà di padre Rosario dovrebbe essere un elemento su cui riflettere. La Chiesa cattolica dovrebbe riscoprire la povertà e la precarietà”.

Francesca Cicatelli

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